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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


1370
DDL0082-0002
Progetto di legge Camera n. 82 - testo presentato - (DDL12-82)
(suddiviso in 32 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C82. TESTIPDL
...C82.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC82 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- La presente proposta di legge si
  ispira sostanzialmente alle proposte formulate nella XI
  legislatura, il cui  iter  si è interrotto a causa del
  rinnovo del Parlamento.  La problematica è di grande attualità
  e pertanto si impone un intervento legislativo.  Infatti in
  questi ultimi anni il Ministero per i beni culturali e
  ambientali e gli assessorati preposti alla tutela del
  patrimonio archeologico e archivistico delle amministrazioni
  locali, a causa delle dotazioni finanziarie largamente
  insufficienti, hanno dovuto in maniera sempre più ampia far
  ricorso ad interventi straordinari, affidati per l'esecuzione
  a soggetti privati che sono divenuti così un dato fisiologico
  nell'attività di tutela.
    In questa situazione, nel momento in cui la partecipazione
  dei privati diventa uno dei cardini delle attività del
  Ministero,
  ci sembra che esista il rischio concreto che i progetti
  vengano preparati senza una precisa conoscenza dei problemi
  tecnici e che il livello professionale del personale reclutato
  per eseguirli sia insoddisfacente.
    Incidentalmente l'attività archeologica sul terreno ha nel
  nostro Paese una fortissima incidenza economica, perché può
  condizionare, e di fatto condiziona in modo molto concreto,
  tutte le attività sul territorio di enti pubblici, imprese e
  privati.  Basti ricordare al proposito che le soprintendenze
  hanno la possibilità di fermare per accertamenti qualsiasi
  tipo di lavoro sul terreno; esprimono pareri vincolanti sui
  progetti presentati ai comuni; partecipano direttamente alla
  programmazione territoriale a livello comunale e regionale.
    Se, dunque, negli anni sessanta e settanta, per ragioni
  ideologiche e di principio
 
                               Pag. 2
 
  che non staremo qui a discutere, l'istituzione di un albo
  professionale era vista come uno strumento di difesa
  corporativa che aveva e potrebbe, ovviamente, ancora avere la
  funzione di garantire solo alcuni privilegi, oggi
  l'istituzione di questo strumento ci sembra soprattutto
  costituire un primo intervento per ottenere delle garanzie
  formali della professionalità degli operatori e quindi per
  evitare interventi sbagliati e dannosi.  Questo strumento, che
  costituisce naturalmente il primo passo concreto verso la
  radicale riforma del sistema formativo di queste
  professionalità, potrà inoltre garantirci dalla disomogeneità
  dei comportamenti delle strutture preposte alla formazione,
  nonché dei criteri di selezione e controllo degli operatori
  nell'obiettivo di una normalizzazione delle procedure che
  eviti interventi di scarso rilievo scientifico.  L'esigenza di
  un albo è, inoltre, resa più pressante dall'attuale apertura a
  fenomeni di privatizzazione che rendono inderogabile, a nostro
  avviso, la formazione di una chiara regolamentazione e di
  saldi presupposti giuridici cui attenersi nella definizione
  della professionalità, nell'interesse generale sia pubblico
  che privato.
    Non meno importante ci sembra la creazione di un albo per
  le professioni di archivista e bibliotecario.  In Italia,
  quello del bibliotecario è troppo spesso un mestiere
  accidentale, la cui professionalità si acquisisce  a
  posteriori  sul campo, mentre in Europa la professione del
  bibliotecario è considerata tale a tutti gli effetti, e per
  questo bisognosa di adeguata preparazione.
  Nel nostro Paese i bibliotecari sono in gran parte
  dipendenti pubblici, ma l'evoluzione delle scienze
  biblioteconomiche, il trasformarsi del concetto di biblioteca
  favorito dal crescente sviluppo tecnologico, la biblioteca
  come "sistema integrato" nel più ampio circuito
  dell'informazione stanno portando ad un mutamento nel panorama
  della professione, sì da consentire spiragli sempre più ampi
  al lavoro privato che viene ad affiancarsi a quello finora
  svolto da personale dipendente.  Una spinta a tutto ciò è
  venuta anche dal diffondersi delle nuove tecnologie
  dell'informazione e dal conseguente avvio di numerosi progetti
  di ricatalogazione del patrimonio documentario e di
  conversione dei cataloghi in una realtà che però appare
  connotata da alcune caratteristiche particolari, legate
  essenzialmente alla mancanza di istituzioni formative
  accreditate e di titoli di studio riconosciuti.  Tutto ciò
  rende urgente l'esigenza di chiari riferimenti normativi nel
  mondo bibliotecario italiano.  La qualificazione dei servizi
  bibliotecari, che assumono una funzione essenziale nella
  società dell'informazione, va di pari passo con la definizione
  di un quadro normativo che riguarda sia l'architettura
  generale dei servizi stessi, sia la professione dei
  bibliotecari.  Naturalmente l'azione sul versante della
  professione lascia intatta l'esigenza di iniziative sui temi
  della formazione, ma rappresenta un punto fermo nello
  stabilire che a gestire il patrimonio documentario del nostro
  Paese debbano essere dei professionisti con alle spalle un
  curriculum  di studi specialisti.
 
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