| MARIO BORGHEZIO. Signor Presidente, sono stati rivolti ai
colleghi della lega molti messaggi, molti inviti, molti
richiami, anche terminologici, che mi sembra confermino
l'analisi che ci eravamo permessi di effettuare in ordine
all'inadeguatezza dell'approccio che in molte delle
posizioni emerse (e che si sono tradotte nelle mozioni e
nelle risoluzioni al nostro esame) si è dato ad un
fenomeno che non è stato da noi affrontato soltanto nel
dibattito svoltosi ultimamente in quest'aula. Già molto
tempo prima che la questione esplodesse, infatti, io ed
altri colleghi della lega, insieme a tanti altri
parlamentari, con le nostre interrogazioni ed
interpellanze avevamo individuato e definito il fenomeno
come lo scandalo di Affittopoli. Il problema, però, non è
quello della definizione di Affittopoli come di uno
scandalo o di una inquietante vicenda. Non è su questo che
ci dobbiamo confrontare, bensì sull'analisi delle cause,
sull'esame delle condizioni che hanno permesso questa resa
dello Stato, dell'interesse superiore dell'ente pubblico e
dell'interesse diffuso dei cittadini ad un'amministrazione
chiara e trasparente, specialmente quando si tratta della
gestione, intendendo con tale termine, ovviamente, le
affittanze, le graduatorie, le condizioni di locazione, la
scelta degli assegnatari degli
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immobili al di fuori di qualsiasi privilegio o
imposizione politica. Bisogna però anche ricordare,
vivaddio, tutto il sottobosco non solo inquietante, ma
assolutamente vergognoso delle compravendite, ossia di
quel superaffare di centinaia di miliardi (cui ho fatto
riferimento qualche ora fa nel mio intervento in
discussione generale) che ha portato nelle tasche avide di
molti pescecani del settore immobiliare, non ultimo quello
che fa capo ai fratelli Berlusconi, centinaia e centinaia
di miliardi di utili (Applausi dei deputati del gruppo
della lega nord).
Quelli indicati sono i punti di riferimento della nostra
posizione, che è stata fin dall'inizio molto ferma e
chiara sulla questione in oggetto, nella quale abbiamo
individuato una situazione da manuale per valutare le
insufficienze, le inadeguatezze, la storica arretratezza
della pubblica amministrazione di un tipico Stato
centralista sovraburocratizzato, incapace persino di
riscuotere gli affitti dalle proprie forze dell'ordine. Vi
è lo scandalo dei privilegi e delle compravendite, ma vi è
anche quello dell'incapacità, di qualcosa che, se
vogliamo, è ancora più grave della disonestà, ossia
l'idiozia completa di questi pubblici funzionari (che
sicuramente per appoggi politici, per ruffianerie, per
diritti conquistati osannando e servendo la partitocrazia,
sono stati mantenuti per decenni in posti di
responsabilità), i quali non riescono nemmeno a riscuotere
l'affitto dall'Arma dei carabinieri e dalla polizia di
Stato. Pensate! (Applausi dei deputati del gruppo della
lega nord e di deputati del gruppo di forza Italia).
Noi, intanto, ci trastulliamo discutendo se si tratta
di Affittopoli o di uno spiacevole incidente, se dobbiamo
istituire o meno una Commissione di inchiesta, se dobbiamo
prendere questa sera una decisione oppure rimandare il
tutto a conciliaboli che si tengono nelle Commissioni. Mi
sembra, poi, che in seno a queste ultime qualche gruppo
non abbia mostrato troppo entusiasmo nell'esaminare la
proposta di votare per l'istituzione della Commissione di
inchiesta, soprattutto in tema di compravendite
immobiliari, caro professor Lantella, caro collega Vito
!
Quali sono, allora, i punti che dobbiamo affrontare e che
dobbiamo cercare di individuare?
Prima di tutto, come ho detto, il mancato funzionamento
del sistema dei controlli e della vigilanza, che si è
verificato anche dove le regole esistevano.
