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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


1482
DDL0091-0002
Progetto di legge Camera n. 91 - testo presentato - (DDL12-91)
(suddiviso in 15 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C91. TESTIPDL
...C91.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC91 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- Nella civiltà post-industriale le
  aree urbane, in particolare nelle grandi città, sono diventate
  una grossa componente del paesaggio e, se si vuole verificare
  l'equilibrio ecologico complessivo del territorio, è
  necessario considerarle come un mosaico di ecosistemi.  Nelle
  aree urbane le manifestazioni più caratteristiche dei
  macroecosistemi sono: popolazione umana elevata come valore
  assoluto e densità; molteplicità e intensità degli interventi
  umani; eutrofizzazione degli ecosistemi biotici terrestri e
  acquatici; compattazione e impermeabilizzazione del suolo,
  nell'ambito di insediamenti e infrastrutture di trasporto;
  modifiche della morfologia del suolo mediante scavi e riporti;
  formazione di un clima urbano essenzialmente
  diverso da quello delle aree circostanti; uscita
  di rilevanti quantità di rifiuti solidi, acque di scarico,
  emissioni di polveri e gas, che sovraccaricano lo stesso
  ambiente urbano e l'ambiente esterno; essenziale modifica
  delle popolazioni vegetali e animali e delle loro biocenosi,
  come conseguenza dell'introduzione di altre specie.
    Finché la loro espansione non rallenta o non viene
  arrestata, le città consumeranno continuamente superfici.
  Finora, nel rapporto città-campagna, a quest'ultima è stato
  attribuito il ruolo di spazio di riserva e compensazione: per
  nuove costruzioni e infrastrutture, per cave e discariche, per
  soddisfare il fabbisogno ricreativo dei cittadini, per la
  regolazione del clima urbano, eccetera.
 
                               Pag. 2
 
    All'interno delle aree urbane, negli ultimi decenni, si
  sono verificati sviluppi che hanno contribuito ad un notevole
  peggioramento della situazione: trasformazione del modello
  urbano in senso sempre più funzionale all'automobile,
  accelerata impermeabilizzazione, crescente fabbisogno di
  superfici per ogni abitazione e per ogni insediamento
  industriale, crescente artificiosità nell'impianto e nella
  manutenzione del verde urbano.
    Infatti, nella pratica urbanistica corrente, l'attenzione
  del pianificatore è quasi esclusivamente concentrata sul
  "costruito", inteso sia come porzione del paesaggio già
  occupata da edificazioni che come parte suscettibile di
  esserlo.  Così nei piani regolatori "normali" vengono indicate
  le destinazioni edificatorie delle varie aree prescelte e
  vengono delineati gli sviluppi futuri del tessuto urbano e
  delle sue infrastrutture portanti.
    Oggi questo modo di operare mostra ampiamente i suoi limiti
  operativi e le sue gravi carenze.
    La società contemporanea si trova nella condizione di
  potere e dovere dedicare molto più interesse ed energie alla
  qualità ambientale dei propri paesaggi e ad annettervi grande
  peso nella determinazione della più generale qualità della
  vita.
    Il susseguirsi di eventi disastrosi sul territorio e la
  presa di coscienza del valore di tutto il paesaggio
  all'interno dei più complessi rapporti ecosistematici,
  indipendentemente dal suo immediato valore economico, hanno
  determinato la nascita e lo sviluppo nelle società più
  avanzate della disciplina generalmente nota come
  "pianificazione ecologica".
    Per il miglioramento dei livelli qualitativi del paesaggio
  urbano si è venuto nel tempo elaborando e raffinando un nuovo
  strumento operativo che si può sovrapporre o affiancare agli
  strumenti urbanistici vigenti ed occuparsi in maniera più
  specifica dello scenario urbano, in particolare delle aree non
  edificate e verdi.
    La cosiddetta "forestazione urbana" è un'idea che trova
  origine nel tipo di insediamento abitativo caratteristico
  soprattutto dell'Europa e dell'America settentrionale.
    Nella nostra situazione urbanistica, la forestazione urbana
  sta trovando un suo possibile spazio applicativo nelle
  periferie urbane di più recente realizzazione.  Sorge così la
  necessità di incrementare la presenza arborea nei centri
  urbani, ma soprattutto di tutelare e salvaguardare quella
  esistente.  Interessante opportunità di arricchimento delle
  immagini percettive e di miglioramento delle qualità
  ecologiche più generali dell'ambiente urbano è data dalla
  possibile creazione di fasce boscate di quinta e di contorno
  delle aree costruite, mediante la densa piantagione di cintura
  di separazione - fisica ma anche simbolica - fra città e
  campagna, che però implica l'assunzione di precise scelte
  urbanistiche per tempi di applicazione anche piuttosto
  lunghi.
    Nell'ambito di un'unica strategia di salvaguardia del
  patrimonio arboreo ed arbustivo insistente su aree urbane la
  presente proposta di legge si pone esplicitamente il fine di
  preservare dall'abbattimento e da danneggiamenti gravi le
  alberature cittadine nonché di regolamentare l'opera di
  potatura degli alberi in città.
    Nelle aree urbane le piante arboree ed arbustive, oltre a
  ricoprire un ruolo paesaggistico e sanitario, assumono spesso
  una valenza elevatissima sul piano strettamente botanico e
  storico-culturale (esemplari unici per specie, età o
  dimensioni; piante inserite in parchi o giardini storici).
    Le disposizioni di legge prospettate, quindi, lungi dal
  voler rappresentare un elemento puramente vincolistico,
  perseguono l'obiettivo di:
      attivare le funzioni del Ministero dell'ambiente e delle
  singole amministrazioni comunali riguardo al tema della tutela
  del verde cittadino;
      censire e mappare l'intero patrimonio arboreo nazionale
  di estrema valenza botanica o storico-culturale;
      promuovere una coscienza civica fondata sull'idea del
  verde urbano come patrimonio comune, escludendo una visione
  privatistica dell'ambiente.
 
