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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


15093
DDL1289-0002
Progetto di legge Camera n. 1289 - testo presentato - (DDL12-1289)
(suddiviso in 4 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C1289. TESTIPDL
...C1289.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC1289 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli  Colleghi! -- La legge finanziaria per il
  1994 ha previsto, per il Ministero delle risorse agricole,
  alimentari e forestali cui fanno capo le attività di pesca e
  acquacoltura, lire 214 miliardi per il triennio 1994-1996 che
  necessitano di una legge di spesa.  L'economia ittica versa in
  uno stato di grave disagio ingenerato, in particolare, da
  scarsi finanziamenti, mancanza di credito agevolato, pesanti
  ripercussioni ingenerate dall'inquinamento dei mari, crescenti
  ed incontrollate importazioni di prodotti dai Paesi terzi, con
  notevoli conseguenze sulla bilancia dei pagamenti.  Si rende
  quindi necessario mettere il settore nelle condizioni di
  risollevare la propria sorte, di invertire la tendenza alla
  perdita di occupazione e di consentire uno sviluppo
  dell'attività di pesca e di acquacoltura.  E' quanto si
  ripromette di raggiungere la presente proposta di legge, che
  prevede interventi laddove è maggiore la necessità di dotare
  il settore degli idonei strumenti di sviluppo.  In particolare,
  il IV piano triennale della pesca e dell'acquacoltura prevede
  le misure necessarie ad un armonico rilancio del settore per
  il triennio 1994-1996, intervenendo sulla razionalizzazione
  della flotta, sulle strutture a terra, nonché nei campi della
  commercializzazione, della conservazione e della
  trasformazione dei prodotti ittici.  L'idea ispiratrice del
  piano è infatti quella di porre l'economia ittica in linea con
  i radicali
 
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  processi di ristrutturazione dell'apparato produttivo,
  assumendo come propri alcuni princìpi:
      1) garantire lo sviluppo, nella tutela e nella
  valorizzazione, dell'ambiente marino;
      2) mantenere, quali obiettivi primari, l'occupazione e la
  qualificazione del prodotto;
      3) sviluppare la ricerca applicata e di base;
      4) trasferire al settore, a tutti i livelli, la cultura
  dell'"agire in tempo reale";
      5) decentrare le funzioni amministrative per liberare
  l'Amministrazione centrale da procedure che ne appesantiscono
  l'azione programmatoria;
      6) assicurare la partecipazione delle categorie al
  processo di modernizzazione del settore, anche con
  l'assunzione diretta di compiti di gestione.
    Detto piano è stato approvato dal CIPE con una dotazione
  finanziaria prevista in lire 305.000 milioni per il triennio,
  mentre la tabella C della legge finanziaria 1994 ne ha resi
  immediatamente disponibili soltanto 215.000 (45.000 per il
  1994, ed 85.000 rispettivamente per gli anni 1995 e 1996).  La
  presente proposta di legge intende impegnare la disponibilità
  finanziaria prevista per la realizzazione del IV piano
  triennale, senza la quale il provvedimento è destinato a
  rimanere sulla carta, nonché rifinanziare la legge sul credito
  peschereccio n. 302 del 1989, il fermo biologico istituito con
  legge n. 278 del 1988, il fondo di solidarietà per la pesca di
  cui alla legge n. 72 del 1992.
    Il credito di esercizio per la pesca, introdotto con la
  legge n. 302 del 1989, ha dato all'economia ittica uno
  strumento di credito agevolato del quale usufruivano già da
  lungo tempo tutti gli altri settori produttivi.  Tuttavia, esso
  non ha mai avuto la possibilità di essere realmente utilizzato
  dai pescatori poiché la legge n. 302 del 1989 ha sempre avuto
  una dotazione finanziaria meramente simbolica.  Tant'è vero che
  anche la finanziaria 1994 prevede per questo capitolo di spesa
  soltanto 1.000 milioni per ciascuno degli anni 1994, 1995 e
  1996, mentre il fabbisogno è quantificato in almeno 30
  miliardi annui.  Non a caso, allo stato attuale giacciono
  presso il Ministero delle risorse agricole, alimentari e
  forestali, oltre duecento richieste di credito già istruite ma
  non finanziate per mancanza di fondi.  Molte altre istanze
  avrebbero potuto essere presentate e non lo sono state perché
  gli operatori, in mancanza di risposte, hanno perso interesse
  per questo importante strumento finanziario e sono stati
  costretti a rivolgersi al sistema bancario, con oneri
  elevatissimi e non recuperabili.  La presente proposta di legge
  si ripropone di ovviare, almeno parzialmente, a questi
  inconvenienti che mortificano gli investimenti nel settore e
  ne impediscono lo sviluppo.  Il fermo biologico dell'attività
  di pesca costituisce uno strumento di grande valenza
  eco-ambientale, che impone l'arresto di alcuni sistemi di
  pesca nei periodi di riproduzione della fauna ittica.  Per
  compensare parzialmente i pescatori delle perdite economiche
  dovute al periodo di inattività, è prevista, in armonia con i
  dettami comunitari, l'erogazione di un premio sia per gli
  armatori che per i marittimi imbarcati.  La ricerca scientifica
  ha dimostrato come il fermo biologico abbia consentito, sin
  dall'inizio della sua applicazione (1988), un notevole
  incremento della fauna ittica.  Per questa ragione la presente
  proposta di legge prevede stanziamenti per la prosecuzione del
  fermo di pesca negli anni 1995 e 1996.  I sempre più frequenti
  incidenti marittimi, nonché le esplosioni algali e
  mucillaginose hanno fatto sì che il Parlamento approvasse, nel
  1992, la legge n. 72 istitutiva di un fondo di solidarietà
  nazionale per eventi accidentali e calamità naturali, per
  risarcire parzialmente le imprese di pesca ed acquacoltura
  qualora esse si trovino a subire danni rilevanti.  Per rendersi
  conto dei guasti ambientali che nuocciono al settore della
  pesca è sufficiente ricordare i disastri causati
  dall' Alessandro Primo  al largo di Molfetta, dalla
  Haven  sulla costa ligure, dall' Agip Abruzzo  in
  Toscana.  Ciò
 
                               Pag. 3
 
  nonostante, dalla sua istituzione, il Fondo non è stato
  rifinanziato mentre l'evolversi degli eventi è tale da
  richiedere uno specifico stanziamento per venire in soccorso
  all'economia ittica e prevedere parziali risarcimenti delle
  perdite subite in circostanze eccezionali.  La presente
  proposta di legge prevede all'uopo uno specifico
  stanziamento.  Infine, la proposta prevede finanziamenti per
  l'installazione di pontiradio o ripetitori tali da consentire
  una copertura del sistema radio VHF in tutto l'Adriatico, al
  fine di un efficace ed immediato intervento dei mezzi di
  soccorso per qualsiasi natante che venga a trovarsi in
  difficoltà.
 
DATA=940922 FASCID=DDL12-1289 TIPOSTA=DDL LEGISL=12 NCOMM= SEDE=PR NSTA=1289 TOTPAG=0005 TOTDOC=0004 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=014 PAGFIN=0003 RIGFIN=013 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=3 SORTRES= SORTDDL=128900 00 FASCIDC=12DDL1289 SORTNAV=0128900 000 00000 ZZDDLC1289 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



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