| TEODORO BUONTEMPO. Comprendo un certo imbarazzo visto che
già una mozione della cosiddetta maggioranza è stata
ritirata, modificata e ripresentata come risoluzione.
Evidentemente vi sono problemi tra i firmatari di quel
documento; tuttavia non si giustificherebbe in alcun modo
la scelta poc'anzi anticipata. Infatti, signor Presidente,
già il dibattito odierno si è svolto senza che fosse
preceduto da una comunicazione del Governo e con una
presenza media di 20 deputati in aula, quando si tratta di
una materia che, nel bene e nel male, coinvolge gli
interessi di migliaia e migliaia di cittadini; vi è quindi
anche una certa attesa rispetto alle conclusioni della
discussione. Pertanto rinviare la trattazione di questo
punto all'ordine del giorno alla seduta di domani sarebbe
del tutto incomprensibile, anche perché le dichiarazioni
di voto potrebbero occupare un'ora, un'ora e un quarto del
nostro tempo. Quindi, non vi è alcuna logica motivazione
regolamentare per rinviare a domani la votazione sulle
mozioni e sulla risoluzione In trattazione.
Qualora, tuttavia, la Camera dovesse assumere la
determinazione di rinviare a domani il voto, ritengo che
anche le dichiarazioni di voto dovrebbero essere svolte
nella seduta di domani. Personalmente sono favorevole a
continuare i nostri lavori fino al voto; tuttavia, se la
maggioranza dei colleghi decidesse di rlnviarlo a domani,
credo che
la votazione dovrebbe essere supportata da quel minimo di
dibattito che si svolge con le dichiarazioni di voto.
Altrimenti la Camera deluderebbe le aspettative anche di
coloro che sono in attesa di conoscere quale sarà il loro
futuro di affittuari o di privilegiati (Applausi dei
deputati del gruppo di alleanza nazionale).
| |