| SERGIO CASTELLANETA. Signor Presidente, non parlerò a
lungo, anche perché dopo sedici ore di dibattito non avrei
la forza di andare avanti per molto. Questa discussione ha
infatti impegnato la Camera per
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due giorni per complessive sedici ore e ciò che è più
grave è che in sedici ore di interventi nessuno ha messo
in evidenza un fatto gravissimo: in un paese che si dice
democratico e che ha una Camera composta da 630 deputati,
un Senato composto da 315 membri, nonché Commissioni
parlamentari, trenta ministri e sessanta sottosegretari, è
dovuto intervenire un giornale con un'inchiesta per
mettere a nudo questo scandalo degli affitti, che ci
affligge da anni senza che nessuno sia mai intervenuto.
Era questo il punto che volevo mettere in evidenza!
Il ministro Treu, appena nominato ed insediato al
ministero, avrebbe dovuto decidere di andare a fondo di
tale questione, della quale si chiacchierava da anni (sono
anni, infatti, che si legge sui giornali che vi è qualche
personaggio importante della politica o del mondo
giudiziario che ha un appartamento di 300 metri quadri a
piazza di Spagna per il quale paga solo 400 mila lire al
mese), sarebbe cioè dovuto intervenire autonomamente, non
sollecitato dallo scandalo promosso dai giornali, come fa
anche il ministro della sanità, che è sempre intervenuto a
seguito di scandali giornalistici. Ciò è vergognoso,
perché numerosissime interrogazioni parlamentari
chiedevano controlli, ma nessuno voleva effettuarli. E'
inutile allora, che il ministro Treu venga a parlarci di
stabilire nuove regole: anche se le stabiliamo, chi le
farà rispettare, se finora non si è mai mosso né un
magistrato né un ministro né il Presidente del Consiglio
né il Presidente della Repubblica, insomma, nessuno?
(Applausi).
Faccio sempre riferimento ad un ente al quale ho versato
personalmente i contributi. Mi dispiace che il ministro
Treu non sia più in aula, ma d'altronde capisco il suo
stress psichico dopo sedici ore di dibattito. Vorrei però
che ricordasse il problema dell'hotel Raphael, che era
stato occupato da Craxi e dal suo staff. Da molti
anni si chiacchierava su tale questione ed allora io me ne
sono occupato, perché l'hotel Raphael è di proprietà
dell'ENPAM, ossia l'ente di previdenza che io ho
contribuito a finanziare. Ebbene, nessuno è mai
intervenuto, eppure sono state fatte denunce. Ancora oggi,
nel 1995, non sappiamo se Craxi abbia pagato i suoi
anni di permanenza al Raphael o se abbia lasciato il
conto in sospeso e questo mi fa passare notti insonni,
perché pensare che ho mantenuto per anni Craxi ed il suo
staff al Raphael con i miei soldi mi ha tolto il
sonno! (Applausi).
In un paese civile e democratico vi è chi avrebbe dovuto
controllare, ma ciò non è stato fatto. Non mi rivolgo
soltanto al ministro Treu, ma anche al suo predecessore
Mastella ed al ministro ancora precedente, i quali
avrebbero dovuto vigilare ed intervenire, anziché fare a
gara per infilare i loro uomini - e ce n'è per tutti - nei
consigli di amministrazione di quegli enti (Applausi
dei deputati del gruppo della lega nord).
E' inutile che adesso il ministro Treu dica: "Facciamo
delle nuove regole". Intanto, coloro che dovevano vigilare
e non hanno vigilato, in un paese civile, se ne devono
andare, si devono dimettere! (Applausi). Il
politico, il ministro non ha via di scampo: se sapeva
dello scandalo e non è intervenuto, se ne deve andare; se
non sapeva, se ne deve andare lo stesso, perché non ha mai
controllato come avrebbe dovuto.
Invece qui ce la caviamo con dei pannicelli caldi.
Facciamo le mozioni, assistiamo allo scontro fra destra e
sinistra. C'era D'Alema, non c'era D'Alema! Tra l'altro,
stiamo attenti: se vengono fuori tutti i tabulati, ci
troviamo dentro chissà chi! Non è questo il problema. Si
tratta piuttosto di verificare quanto è successo e poi di
decidere a chi attribuire l'autorità intervenire. Chi può
essere il garante incaricato di controllare queste
situazioni? Non certo i politici, per le dimostrazioni che
hanno dato. E qui non è questione di destra o di sinistra.
Io non mi fido, neanche per il futuro, della classe
politica; non credo sia talmente adoperati in questo paese
da poter svolgere un'azione di controllo. Qui si tratta di
centinaia di migliaia di miliardi che sono stati adoperati
ad usum Delphini. Chi può essere quindi il garante?
I magistrati forse? Anche con i magistrati non possiamo
certo dormire sonni tranquilli!
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