Ho accennato oggi alla regolamentazione che già nel marzo
del 1990 l'INPS si era dato, molto particolareggiata
puntuale, rigorosa, direi riproducibile, tale da poter
essere recepita oggi tale e quale in un nostro documento.
Quindi le regole c'erano. In realtà gli enti previdenziali
sono stati per lungo tempo e fino all'altro ieri una zona
franca del nostro sistema pubblico, una zona franca nella
quale hanno scorrazzato tutti i tipi di roditore, quelli
piccoli e quelli grandi, quelli attenti a procurarsi i
privilegi negati al cittadino comune e quelli tutti
impegnati a far ottenere risultati economico-finanziari
brillanti a società immobiliari che non avevano brillato
per la loro capacità di confrontarsi sul mercato. Loro che
si dicono a ogni pie' sospinto sostenitori del sistema
liberale e liberista! Quindi, occorre l'attuazione di
norme specifiche in ordine alle resonsabilità degli organi
di vigilanza la cui inosservanza ha reso la gestione del
patrimonio immobiliare degli enti previdenziali non solo
non trasparente e conseguentemente non redditizia, ma tale
da consentirne un uso sostanzialmente privatistico.
Con molta sincerità dobbiamo avanzare qualche riserva non
solo sugli elementi terminologici, ma anche sul tono del
documento di cui è primo firmatario il nostro collega,
onorevole Formenti. Non, risulta infatti, eccessivamente
convincente il troppo generico richiamo, contenuto in
questo documento, all'adozione i criteri di trasparenza e
correttezza nella gestione del patrimonio degli enti
pubblici. Questo documento, nel quale pure sono contenuti
elementi e riferimenti a principi che condividiamo, è
infatti totalmente prigioniero di un'ottica superata
ripetto alla gravità degli avvenimenti, l'ottica della
vecchia politica della vecchia contrapposizione fra destra
e sinistra. Non è con tale ottica, non è con questa
visione dei problemi che si può migliorare la situazione
della pubblica amministrazione. Dobbiamo ribaltare
completamente l'ottica nella quale confrontarci su simili
questi problemi e partire dalla contrapposizione fra il
vecchio Stato centralista,
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che sa funzionare, o meglio non sa funzionare, solo in
questo modo, ed uno Stato moderno, efficiente, di tipo
federalista, in cui questi poteri, queste responsabilità,
queste gestioni vanno decentrati, vanno affidati agli enti
locali, vanno allontanati il più possibile da quelle
burocrazie da quei "burosauri" della pubblica
amministrazione che hanno dato prova della loro assoluta
incapacità di far funzionare, anche in termini minimi di
redditività, un apparato così delicato come quello degli
enti previdenziali.
Rispetto al documento redatto dal centrosinistra noi non
possiamo però non esprimere valutazioni positive in ordine
a determinate indicazioni e soprattutto ai correttivi che
vi sono contenuti, pur in un linguaggio non eccessivamente
puntuale con riferimento ad un obiettivo che riteniamo
primario, quello della gestione economica del patrimonio
immobiliare degli enti previdenziali una gestione
caratterizzata sì da trasparenza, ma anche dalla garanzia
che, come abbiamo reiteratamente affermato, quote adeguate
dello stesso (financo il 50 per cento del patrimonio
abitativo) siano destinate a riserva tecnica, siano cioè
lasciate alla disponibilità, attraverso evidentemente
procedure regolari e trasparenti, dei cittadini sottoposti
a procedure esecutive di sfratto.
Pertanto preannuncio il voto favorevole su questo
documento anche se per quanto riguarda Affittopoli, questo
gravissimo scandalo che è all'attenzione non solo
dell'opinione pubblica italiana ma anche dell'opinione
pubblica europea (perché i nostri partners ci
giudicano dal modo in cui reagiamo e sappiamo rinnovarci
rispetto ai guasti incredibili del passato, del nostro
vecchio Stato centralista) la lega ha presentato una
risoluzione nella quale vengono indicati alcuni punti che
riteniamo assolutamente irrinunciabili.
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