Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


127314
STA0247-0289
Stenografico d'Aula n. 247 del 27 settembre 1995 (STA12-247)
(suddiviso in 400 Unità Documento)
Unità Documento n.289 (che inizia a pag.15314 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.17)
SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: 1 - 00165; 1 - 00168; 1 - 00169; 1 - 00144; 1 - 00171; 1 - 00172; 6 - 00022; 6 - 00023.
ROBERTO PINZA.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAFFAELE DELLA VALLE (ore 19,15).
ZZSTA ZZRES ZZSTA270995 ZZSTA950927 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA247 ZZ12 ZZDI ZZLL
    ROBERTO PINZA.  Cercherò di esporre rapidamente le mie
  conclusioni, anche se mi sento affetto, come diceva prima
  l'onorevole Onnis, da  capitis deminutio  perché egli,
  nel richiamare il  De officiis,  ci ha risparmiato
  citazioni latine, temendo che il Parlamento non sarebbe
  stato in grado di comprenderlo.  Forse ha dimenticato che
  le frequentazioni con il ministro Mancuso ci hanno indotto
  a restaurare il latino come lingua di uso normale nei
  colloqui.  L'onorevole Onnis avrebbe quindi potuto
  gratificarci con citazioni che ben volentieri avremmo
  seguito.
    Capisco che quando si arriva alla fase finale di due
  giorni di discussione vi sia un "desiderio di corrida".  Un
  dibattito - protrattosi per un giorno e mezzo di fronte ai
  pochi che hanno partecipato o letto - che ha segnato
  alcuni punti importanti che dobbiamo riassumere in queste
  battute conclusive.  Credo infatti che nessuno di noi -
  tanto meno i proponenti - abbia pensato di portare avanti
  due giorni di  kermesse  parlamentare all'unico fine
  di scambiarsi denunce e contestazioni e non anche per
  ragionare insieme sulle iniziative da assumere.
  Mi sembra sia emersa con sufficiente  chiarezza la
  necessità di attuare una politica che estenda ancora di
  più (o molto di più) la proprietà della casa.  Mentre però
  molti continuano a declamare questo argomento, qualcun
  altro, quando si discuteva la finanziaria, andava a
  parlare con il Governo e spiegava a quest'ultimo che,
  probabilmente, una delle misure più importanti da assumere
  è quella di allegerire i gravami fiscali esistenti sui
  passaggi di proprietà di un immobile da un soggetto ad un
  altro.  Infatti, la situazione italiana, per certi aspetti
  positiva, che vede l'esistenza di un enorme patrimonio
  immobiliare in buona parte ancora in locazione, deve
  essere fatta evolvere da tutti (credo che questa esigenza
  sia avvertita da ciascuno) in direzione di una maggiore
  acquisizione di proprietà.  Ciò vuol dire fornire strumenti
  di credito, agevolare i trasferimenti, uscire da questo
  dibattito con delle idee di politica abitativa, come
  peraltro credo meriti la discussione che si è svolta.
    Vi è poi una seconda questione (non voglio dilungarmi).  Ho
  sentito scontrarsi i sostenitori - non credo però secondo
  schemi così elementari - dell'equo canone e del libero
  mercato.  Ma perché non diciamo la verità?  Perché non
  diciamo che il sistema dell'equo canone non ce l'ha fatta
  in quanto, impedendo le remunerazioni, ha fatto sì che il
  patrimonio immobiliare rischiasse di essere
  progressivamente abbandonato?  Mi chiedo anche perché
  dall'altra parte non si dica l'altrettanto vera verità,
  ossia che nel momento in cui tutto è stato liberalizzato
  si sono avuti aumenti selvaggi - e spesso immotivati - di
  canone che hanno travolto le regole di mercato.  Il
  risultato è che quando oggi nelle verifiche
  sull'inflazione andiamo a scontare, come ha osservato
  qualcuno, l'aumento dei prezzi, una quota di tale aumentò
  deriva direttamente dallo smodato aumento dei canoni.
    Ed allora, amici miei, qual è la linea politica che
  emerge?  Quella dell'ideologizzazione: equo canone sì, equo
  canone no; oppure vogliamo adottare politiche che tengano
  conto del fatto che ormai vi sono sia proprietari sia
  inquilini che hanno interessi di categoria?  Ognuno faccia
  nel privato ciò che ritiene, ma probabilmente abbiamo bisogno
 
