| MARIDA BOLOGNESI. Colleghi, abbiamo assistito ad un
dibattito che ha registrato nuclei di verità insieme con
tanta propaganda, non certo ad alto livello, che viene da
una destra che annovera nelle proprie file protagonisti di
cinquant'anni di governo di questo paese.
Parlavo di nuclei di verità, anche amari. Fare un'analisi
seria dei fatti significa riconoscere che l'assenza di
regole nella gestione del patrimonio pubblico ha reso
possibile l'esistenza di una zona franca che ha consentito
scambi di tipo diverso (di favori, di raccomandazioni), da
cui nessuno evidentemente è stato esente.
Pag. 15321
C'è da accertare l'entità degli illeciti veri e propri
oltre che assumersi la responsabilità politica. Questo è
quanto dovrebbero fare tutte le parti politiche, se vi
fosse onestà intellettuale (che evidentemente però è merce
sempre più rara).
L'assenza di una battaglia di trasparenza sui criteri e
sulle regole di assegnazione è il vero problema che
abbiamo avuto di fronte. E' bene che quanto è emerso ci
faccia rilevare la vera anomalia, cioè che il diritto alla
casa come il diritto al lavoro in questo paese siano
diventati privilegi. Ciò ha consentito tuttavia che dopo
molto tempo si potesse svolgere un dibattito. Si attendono
soluzioni ed indirizzi: il Governo dovrà riferire su
questa materia.
La destra ha svolto una campagna molto discutibile, ma non
mi pare che il problema della casa, se non per i vari
condoni edilizi, sia stato mai nei pensieri del Governo
Berlusconi e non mi sembra neppure sia stato tra quei
sogni che sono stati fatti in campagna elettorale.
Non mi è neppure sembrato che il Governo di cui avete
fatto parte, onorevoli Storace e Taradash, sia stato un
campione di trasparenza, visto che il primo atto che compì
fu proprio il tentativo di adottare quel decreto
"salvaladri" che cercava magari di salvare personaggi di
Tangentopoli, tra cui non mancavano i palazzinari che
proprio nel rapporto economico con gli enti pubblici hanno
costruito fortune.
C'è in questa discussione un lato che è rimasto oscuro ed
io chiedo al ministro Treu - lo abbiamo fatto anche in
Commissione - che su di esso riferisca a seguito della sua
inchiesta: è l'aspetto della gestione che riguarda
compravendite e ristrutturazioni. Ci risulta, tra l'altro,
un incremento vertiginoso del finanziamento negli anni
ottanta: fino a 4 mila miliardi nel 1988, 3.700 miliardi
nel 1990. Gli anni d'oro del pentapartito di Bettino
Craxi! Un fiume di denaro pubblico per investimenti e
finanziamenti che non si capisce chi abbia deciso e chi
abbiano avvantaggiato.
Non ci risulta che fosse al Governo l'onorevole D'Alema e
nemmeno la sinistra di quei tempi. Quindi resta in piedi
la domanda: chi ne ha tratto vantaggio?
| |