| TEODORO BUONTEMPO. La ringrazio, Presidente, della sua
cortesia per evitare problemi; in ogni caso, questi due
minuti me li ha concessi il regolamento e non l'onorevole
Della Valle!
Interverrò in dissenso dal mio gruppo per un motivo molto
sentito e molto forte. Nel dichiarare il mio voto
favorevole sulla mozione Onnis ed altri n. 1-00172,
preannuncio che mi asterrò dal voto sulla mozione
presentata dai riformatori. Lo faccio con grande
dispiacere - mi dovete credere - perché a loro si deve il
fatto che oggi la Camera - risultando prima latitante il
Governo - abbia
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potuto discutere di questo scandalo e tentare di fissare
delle regole. Va dato quindi atto ai riformatori di questa
coraggiosa e determinata posizione.
Non condivido, però, la vendita di tutto il patrimonio
immobiliare pubblico, perché con ciò si rischia di creare
un'emergenza abitativa e grandi ingiustizie, specialmente
nelle grandi città. Non condivido, inoltre, il tetto dei
24 milioni annui per la locazione ad equo canone, perché
questo tetto è estremamente basso. Ritengo che prima si
debbano stabilire le regole e poi vendere il patrimonio
immobiliare, altrimenti creeremmo dei privilegi,
innanzitutto quello di chi vuole acquistare a basso prezzo
questi immobili, sfrattando migliaia di persone che hanno
un monoreddito. Ma come fa un cittadino, un impiegato di
un ente locale, monoreddito, a pagare un patto in deroga?
(Applausi dei deputati dei gruppi
progressisti-federativo e di rifondazione
comunista-progressisti) Non so se vi rendete conto di
cosa significhi per Milano, Roma, Genova, in generale per
le grandi città, una cosa di questo genere! Al di là del
particolare, credo sia un errore, nel momento in cui
stiamo dibattendo dello scandalo delle case, voler dare
indicazioni al Governo in maniera così superficiale.
Per questi motivi, onorevole Presidente, mi asterrò da
questa votazione - e lo farò con grande dispiacere - anche
perché non ritengo che lo scandalo delle case si chiuda
con lo scandalo degli enti di previdenza! Sinceramente,
colleghi di rifondazione - poi non più rifondazione, ma
"rifondata" -, è vero che Berlusconi e gli altri
imprenditori hanno venduto i loro immobili agli enti di
previdenza...
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