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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


1497
DDL0092-0002
Progetto di legge Camera n. 92 - testo presentato - (DDL12-92)
(suddiviso in 9 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C92. TESTIPDL
...C92.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC92 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- L'intera area delimitata dalle Mura
  Aureliane mantiene nel sottosuolo, e parzialmente in elevato,
  i resti della antica città di Roma, un archivio di interesse
  ineguagliabile per la conoscenza del mondo classico.  I
  documenti di interesse storico che vi sono ancora sepolti
  comportano attenzione scientifica ogni qualvolta si richiedano
  trasformazioni o manomissioni dei suoli.  Già alla fine
  dell'ottocento Rodolfo Lanciani era riuscito a realizzare ciò
  che era stato il sogno di Raffaello delineando sulla base di
  scavi recenti, ma soprattutto di notizie di archivio relative
  ai secoli precedenti, la  Forma urbis Romae,  una pianta
  di Roma antica entro le mura.  E' sufficiente quel documento
  per comprendere come qualunque alterazione incontrollata dei
  suoli urbani
  determini la perdita irrecuperabile di conoscenze
  fondamentali per la storia antica.
    Gli studi del suburbio hanno una tradizione non meno
  nobile, ma solamente in anni recenti si è potuta ottenere con
  la  Carta storica archeologica monumentale e paesistica del
  suburbio e dell'agro romano  la sintesi grafica dei dati
  disponibili.  La bibliografia è immensa e si arricchisce
  continuamente di nuovi contributi.  La densità dei resti
  archeologici, soprattutto di epoca classica ma anche
  medievale, è straordinaria; né avrebbe potuto essere
  diversamente se si considerano le dimensioni e il ruolo di
  Roma nel corso dei secoli.  Il suburbio ingloba i resti di
  quelle città latine che furono sottomesse nella prima
  espansione romana, i cui nomi sono noti dagli autori antichi
  che hanno descritto storia e
 
