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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


127212
STA0247-0187
Stenografico d'Aula n. 247 del 27 settembre 1995 (STA12-247)
(suddiviso in 400 Unità Documento)
Unità Documento n.187 (che inizia a pag.15298 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.17)
SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023.
CARLO AMEDEO GIOVANARDI.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LORENZO ACQUARONE (ore 18,50)
ZZSTA ZZRES ZZSTA270995 ZZSTA950927 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA247 ZZ12 ZZDI ZZLL
    CARLO  AMEDEO  GIOVANARDI.  Signor Presidente, la mia
  replica sarà anche una dichiarazione di voto, per cercare
  di guadagnare un po' di tempo.
    Dalla vicenda che per tutti ormai ha preso il nome di
  Affittopoli credo sia necessario trarre alcuni
  insegnamenti ed alcuni orientamenti per l'attività futura
  di questo Parlamento e del Governo.  Ritengo, infatti, che
  di questo stiamo parlando.
    In primo luogo, bisogna dare atto a  Il Giornale  di
  aver dimostrato che in un paese democratico la libertà di
  stampa può essere usata non soltanto per fare critiche
  generiche e malevoli, ma anche per denunciare all'opinione
  pubblica situazioni insostenibili che si potevano
  perpetuare soltanto nella rassegnazione e nel silenzio.
    In secondo luogo, al di là di alcune sbavature e di taluni
  errori, dalla campagna giornalistica è ormai dimostrato
  che troppe persone in questo paese abitavano dove non
  dovevano abitare e pagavano agli enti pubblici somme
  irrisorie rispetto al servizio che veniva loro
  corrisposto.
    In terzo luogo, il fatto che il fenomeno abbia coinvolto
  politici, magistrati, giornalisti e chi più ne ha più ne
  metta, dimostra ancora una volta - se ve ne fosse bisogno
  - che nel nostro paese raramente le posizioni sostenute
  pubblicamente corrispondono ai comportamenti privati, alla
  moralità privata; con la corrispondente difficoltà per la
  classe dirigente di capire e di condividere i problemi
  della gente comune.
    In quarto luogo, è giusto, pertanto, che coloro i quali
  percepiscono redditi medio-alti si confrontino con il
  mercato delle locazioni; così come è giusto che gli enti
  pubblici sfruttino il loro patrimonio immobiliare al
  meglio, perché con i redditi raccolti possono far fronte
  adeguatamente ai loro compiti istituzionali.  Tra questi
  compiti vi è anche quello di venire incontro alle esigenze
  di coloro il cui reddito non consente di accedere ad
  affitti di libero mercato e che devono pertanto avere
  garantito il diritto alla casa pagando un canone
  proporzionato al loro reddito.  Ed è importante tenere
  conto in queste scelte dei problemi delle famiglie, in
  particolare di quelle numerose non facendo della metratura
  degli appartamenti l'unico
 