                             Pag. 15315
 
  di regole di carattere generale.  Dico questo, perché mi
  sembra che si faccia troppo nominalismo.
    Ricordo che nella discussione sulla legge finanziaria del
  precedente Governo qualcuno ci spiegò che era in atto una
  veloce dismissione di immobili pubblici e che nel giro di
  qualche mese avremmo visto un'Immobiliare Italia che
  avrebbe rapidamente trasferito in proprietà degli italiani
  migliaia e migliaia di immobili.  Ebbene, cari amici, di
  quegli immobili non ne è stato venduto uno e l'Immobiliare
  Italia non è mai stata costituita.  E' ora di uscire dallo
  frasi- slogan:  o il problema della casa e della gente
  ci sta veramente a cuore, ed allora discutiamo le
  politiche, oppure usiamo il problema della casa e di
  tantissime famiglie esclusivamente perché abbiamo bisogno
  di scagliare fango sull'uno o sull'altro ed allora è
  tutt'altra cosa.  In questo caso, però, ha ragione Onnis
  nel sostenere che non vale la pena di parlare in latino;
  e, probabilmente, nemmeno in italiano!
    Vi è poi la questione della gestione.  Il ministro Treu ha
  avanzato una proposta: abbiamo il problema di cittadini,
  diciamo così, particolarmente forti, in grado in qualche
  modo di influenzare le assegnazioni.  Ed allora, va bene o
  non va bene l'idea che, come per i fondi pensione, vi sia
  un gestore tecnico esterno, qualcuno che non dovrebbe
  essere influenzabile attraverso pressioni politiche? Sì o
  no?  E' su questo che si verificano le posizioni di
  ciascuno.  Se abbiamo il timore che ci sia stato o che ci
  possa essere un  surplus  di pressioni dei cittadini
  con un po' di potere in più, ebbene questa è la strada da
  imboccare.
    E arrivo alla quarta questione.  Onorevole Vito, nel tuo
  intervento precedente vedevi i limiti della risoluzione
  presentata; ma nella tua mozione un limite non l'hai
  visto?  Non ti è sembrato, non ti sembra opportuno e non
  sembra opportuno a tutta l'Assemblea che, finché non
  discipliniamo i modi con i quali la struttura pubblica e
  gli enti previdenziali devono gestire i propri immobili,
  sia necessario far cessare questo flusso di acquisizione
  di immobili da parte degli enti pubblici in generale e
  degli enti previdenziali in particolare?
  Abbiamo  convenuto qui dentro che l'attuale legislatura è
  nel segno delle privatizzazioni (salvo forse qualcuno che
  non ci crede); e allora, se è così, perché c'è chi non
  vede la necessità di arrestare o quanto meno di
  controllare questo flusso di ritorno di immobili che dal
  privato si vogliono nuovamente portare al pubblico,
  rimpinguando i patrimoni dello Stato?  Ma non e il
  contrario quello che vogliamo fare?
    E allora, perché questo nella vostra mozione non c'è?
  Aggiungetelo!  Siate ancora in tempo!  Finché non ci sono
  criteri di gestione, non si devono operare acquisizioni da
  parte degli enti pubblici!  Non è che invece, come sta
  succedendo nel mondo dell'agricoltura, mentre tutti
  parlano di privatizzazioni vi è qualcuno - che non fa
  certamente parte del nostro gruppo - che sta in qualche
  modo sponsorizzando operazioni in base alle quali si fa
  ritornare nella mano pubblica - naturalmente, ancora una
  volta, facendo accollare i debiti allo Stato - strutture
  dell'agroalimentare che erano state privatizzate?  Chi ne
  sa qualcosa ci rifletta sopra; chi non sa nulla, si
  aggiorni, perché questo è ciò che spesso avviene sotto la
  veste delle privatizzazioni dichiarate ma non volute né
  condivise.
    Questi sono quattro semplici punti: su di essi vogliamo
  votare, vogliamo esprimerci o vogliamo invece continuare a
  tirarci il fango gli uni sugli altri?
    Amici miei, qualcuno dice: non ve la potete cavare così -
  ma io non ho nulla da rimproverarmi - omettendo un
  giudizio sul passato.  Facciamo le inchieste sul passato!
    E allora, io avanzo una proposta formale alla quale dovete
  dire sì o no: vogliamo fare un'inchiesta sul passato?
  Facciamola anche sui beneficiari, sui criteri con i quali
  gli immobili sono stati acquistati o venduti dagli enti
  previdenziali.  Siamo d'accordo?
    Benissimo!  Allora niente impedirà - ed il Presidente ce lo
  consentirà - che quando vorrete si darà corso ad
  un'iniziativa di questo genere; così si eliminerà ogni
  sospetto sul fatto che viviamo con una specie di moralità
  limitata.  Infatti, se mi permettete, stiamo imboccando una
  strada molto pericolosa.  Sta succedendo per la vicenda di
  Affittopoli ciò che è successo per la giustizia.
 
