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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


127248
STA0247-0223
Stenografico d'Aula n. 247 del 27 settembre 1995 (STA12-247)
(suddiviso in 400 Unità Documento)
Unità Documento n.223 (che inizia a pag.15305 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.17)
SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023.
SERGIO CASTELLANETA.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAFFAELE DELLA VALLE (ore 19,15).
ZZSTA ZZRES ZZSTA270995 ZZSTA950927 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA247 ZZ12 ZZDI ZZLL
    SERGIO CASTELLANETA.  Signor Presidente, non parlerò a
  lungo, anche perché dopo sedici ore di dibattito non avrei
  la forza di andare avanti per molto.  Questa discussione ha
  infatti impegnato la Camera per
 
                             Pag. 15306
 
  due giorni per complessive sedici ore e ciò  che è più
  grave è che in sedici ore di interventi nessuno ha messo
  in evidenza un fatto gravissimo: in un paese che si dice
  democratico e che ha una Camera composta da 630 deputati,
  un Senato composto da 315 membri, nonché Commissioni
  parlamentari, trenta ministri e sessanta sottosegretari, è
  dovuto intervenire un giornale con un'inchiesta per
  mettere a nudo questo scandalo degli affitti, che ci
  affligge da anni senza che nessuno sia mai intervenuto.
  Era questo il punto che volevo mettere in evidenza!
    Il ministro Treu, appena nominato ed insediato al
  ministero, avrebbe dovuto decidere di andare a fondo di
  tale questione, della quale si chiacchierava da anni (sono
  anni, infatti, che si legge sui giornali che vi è qualche
  personaggio importante della politica o del mondo
  giudiziario che ha un appartamento di 300 metri quadri a
  piazza di Spagna per il quale paga solo 400 mila lire al
  mese), sarebbe cioè dovuto intervenire autonomamente, non
  sollecitato dallo scandalo promosso dai giornali, come fa
  anche il ministro della sanità, che è sempre intervenuto a
  seguito di scandali giornalistici.  Ciò è vergognoso,
  perché numerosissime interrogazioni parlamentari
  chiedevano controlli, ma nessuno voleva effettuarli.  E'
  inutile allora, che il ministro Treu venga a parlarci di
  stabilire nuove regole: anche se le stabiliamo, chi le
  farà rispettare, se finora non si è mai mosso né un
  magistrato né un ministro né il Presidente del Consiglio
  né il Presidente della Repubblica, insomma, nessuno?
  (Applausi).
      Faccio sempre riferimento ad un ente al quale ho versato
  personalmente i contributi.  Mi dispiace che il ministro
  Treu non sia più in aula, ma d'altronde capisco il suo
  stress psichico dopo sedici ore di dibattito.  Vorrei però
  che ricordasse il problema dell'hotel Raphael, che era
  stato occupato da Craxi e dal suo  staff.  Da molti
  anni si chiacchierava su tale questione ed allora io me ne
  sono occupato, perché l'hotel Raphael è di proprietà
  dell'ENPAM, ossia l'ente di previdenza che io ho
  contribuito a finanziare.  Ebbene, nessuno è mai
  intervenuto, eppure sono state fatte denunce.  Ancora oggi,
  nel 1995, non sappiamo se Craxi abbia pagato i suoi
  anni di permanenza al Raphael o se abbia  lasciato il
  conto in sospeso e questo mi fa passare notti insonni,
  perché pensare che ho mantenuto per anni Craxi ed il suo
  staff  al Raphael con i miei soldi mi ha tolto il
  sonno!  (Applausi).
    In un paese civile e democratico vi è chi avrebbe dovuto
  controllare, ma ciò non è stato fatto.  Non mi rivolgo
  soltanto al ministro Treu, ma anche al suo predecessore
  Mastella ed al ministro ancora precedente, i quali
  avrebbero dovuto vigilare ed intervenire, anziché fare a
  gara per infilare i loro uomini - e ce n'è per tutti - nei
  consigli di amministrazione di quegli enti  (Applausi
  dei deputati del gruppo della lega nord).
    E' inutile che adesso il ministro Treu dica: "Facciamo
  delle nuove regole".  Intanto, coloro che dovevano vigilare
  e non hanno vigilato, in un paese civile, se ne devono
  andare, si devono dimettere!  (Applausi).  Il
  politico, il ministro non ha via di scampo: se sapeva
  dello scandalo e non è intervenuto, se ne deve andare; se
  non sapeva, se ne deve andare lo stesso, perché non ha mai
  controllato come avrebbe dovuto.
    Invece qui ce la caviamo con dei pannicelli caldi.
  Facciamo le mozioni, assistiamo allo scontro fra destra e
  sinistra.  C'era D'Alema, non c'era D'Alema!  Tra l'altro,
  stiamo attenti: se vengono fuori tutti i tabulati, ci
  troviamo dentro chissà chi!  Non è questo il problema.  Si
  tratta piuttosto di verificare quanto è successo e poi di
  decidere a chi attribuire l'autorità intervenire.  Chi può
  essere il garante incaricato di controllare queste
  situazioni?  Non certo i politici, per le dimostrazioni che
  hanno dato.  E qui non è questione di destra o di sinistra.
  Io non mi fido, neanche per il futuro, della classe
  politica; non credo sia talmente adoperati in questo paese
  da poter svolgere un'azione di controllo.  Qui si tratta di
  centinaia di migliaia di miliardi che sono stati adoperati
  ad usum Delphini.  Chi può essere quindi il garante?
  I magistrati forse?  Anche con i magistrati non possiamo
  certo dormire sonni tranquilli!
 
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