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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


127308
STA0247-0283
Stenografico d'Aula n. 247 del 27 settembre 1995 (STA12-247)
(suddiviso in 400 Unità Documento)
Unità Documento n.283 (che inizia a pag.15311 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.17)
SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023.
ENRICO INDELLI.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAFFAELE DELLA VALLE (ore 19,15).
ZZSTA ZZRES ZZSTA270995 ZZSTA950927 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA247 ZZ12 ZZDI ZZLL
    ENRICO  INDELLI.  E' proprio per queste ragioni che gli
  alloggi degli enti previdenziali, come avviene in altri
  paesi europei, dovrebbero svolgere la funzione
  irrinunciabile di calmieramento del mercato dell'affitto.
  Ricordo che in Italia, fino all'applicazione dei patti in
  deroga, il regime degli affitti è stato regolato dalla
  legge n. 560 e che gli enti hanno applicato la legge,
  mentre la proprietà privata ha fatto ricorso al mercato
  nero, oggi legittimato come libero mercato, con il
  risultato di una forte presenza speculativa sulla politica
  della casa e di una larghissima evasione fiscale!
    La gestione dell'assegnazione del patrimonio degli enti
  pubblici è stato fino ad oggi il vero fatto scandaloso; ma
  la presenza di inquilini rinomati, oggetto di
  circostanziate denunce e di indicazioni, non può
  giustificare un attacco indiscriminato al diritto alla
  casa per la stragrande maggioranza degli inquilini sia
  dell'INPS sia dell'INPDAP che dell'INAIL che appartengono,
  appunto, a queste fasce medie e medio-basse, le quali non
  possono accedere al libero mercato degli affitti oppure
  acquistare una casa!
    Queste sono le ragioni per le quali riteniamo che i
  princìpi che hanno ispirato sia la mozione Formenti ed
  altri n. 1-00168 che la risoluzione successivamente
  presentata - principi che appartengono anche a noi
  democratici - sono rivolti ad assicurare agli enti
  previdenziali, proprietari degli immobili, il diritto di
  ricavare dal loro affitto quanto il libero mercato delle
  locazioni è in grado di assicurare.  Si garantisce in tal
  modo ai pensionati assistiti dall'ente la massima
  redditività dei contributi versati ed investiti in
  immobili.
    Vogliamo assicurare all'ente previdenziale la possibilità
  di vendita del patrimonio immobiliare nei limiti previsti
  dalla legge n. 560, contemperando la necessità di
  acquisire risorse liquide al livello consentito dal libero
  mercato con quella di garantire l'accesso alla proprietà
  dell'alloggio in affitto sia agli inquilini che ne hanno
  la possibilità economica sia a quelli con più limitate
  possibilità, per i quali si prevede l'acquisto a tassi
  convenienti.
  Vogliamo inoltre  assicurare agli inquilini percettori di
  reddito familiare inferiore al doppio di quello fissato
  dal CIPE - cioè, 24 milioni - ai fini della decadenza del
  diritto all'assegnazione, nonché agli ultra
  sessantacinquenni ed ai portatori di handicap la
  permanenza in affitto con canone sostanzialmente in linea
  con quello vigente nel precedente regime di equo canone,
  facendone assumere i relativi oneri al Ministero del
  tesoro o al fondo nazionale per l'edilizia residenziale
  pubblica.  Inoltre - proprio per il recupero dell'ingente
  patrimonio edilizio esistente nei centri storici delle
  nostre città e ancora in stato di degrado e di
  insufficiente utilizzazione - chiediamo che l'ente che ha
  proceduto alla vendita dell'attuale patrimonio edilizio
  investa il 40 per cento del ricavato su immobili dei
  centri storici da recuperare.
    Non va dimenticato, infine, l'effetto di contenimento
  dell'inflazione, oltre che di calmierazione del mercato,
  che tale complesso di norme è in grado di attivare,
  sottraendo risorse ai consumi e destinandole in buona
  parte agli investimenti necessari per il recupero dei
  centri storici.
    Cari colleghi, signor Presidente, stasera usciremo da
  quest'aula con un voto, ma che sia un voto della
  coscienza, non un voto di opportunità politica, poiché
  quello che è in gioco non è soltanto il rispetto per il
  diritto alla casa delle famiglie giovani e degli anziani,
  ma soprattutto il rispetto per il Parlamento sovrano che
  deve dare l'esempio, perché l'Italia sarà quella che noi
  saremo capaci di fare!  (Applausi - Congratulazioni).
 
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