                             Pag. 15299
 
  parametro per stabilirne la destinazione ed  il canone.
    In quinto luogo, è necessario evitare che dalla vicenda di
  Affittopoli sortiscano effetti negativi punitivi per
  milioni di famiglie di ceto medio, che non hanno redditi
  elevati e non sono nelle condizioni per ottenere locali ad
  equo canone.
    Le cifre che abbiamo letto, relative a quanto si dovrebbe
  pagare di affitto a Roma per appartamenti del centro e di
  alcuni quartieri periferici (si è scritto dai 4 ai 6
  milioni al mese) ci sembrano del tutto fuori dalla realtà.
  Sarebbe comunque interessante in questo senso sapere chi
  sono coloro che possono permettersi di spendere 70-80
  milioni all'anno di canone, che attività svolgnno, che
  reddito hanno, quanto pagano di tasse e via dicendo.  Credo
  che ci dobbiamo porre anche questi interrogativi, che sono
  un riflesso della questione di Affittopoli.
    Il problema vero, però, è che anche per appartamenti
  modesti - non mi preoccupo degli attici o dei superattici
  in centro storico - si arrivino a richiedere cifre che
  sono completamente al di fuori del reddito della famiglia
  media.  In questo caso, e se questo fosse il risultato, la
  meritoria campagna di stampa di Affittopoli rischierebbe
  di trasformarsi in un  boomerang  per milioni di
  famiglie italiane.
    Inoltre - sesto punto - è stato giustamente notato che in
  Italia il 70 per cento delle famiglie è proprietaria della
  casa in cui abita.  L'acquisto della casa è frutto di
  grandi sacrifici e di risparmi faticosamente messi da
  parte durante tutta la vita lavorativa.  La spinta
  principale all'acquisto della casa è, com'è noto, il
  desiderio di stabilità e il non dover rischiare di essere
  sfrattati, particolarmente in età anziana.  Ma
  l'accanimento del fisco sulla prima casa sta angosciando
  milioni di famiglie e di pensionati, il cui reddito
  rischia di non essere più sufficiente per mantenere il
  frutto di una vita di lavoro.  E' necessario, pertanto,
  ridurre progressivamente sino ad eliminarla, la tassazione
  sulla prima casa, di cui, oltretutto non si comprendono i
  presupposti, trattandosi di un reddito tanto presunto
  quanto inesistente.
    E' per tutto quanto detto sopra che crediamo sia
  necessario ridefinire una politica
  complessiva per la casa, capace di rimettere  in moto il
  mercato e dunque di generare un'offerta in grado di
  determinare un nuovo punto di equilibrio tra domanda ed
  offerta.  E' per questo che nella nostra mozione abbiamo
  chiesto al Governo, tra l'altro, di rivedere il quadro
  normativo, attualmente troppo diverificato, che genera
  ingiustizie, impedendo un corretto funzionamento del
  mercato, avvicinando progressivamente i rendimenti del
  patrimonio abitativo pubblico a quelli del settore
  privato, introducendo misure compensative per i meno
  abbienti, ancorando la riforma locativa a reddito
  familiare, applicando per il canone abitativo il
  cosiddetto  splitting;  di predisporre un piano
  decennale per la casa, promuovendo iniziative che
  consentano la formazione di nuove famiglie; di garantire
  procedure trasparenti nelle assegnazioni; di introdurre
  una forte semplificazione della fiscalità immobiliare,
  eliminando quella della prima casa.
    Onorevoli colleghi, credo di aver ascoltato oggi e ieri,
  nell'illustrazione delle mozioni e nel dibattito che ne è
  conseguito, accenti molto aspri, anche diversificati, sul
  giudizio e sulla condanna di quanto è accaduto e di quanto
  - come dicevo prima - la campagna de  Il Giornale  ha
  messo in luce, cioè gli episodi inaccettabili e scandalosi
  di cui abbiamo letto, che non debbono più ripetersi.
  Ritengo però che in sede parlamentare sia importante,
  quando si devono votare mozioni e risoluzioni, capire cosa
  Governo e Parlamento devono fare per uscire in positivo da
  questa fase, anche per dare orientamenti chiari e precisi
  all'esecutivo e a noi stessi.  In questo senso, devo dire
  che alcune finezze interpretative - anche se pronunciate
  con rande calore, come ha fatto il collega Vito - non mi
  sembrano cosi determinanti.  Infatti, che sia il Governo a
  riferire al Parlamento entro 60 giorni, come giustamente
  si chiede nella mozione di cui è primo firmatario
  l'onorevole Vito, o che sia il Governo, attraverso una
  commissione governativa a rispondere al Parlamento entro
  60 giorni sulla stessa materia, non mi sembra questione
  dirimente rispetto ai contenuti delle mozioni.
    E allora, poiché ho detto che la mia oltre ad essere una
  replica vuole essere anche una
 
                             Pag. 15300
 
  dichiarazione di voto, preannuncio che voteremo a favore
  della mozione n. 1-00165,  di cui è primo firmatario
  l'onorevole Vito, perché si riconosciamo nei contenuti
  della medesima, come voteremo a favore della mozione Onnis
  ed altri n. 1-00172, ed ovviamente invitiamo i colleghi a
  votare a favore della mozione n. 1-00171, di cui sono
  primo firmatario.
    Voteremo invece contro la mozione presentata dal gruppo di
  rifondazione comunista, per il semplice motivo che essa
  ripropone e recupera tutta una serie di tematiche che sono
  state decisive proprio nel determinare quel mercato
  drogato degli affitti, delle locazioni, che ha portato ai
  risultati che oggi lamentiamo e denunciamo.  Ci asterremo,
  inoltre, sulla risoluzione presentata dai gruppi del
  centrosinistra e della lega, perché oggettivamente, le
  richieste in esse contenute sono per il 90 per cento
  uguali a quelle di cui alle mozioni del collega Vito ed
  altri e alla nostra, mentre vi è una parte di quella
  risoluzione che riteniamo poco convincente, cioè quella
  concernente i meccanismi relativi al canone, alla sua
  fissazione e al rapporto tra la fissazione del canone
  medesimo e il libero mercato.  Credo sia necessario un
  approfondimento, anche in questo caso per evitare di
  incorrere nei problemi del passato.
    Ribadisco la nostra ferma condanna di quanto accaduto; ci
  associamo all'indignazione dell'opinione pubblica per
  quanto ha dovuto leggere in merito all'arroganza di una
  classe dirigente che non è stata all'altezza di un paese
  democratico.  Abbiamo visto che in nessuna mozione si
  insiste più di tanto su tale aspetto; ciò tra l'altro
  giustamente, perché il passato va stigmatizzato,
  penalmente perseguito se sono stati commessi illeciti,
  deve essere amministrativamente recuperato per sanzioni
  disciplinari, se ve ne sono gli estremi, ma credo che il
  paese aspetti dal Parlamento indicazioni e orientamenti
  chiari per sanare la situazione che ha reso possibili
  queste incongruenze.
    Penso che su alcuni punti vi sia ampia convergenza; spetta
  alla responsabilità di Governo e Parlamento trovare,
  rispettivamente con atti dell'esecutivo e provvedimenti
  legislativi, la strada per uscire da Affittopoli e da una
  condizione che credo
  abbia provocato imbarazzo a tutti coloro  che siedono in
  Parlamento  (Applausi dei deputati del gruppo del centro
  cristiano democratico).
 
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