Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


15097
DDL1290-0002
Progetto di legge Camera n. 1290 - testo presentato - (DDL12-1290)
(suddiviso in 5 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C1290. TESTIPDL
...C1290.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC1290 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- La legge 22 novembre 1962, n. 1696,
  ha elevato l'indennità perpetua dovuta dallo Stato al comune
  di Volterra per l'uso dei pozzi salsi a lire 35 milioni
  annui.
    Nella terza legislatura si giunse a tale decisione sulla
  base della ricostruzione storica che la proposta di legge
  d'iniziativa del deputato Raffaelli ed altri, faceva a
  proposito della proprietà dei pozzi salsi siti nel comune di
  Volterra; proprietà venuta meno in epoca di dominazione
  napoleonica per effetto del decreto 12 maggio 1808 della
  "Giunta straordinaria per amministrare e governare la
  Toscana", che affidò la fabbricazione e la vendita del sale
  all'azienda imperiale del sale, ossia allo Stato, riservando i
  "diritti e le indennità che alla comunità potessero
  competere".
    Un atto di spoliazione, dunque, di ingenti risorse
  economiche su cui si fondava gran parte dell'attività
  dell'intera comunità.
    L'indennità, concessa a seguito di lunghe azioni di
  protesta, fu di 15.577,10 franchi annui a partire dall'anno
  1809, confermata poi dal Governo granducale con atto 17 luglio
  1840, rogato dal notaio Carlo Redi, in lire 25.000 annue poi
  ridotte a lire 21.000 per effetto dell'applicazione
  dell'imposta di ricchezza mobile.
    Tale indennità, rimasta invariata fino al 1962, fu così
  oggetto di rivalutazione da parte del Parlamento con la legge
  22 novembre 1962, n. 1696, e portata a lire 35 milioni annui
  che il comune di Volterra poteva, tra l'altro, offrire in
  garanzia per la stipulazione di mutui passivi presso la
 
                               Pag. 2
 
  Cassa depositi e prestiti o presso altri istituti all'uopo
  autorizzati.
    A distanza di oltre trenta anni appare perciò doveroso
  riesaminare la portata di tale provvedimento i cui effetti
  riparatori verso le capacità economiche del comune di Volterra
  appaiono quanto meno inadeguati.
    Infatti, nel 1963, l'indennità corrisposta dallo Stato
  costituiva il 10,32 per cento delle entrate correnti del
  comune di Volterra, mentre nel 1994 costituisce lo 0,20 per
  cento.
    Il sale grezzo prodotto nello stabilimento volterrano,
  tutto di qualità pregiata, è stato nel 1993 pari a 710.750
  quintali.  La lavorazione ha dato luogo alla produzione di
  292.187 quintali di sale alimentare e di 377.771 quintali di
  sale industriale.  Sempre nell'anno 1993 le vendite di sale
  alimentare e industriale della salina di Volterra hanno fatto
  affluire alle casse dell'azienda 8.350 milioni circa, mentre
  al comune sono restati gli svalutati, e quasi ridotti a
  simbolo, 35 milioni di lire.
    Il comune di Volterra economicamente è uno dei più depressi
  della provincia di Pisa e della Toscana.
    La sua popolazione ha subìto negli anni una costante
  diminuzione passando dal tetto massimo di 21.040 abitanti
  dell'anno 1936 agli attuali 12.800.
    Il suo territorio, collocato integralmente nell'area
  montana dell'Alta Val di Cecina, è uno dei più estesi (253
  chilometri quadrati) dell'intera regione Toscana e soffre
  dell'antico isolamento dovuto ad una rete infrastrutturale il
  cui principale tracciato, la strada statale n. 68, risale al
  periodo granducale.
    Solo il settore terziario, ed in particolare quello legato
  al turismo, appare stabilizzato a buoni livelli economici ed
  occupazionali per l'importante patrimonio monumentale,
  artistico, architettonico e ambientale che la storia della
  Volterra etrusca, romana e medioevale ci tramanda da tremila
  anni.
    Volterra, dicono i suoi cittadini, sconta duramente la
  politica dei governi succedutisi nel tempo; al progressivo
  impoverimento delle sue attività economiche primarie
  (agricoltura e artigianato alabastrino), alla profonda crisi
  del settore industriale metalmeccanico e chimico che negli
  anni '60 aveva costituito la speranza di una rinascita, si
  aggiungono non di rado scelte governative che umiliano nel suo
  stesso prestigio la città rendendo più fragile, se non
  improbabile, una ripresa della dinamica economica.  E' il caso
  della avvenuta soppressione del tronco ferroviario
  Saline-Volterra, dell'avvenuta soppressione della pretura, del
  mancato adeguamento della strada statale n. 68, dopo aver
  addirittura fornito all'Ente nazionale per le strade, fin dal
  1980, il relativo progetto.
    Appare del tutto evidente il ruolo straordinario che il
  comune si trova ad affrontare per intervenire nelle materie di
  competenza e favorire con propri programmi e nuovi
  investimenti una ripresa delle attività economiche private.
    Questa sommaria, seppure doverosa, illustrazione delle
  condizioni generali di una delle più significative città
  d'arte del nostro Paese, non dubitiamo sfugga alla sensibilità
  di ogni gruppo parlamentare.
    E pur volendoci occupare nella presente proposta di legge,
  di questione di minore rilevanza rispetto ai più generali
  bisogni dell'intera comunità nazionale, confidiamo nella
  certezza che sia il Parlamento nazionale a compiere un atto di
  equità e di giustizia nei confronti di una comunità le cui
  potenziali originarie ricchezze non bastano a consentirle un
  cammino di pieno e moderno sviluppo.
    Si propone perciò una equa rivalutazione della indennità
  che nel tempo è divenuta quasi simbolica per il comune.
    Negli atti parlamentari relativi alla legge 22 novembre
  1962, n. 1696, che elevò a 35 milioni annui l'indennità, si
  legge che tre furono i criteri esaminati dal legislatore per
  il ricalcolo dell'indennità stessa:
      1) il valore della indennità in rapporto alle entrate
  correnti del bilancio del comune;
      2) il valore della indennità in rapporto alla
  svalutazione monetaria;
      3) il rapporto tra l'indennità e la dinamica del provento
  dell'erario dalla
 
