| Onorevoli Colleghi! -- Ogni anno in Italia giungono
migliaia di cuccioli di cane e di gatto che vanno ad
inflazionare il "mercato interno" di animali d'affezione. Gran
parte di questi cuccioli provengono da Paesi dell'Est come
Polonia ed Ungheria e presentano, ai fini della concorrenza,
il privilegio della economicità. Sono animali sottratti alle
madri all'età di un mese e mezzo o due di vita, ben prima di
essere stati vaccinati e troppo presto per aver raggiunto
livelli apprezzabili di autonomia e costituzione fisica. I
pedigree di questi cuccioli provenienti dall'Est, che
rendono il prezzo più alto, non sono riconosciuti validi
dall'Ente nazionale cinofilia italiano (ENCI) e dunque
contribuiscono unicamente a rendere l'animale più costoso,
ma non per questo più "prezioso"; una gran quantità di
cuccioli muore dopo essere stata venduta agli acquirenti
italiani. Tra le cause dei decessi si annoverano le patologie
contratte e non curate nei paesi di origine, la giovane età,
lo stress e le condizioni del viaggio, la differenza di
alimentazione, l'assenza di controlli veterinari.
Questi cuccioli non offrono alcuna garanzia di sopravvivere
ad un così crudele trattamento finalizzato unicamente ad
ottenere maggiori introiti. Gli animali provenienti da Polonia
ed Ungheria, infatti, costano molto meno di un qualsiasi
cucciolo nato in condizioni ottimali in un qualsiasi
allevamento nostrano e molti negozianti senza scrupoli
preferiscono commercializzare
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un "prodotto" più economico. Il massiccio afflusso di
cuccioli, di cane e di gatto provenienti dall'estero, ed in
particolare dall'Est crea oltretutto una non equa concorrenza
nei confronti degli allevatori italiani ed inflaziona il
mercato interno con un "prodotto" scadente ed a basso
prezzo.
Per quanto risulti imbarazzante disquisire su esseri
viventi alla stregua di "prodotti" ed oggetti, la cosa ha
molto il sapore di una sorta di moderno mercato degli schiavi
d'affezione, in cui il fattore economico, non è da
sottovalutare. L'importazione e la commercializzazione di
questi cuccioli presentano infatti molti aspetti della vera e
propria truffa: pedigree spacciati come tali che in
Italia non hanno alcun valore, un altissimo tasso di
mortalità, patologie che richiedono costosi ricorsi al
veterinario. Inoltre, nei punti
vendita di questi animali, come dei loro fratelli nati in
Italia, si verificano spesso condizioni di esposizione e
stabulazione assolutamente inadeguate che non di rado
configurano il maltrattamento.
Capita spesso di assistere ad indegni spettacoli di
cuccioli esposti in vetrina sotto il sole battente sprovvisti
di acqua o detenuti intere giornate in minuscoli "trasportini"
e gabbie inadeguate. Gli animali vengono manipolati,
sottoposti a stress continuo ed in condizioni igieniche
non sempre ottimali. Alla totale deregulation vigente in
materia di commercializzazione e importazione di animali
d'affezione si tenta di porre rimedio con la presente proposta
di legge: in essa sono indicate poche ma chiare norme per
consentire un più accettabile trattamento agli animali "da
compagnia" e per impedire che gli acquirenti di detti animali
vengano truffati.
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