| MARIDA BOLOGNESI. Certo la sinistra sulle assegnazioni, su
quella battaglia di trasparenza non ha fatto, credo, fino
in fondo la sua battaglla, ma le vostre scorribande
antipolitiche che abbiamo ascoltato anche in quest'aula
non possono occultare la realtà dei fatti, non possono
coprire le vostre stesse mancanze e gli interessi reali
che sono in gioco in questa materia.
Domenica scorsa l'onorevole Berlusconi, punto nel vivo da
un problema ancora tutto irrisolto e centrale qual è il
suo conflitto di interessi, un po' dispiaciuto e
sconcertato, ma certo non senza faccia tosta, dichiarava
che, da quando è in politica, da lui e da suo fratello gli
enti pubblici non comprano più nulla. E' legittimo,
allora, pensare che le fortune immobiliari che hanno
segnato l'inizio della sua brillante carriera di
imprenditore siano del tutto estranee alla gestione del
patrimonio immobiliare degli enti? Quella carriera di
imprenditore che gli permette oggi, dall'alto delle sue
numerose ville di non fare figuracce, magari con un
affitto ad equo canone in qualche quartiere popolare.
Credo che Affittopoli sia anche questo!
Senza giustificare alcunché di quanto è emerso dell'amara
verità in discussione in quest'aula, cioè la scarsa
sensibilità dimostrata da tutte le parti politiche - e in
politica questa scarsa sensibilità è anche una
responsabilità -, vogliamo chiarezza perché si inizi a
scrivere una pagina nuova. Perciò è indispensabile, come
si richiede nelle risoluzioni, che, fino a quando non
verranno fissati criteri di trasparenza e di salvaguardia
degli interessi enti, non si proceda all'acquisizione di
nuovi immobili, neppure in via indiretta.
Ma è sul terreno della risposta ai bisogni dei cittadini
che noi crediamo che Affittopoli possa segnare una svolta.
Alla fine noi vorremmo che non venissero davvero
penalizzate le fasce più deboli della società. Temiamo che
tutta la propaganda scandalistica della destra serva ad
aumentare in modo generalizzato i canoni, ad azzerare il
mercato costruito sul patrimonio pubblico che è servito da
calmieratore, mentre il mercato della casa è davvero a
livelli di impazzimento
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per le famiglie, per le nuove coppie, per i ceti più
deboli ed ormai anche per quelli medi.
Questi sono gli indirizzi che chiedono i cittadini:
tornare alla politica, avanzare proposte concrete per
calmierare il mercato, incentivare l'immissione di
abitazioni sfitte - altro scandalo gravissimo - nel
mercato degli affitti chiudendo con il grande capitolo
della speculazione dei grandi gruppi finanziari su
immobili che non vengono poi dati in affitto.
La risoluzione che abbiamo sottoscritto, che contiene
alcuni elementi di impegno per il Governo, pone nuovamente
al centro la questione della casa.
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