                               Pag. 3
 
  produzione del sale nel territorio del comune.
    Dei tre criteri, il legislatore adottò il primo fissando,
  come detto, in 35 milioni di lire annue l'indennità.
    Volendo riproporre alla attenzione del Parlamento gli
  stessi tre criteri la situazione viene così a determinarsi:
        a)  in base al primo criterio risulta che nell'anno
  1963 la somma di lire 35 milioni era pari al 10,32 per cento
  delle entrate correnti del comune di Volterra, escluse partite
  di giro e movimento di capitali (lire 35 milioni rispetto a
  lire 339 milioni).  Nel 1994 tale rapporto è sceso allo 0,20
  per cento essendo le entrate correnti del comune pari a 17.120
  milioni di lire.  Ne consegue che volendo rapportare il valore
  dell'indennità alle attuali entrate correnti del comune,
  l'indennità stessa dovrebbe oggi essere di 1.766 milioni di
  lire annue;
        b)  in base al secondo criterio, gli indici
  dell'ISTAT stabiliscono che una lira del 1963 equivale a lire
  15,68 del 1994.  Conseguentemente il valore della indennità
  dovrebbe essere oggi di 548.800.000 lire annue;
        c)  in base al terzo criterio si dovrebbe tener
  conto del rapporto tra l'indennità immutata di 35 milioni di
  lire annue e il provento che ha ritratto lo Stato
  dall'attività della salina per utile industriale e per
  imposta sul sale fino al 1973 e, successivamente alla caduta
  del regime di monopolio, il provento ritratto dall'Azienda
  autonoma dei monopoli dalla stessa attività.  Tale rapporto,
  seppure difficilmente calcolabile, porterebbe con tutta
  evidenza ad una rivalutazione ben maggiore dell'indennità con
  effetti distorsivi.
    Per equità, riteniamo dover proporre, per la nuova misura
  dell'indennità, l'adozione del secondo criterio di calcolo,
  cioè l'adeguamento alla svalutazione monetaria intervenuta nel
  corso del tempo.
    Tale orientamento, ci appare più obiettivo e certo del
  ricalcolo in base al rapporto alle entrate correnti del
  bilancio del comune di Volterra.  Queste, per effetto delle
  rilevanti modifiche introdotte nella attività degli enti
  locali, hanno subito e subiranno profonde modificazioni e
  variazioni nel tempo.
    Questo criterio corrisponde perciò all'esigenza di
  mantenere nel tempo inalterata la misura dell'indennità dando
  certezza sia allo Stato e alla propria Azienda, che al comune
  di Volterra.  In altra norma, si stabilisce inoltre
  l'adeguamento futuro dell'indennità alle variazioni
  dell'indice ISTAT.
    Confidiamo dunque che il Parlamento, al quale la presente
  proposta di legge trasmette l'esigenza di una maggiore
  attenzione nel rapporto con le realtà locali, i loro diritti
  costituzionali, la loro autonomia, sia d'accordo con noi
  nell'approvarla.
 
DATA=940922 FASCID=DDL12-1290 TIPOSTA=DDL LEGISL=12 NCOMM= SEDE=PR NSTA=1290 TOTPAG=0004 TOTDOC=0005 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=011 PAGFIN=0003 RIGFIN=051 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=3 SORTRES= SORTDDL=129000 00 FASCIDC=12DDL1290 SORTNAV=0129000 000 00000 ZZDDLC1290 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



Ritorna al menu della banca dati