                             Pag. 15316
 
  C'è un amore per la giustizia così poco  autentico che si
  diventa ferventi sostenitori dei giudici quando questi
  colpiscono gli altri e loro tenaci diffamatori quando essi
  colpiscono qualcuno vicino a noi  (Applausi).
      Lo dico perché vedo che molti hanno iniziato un processo
  di distruzione del nostro paese.  Costoro credono ancora
  che, usando ogni argomento possibile per distruggere gli
  altri, alla fine rimane qualcosa da gestire per se stessi.
  Se è così, allora i discorsi sulla moralità che sono stati
  fatti sono fasulli, sono discorsi di facciata.
    Vedete: quando si è parlato degli affitti, mi sono chiesto
  per quale motivo coloro che sono così implacabili
  accusatori in tale materia - e anch'io sono fra di essi -
  siano poi viceversa così indecisi quando si tratta di
  guardare ai problemi che hanno la stessa matrice,
  moltiplicata però per mille.  Ma insomma, si vuol forse
  dire che qualche politico se ne è approfittato?  Si vuol
  dire, in sostanza, che non ci deve essere commistione fra
  interessi pubblici e interessi privati?
    Ebbene, io sono d'accordo, ma occorre essere d'accordo
  tutti quanti.
    Pertanto, quando sorgono questi conflitti di interessi,
  quando si pongono tali problemi nelle Commissioni e in
  Assemblea, non si debbono fare fughe, non si deve far
  mancare il numero legale, affermando che si tratta di
  atteggiamenti persecutori,  (Applausi dei deputati del
  gruppo del partito popolare italiano);  si deve andare
  in fondo ai conflitti di interessi!
    Ci avete detto (mi rivolgo ai colleghi del polo) che
  questa è la fase fondante della seconda Repubblica.
  Ebbene, raccolgo la sfida: fondiamo la seconda Repubblica,
  non però sulle manciate di fango ma sulla linearità dei
  principi!  Se principi saranno autentici, non vi sarà alcun
  problema a creare Carte costituenti e regole vere.
 
DATA=950927 FASCID=STA12-247 TIPOSTA=STA LEGISL=12 NCOMM= SEDE= NSTA=0247 TOTPAG=0150 TOTDOC=0400 NDOC=0289 TIPDOC=O DOCTIT=0017 COMM= DI PAGINIZ=0110 RIGINIZ=021 PAGFIN=0112 RIGFIN=035 UPAG=NO PAGEIN=15314 PAGEFIN=15316 SORTRES=9509273 SORTDDL= FASCIDC=12STA 00247 SORTNAV=59509272 00247 200000 ZZSTA247 NDOC0289 TIPDOCO DOCTIT0017 NDOC0017



Ritorna al menu della banca dati