| FRANCESCO ONNIS. Questo, colleghi, è il punto nodale, il
dato cruciale del problema che stiamo affrontando.
Vi è stato chi ha goduto trovandosi in posizione di potere
e non ha avuto la sensibilità civica e morale di anteporre
il disinteresse all'interesse, di vincere con la forza
della propria onestà e del proprio rigore - e dall'uomo
pubblico e dall'uomo politico si pretendono onestà e
rigore senza limiti nè riserve - il prurito della comoda,
facile, gratificante sistemazione in una casa che non
avrebbe comportato problemi nè pagamento di imposte per un
canone spesso di favore. Costoro non hanno saputo frenare
l'attaccamento all'interesse e al proprio tornaconto.
Costoro hanno sollecitato il favore o magari lo hanno
preteso, ovvero, se si vuole - ma il quadro ed il giudizio
morale cambierebbero ben poco - non hanno avuto
sufficiente volontà di opporsi, non hanno avuto la
capacità di non lasciarsi irretire e blandire da chi,
"pelosamente" e per passare poi alla cassa della politica,
ha offerto il favore e la propria disponibilità poco
corretta
e limpida per compiacere il potente e captarne la
benevolenza e l'utile riconoscenza.
Chi sono, dunque, coloro che hanno dato una meschina
rappresentazione di sè, della propria fortezza civica,
delle proprie qualità e della propria attrezzatura morale,
quindi della loro affidabilità politica ed istituzionale?
Non ripetero nomi e particolari, indirizzi e
caratteristiche degli immobili donati dalla befana
consociativa. Sono sulla bocca di tutti ed hanno suscitato
l'amaro e risentito disgusto di tutti.
Il capitolo che vorrei approfondire, concludendo, signor
Presidente, è un altro, quello della comune provenienza di
questa aulica squadra di fortunati assegnatari. Provengono
tutti o quasi tutti dall'arcipelago non sempre sommerso
dei partiti e del sindacato, dei partiti della sinistra e
del mondo della sinistra, del mondo dei partiti di governo
durante le legislature precedenti. Coloro che hanno questa
provenienza, colleghi della sinistra, sono la stragrande,
strepitosa maggioranza.
Allora la conclusione è eloquente e sconsolante: il
terreno di caccia era riservato a pochi e a pochi
ambienti, sempre gli stessi. Solo coloro che gestivano il
potere erano in grado di chiedere ed ottenere e chiedevano
e ottenevano. Saranno gli italiani, che hanno dimostrato
di avere gli occhi aperti e di non essere teneri con chi
profitta e lucra, a giudicare con il voto anche questo
scandalo, dando la pagella a chi nello scandalo è stato
protagonista o beneficiario.
La gente ha diritto di sapere di più e fino in fondo. Deve
avere la certezza che anche su questo versante di tutela
dell'interesse pubblico e del bene comune la stagione
dell'imbroglio, del comparaggio è definivamente
tramontata.
Io credo che la Camera non debba rimanere assente ed
insensibile di fronte a deviazioni così diffuse e
vergognose della pubblica moralità. Si affronti pure
organicamente e definitivamente il tema della casa, del
diritto alla casa, colleghi di rifondazione comunista, nei
suoi aspetti sociali ed economici, ma si stigmatizzi senza
appello e senza sottili cortine fumogene il malcostume
divenuto regola. Si individui e si punisca, se è giusto,
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chi ha guazzato in questo malcostume senza ritegno. La
Camera dovrà pretendere dal Governo che si facciano gli
accertamenti necessari, si acquisiscano gli elementi di
conoscenza e che si informi anche, se ne ricorressero gli
estremi, l'autorità giudiziaria con una comunicazione
solenne e formale.
Si scrivano - anche queste sono regole preziose di cui
necessita un paese normale - norme chiare ed ineludibili,
che non lascino spazi di discrezionalità nella direzione
della trasparenza massima e della attenzione, rigidamente
imparziale secondo il dettato della Costituzione, verso
tutti i cittadini e, segnatamente, verso coloro che per
reddito, famiglia numerosa, ragioni di salute o altre
ragioni di debolezza sociale, sono certamente meritevoli
di un doveroso e sacrosanto trattamento preferenziale.
Vorrei dedicare un'ultima e brevissima considerazione ai
colleghi della sinistra, ricordando ciò che ha scritto un
illustre mio conterraneo, un uomo della Sardegna come me,
Antonio Gramsci, che ha avuto una vita nobilissima ed una
morte altrettanto nobilissima. Egli ha sostenuto più volte
nei suoi scritti che l'uomo pubblico, l'uomo politico,
deve vivere nella più netta limpidità e distanza
(Commenti del deputato Mussi - Proteste dei deputati
del gruppo di alleanza nazionale) dall'interesse, che
deve separare il proprio interesse dell'interesse
pubblico, che deve vivere secondo correttezza e secondo
onesta. Ebbene, non mi pare (Commenti del deputato
Mussi)...
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