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    Nel dettaglio appare importante richiamare il Ministero
  dell'ambiente alla definizione di norme generali, valide per
  l'intero territorio nazionale, attraverso le quali:
      vengano fissati i criteri in base ai quali i comuni
  saranno chiamati ad eseguire singoli censimenti del verde
  urbano di elevato pregio;
      si omogenizzi il lavoro, cui le singole amministrazioni
  comunali sono chiamate, di rilascio di apposite autorizzazioni
  all'abbattimento o alla capitozzatura di alberature o
  arbusti;
      si stabiliscano le norme tecniche di massima cui deve
  risultare necessario attenersi per l'esecuzione di operazioni
  di potatura di alberature cittadine.
    Le singole amministrazioni comunali, ai sensi dell'articolo
  4 della proposta di legge in oggetto, dovranno redigere un
  elaborato tecnico in cui siano censite e classificate le
  essenze vegetali di elevato pregio presenti nel territorio
  mentre, come previsto dall'articolo 5, le stesse
  amministrazioni potranno produrre, in base a motivata domanda
  di soggetti pubblici o privati, una autorizzazione
  all'abbattimento o alla capitozzatura degli alberi non
  compresi nel suddetto elaborato.  E' peraltro previsto che le
  citate autorizzazioni possano essere concesse (articolo 6) in
  provati casi di inderogabile necessità e mancanza di soluzioni
  alternative nel corso di realizzazione di opere pubbliche, per
  motivi di sicurezza o per motivazioni tecnico-agronomiche.
    L'opera di catalogazione di esemplari arborei od arbustivi
  di cui risulta necessario garantire in ogni caso la
  salvaguardia nega decisamente una impostazione puramente
  censoria del provvedimento legislativo, inquadrandolo in
  un'opera di tutela mirata del verde.
    L'esigenza di organicità e di esaustività di un piano
  normativo a tutela delle essenze legnose in ambito urbano non
  poteva
  prescindere dalla necessità di preservare le stesse da
  alterazioni gravi del loro spazio vitale e più genericamente
  da danneggiamenti cui esse possono essere soggette (articolo
  8).  Il controllo, in tali casi, è demandato agli uffici
  comunali competenti alla tutela del verde.
    Un elemento utile alla corretta gestione del verde
  cittadino viene introdotto dalla presente proposta di legge
  agli articoli 3 e 7, nei quali si prevede da un lato (articolo
  3) l'adozione, da parte del Ministro dell'ambiente, di criteri
  tecnici di potatura, di formazione ed allevamento in ambiente
  urbano e dall'altro (articolo 7) il controllo sulle stesse
  opere da parte del Corpo forestale dello Stato e dei singoli
  uffici comunali preposti alla tutela ed alla gestione del
  verde.
    I deleteri effetti di ordine paesaggistico, agronomico e
  fitosanitario connessi all'attuale mancanza di una normativa
  che sancisca dettami generali circa le modalità di esecuzione
  delle operazioni di potatura di alberature urbane sono noti ad
  ogni operatore, tecnico od amministratore sensibile alle
  problematiche del verde in città.
    Appare opportuno porre in rilievo, nel testo in oggetto,
  quanto previsto dagli articolo 9 e 10, relativi alle sanzioni
  per i contravventori delle prospettate norme di legge.  Viene
  infatti introdotto, oltre ad una ammenda il cui ammontare è
  compreso fra 1 e 10 milioni di lire, il concetto di ripristino
  dello stato dei luoghi non attraverso l'esecuzione di una
  semplice quanto generica piantumazione sostitutiva, ma
  attraverso la reintegra di un patrimonio arboreo pari al
  valore di mercato di quello danneggiato.  L'introduzione della
  stima del danno sulla base del valore di mercato del bene non
  risulta di poco conto, in quanto è connessa alla possibilità
  di valutare il danno ambientale prodotto con l'abbattimento o
  il danneggiamento dell'esemplare arboreo o arbustivo,
  riconoscendo allo stesso, di conseguenza, la sua valenza
  botanica, paesaggistica, sanitaria e storicoculturale.
 
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