                               Pag. 2
 
  leggende della prima Roma.  Il suburbio comprende Gabii, città
  legata alla storia delle origini di Roma, comprende Ostia, vie
  consolari ancora in funzione, acquedotti, residenze
  dinastiche, mausolei di imperatori, ville di ozio e di
  produzione, santuari pagani e basiliche paleocristiane, e
  soprattutto un tessuto fittissimo di resti e luoghi di
  interesse archeologico di cui non è ancora identificato il
  significato.  La conoscenza analitica di questi potrà dare
  ancora molte informazioni determinanti per la ricostruzione
  storica dell'assetto di un territorio così strettamente legato
  allo sviluppo della città di Roma.  Esiste infine un aspetto
  del tutto particolare del suburbio romano, il paesaggio
  storico, ove l'aggettivo non è sinonimo di tradizionale, ma
  mantiene ogni suo significato reale per designare luoghi che
  furono teatro di tanti grandissimi eventi politici, sociali,
  militari, eternati dagli scritti di autori celebri, da Livio a
  Procopio, o raffigurati da artisti anonimi come sull'arco di
  Costantino.  Nel suburbio sono ancora riconoscibili scenari che
  videro avvenimenti determinanti per ogni successivo
  svolgimento della storia: etruschi, cartaginesi, sanniti, goti
  contesero a Roma dinanzi alle sue mura la guida di un impero;
  la sconfitta di Massenzio ai Saxa Rubra fu preludio alla fine
  del mondo antico.
    Per secoli, a partire dal Rinascimento, la città di Roma e
  il suo suburbio furono meta di visitatori, non solo artisti,
  letterati e storici di cui restano a testimonianza dipinti e
  scritti ma anche e soprattutto persone semplicemente colte che
  volevano vedere i luoghi descritti dagli autori in quella
  lingua di Roma che per tanto tempo è stata comune lingua
  europea.  Tale genere di pellegrinaggio nella storia esiste
  tuttora, e costituisce il principale odierno legame di Roma
  con un interesse di dimensione universale.
    Questa città ha pagato alle esigenze del prestigio e dello
  sviluppo del paese, dal momento in cui divenne capitale
  d'Italia fino ai giorni nostri, un prezzo enorme.  Ora che
  quasi tutta l'antica area urbana è stata occupata da quartieri
  moderni (l'ultima gravissima perdita è costituita
  dall'Aventino, urbanizzato negli anni trenta) ora che quasi
  tutto il suburbio è stato devastato da quartieri indegni non
  soltanto di Roma, ma di qualunque capitale di uno stato
  civile, è giunto il momento di porre le condizioni perché ogni
  ulteriore trasformazione avvenga con consapevolezza culturale
  e nel rispetto della scienza, secondo le aspirazioni di ogni
  persona colta nel mondo intero.
    Una legge dello Stato che riconosca l'importante interesse
  archeologico della città di Roma non può che essere accolta
  con favore in Italia e nel mondo.
    Lo strumento di tutela esistente, la legge 1^ giugno 1939,
  n. 1089, impone procedure frustranti, perché comporta
  l'emanazione di decreti ministeriali di vincolo e forme di
  notifica complesse nei confronti di ogni singolo proprietario.
  Le sovrintendenze sono pertanto impegnate soprattutto nel
  lavoro di imposizione dei vincoli, piuttosto che
  nell'esercizio della tutela.  Un esempio: sono occorsi circa
  cinque anni per vincolare solamente una parte del parco
  dell'Appia antica.  Ciò significa che per sottoporre ad una
  corretta tutela archeologica i suoli del comune di Roma
  occorrerebbero almeno due secoli!  Altrettanto può dirsi per
  l'immensa mole di documenti epigrafici, elementi
  architettonici smembrati, sculture e rilievi che si trovano
  sparsi su tutto il territorio di Roma.
    Considerata l'importanza storico-archeologica dell'intera
  area del comune di Roma, è conveniente ed opportuno istituire
  una forma di tutela diffusa per il controllo sulle attività di
  trasformazione territoriale.  Tale forma è garantita
  sufficientemente dall'applicazione delle disposizioni della
  citata legge n. 1089 del 1939 all'intera città.  Si fa
  eccezione per il diritto di prelazione che, esteso a tutte le
  alienazioni, comporterebbe inutili obblighi per i cittadini.
  Lo Stato può riservarsi tale diritto applicando in forza della
  presente proposta di legge (sostitutiva dei singoli decreti
  ministeriali) le procedure ordinarie di notifica e di
  trascrizione previste dalla citata legge n. 1089 del 1939 per
  quegli
 
                               Pag. 3
 
  immobili che può avere interesse ad acquisire.
    L'imposizione del vincolo sugli immobili non determina
  necessariamente impedimenti alla loro trasformazione, ma
  obbliga all'acquisizione di un parere da parte delle
  competenti soprintendenze ai beni archeologici, ai sensi
  dell'articolo 18 della citata legge n. 1089 del 1939
  consentendo loro di esercitare il controllo per la raccolta
  dei dati di interesse storico.
    Come già avviene per gli immobili vincolati con le
  procedure ordinarie, il parere delle soprintendenze diverrà un
  adempimento prescritto dagli uffici comunali per il rilascio
  di concessioni edilizie.
    La legge non richiede copertura finanziaria perché non
  comporta alcuna spesa.
    Il divieto di cui all'articolo 7 della presente proposta di
  legge, già contemplato dall'articolo 16 della legge della
  regione Lazio 10 novembre 1988, n. 66, sopprime la deroga per
  la costruzione di attraversamenti stradali e ferroviari prima
  dell'approvazione del piano di assetto.
    Consente piuttosto un impiego molto più produttivo del
  personale delle soprintendenze, elimina procedure di notifica
  da parte degli uffici comunali e di trascrizione presso le
  conservatorie dei registri immobiliari.
 
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