| Onorevoli Colleghi! -- Il settore del trasporto pubblico
locale si trova in una situazione di grave crisi strutturale
che coinvolge la qualità del servizio offerto, rappresentando
per la collettività un costo sociale non più tollerabile: i
debiti accumulati negli ultimi anni dalle aziende di trasporto
hanno superato, alla data odierna, la soglia dei 13.000
miliardi di lire.
Così come è attualmente strutturato il trasporto pubblico
locale, non può che essere fonte di deficit. Ci
troviamo, infatti, di fronte ad aziende che non sono in grado
di manovrare due fondamentali fattori, il costo del personale
e il fatturato, attraverso le tariffe che sono del tutto
svincolate dall'effettivo costo del servizio reso. Ne deriva
che le aziende meglio gestite riescono a coprire, con i
proventi derivanti dalla vendita dei biglietti, il 35 per
cento dei costi.
Il fatto che le aziende siano inevitabilmente in passivo ha
costituito un formidabile alibi per sprechi, inefficienze e
purtroppo, in molti casi, corruzione.
Il risultato è che in Italia esistono aziende che ricavano
meno del 10 per cento dei costi. La presente proposta di legge
si pone l'obiettivo di mettere le aziende di trasporto
pubblico locale in condizioni di poter operare attraverso un
equilibrato rapporto costi-ricavi e si regge su due dati
fondamentali: il contratto di servizio e la gara di
appalto.
Attraverso questi due strumenti è possibile, sia per le
aziende che per gli enti locali, programmare costi ed entrate
certe. Sarà pertanto possibile riqualificare l'offerta del
trasporto pubblico locale, invertendo le strategie della
"prima Repubblica".
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D'altra parte, i Governi precedenti hanno sempre attuato
una politica dei trasporti fatta di scelte politiche non solo
sbagliate, ma anche superficiali, privilegiando il trasporto
privato individuale e relegando il trasporto pubblico locale
in secondo piano. Ciò ha portato ad uno sviluppo spropositato
della mobilità su mezzo individuale nel trasporto urbano, a
discapito di quella collettiva; infatti è stato calcolato che
la mobilità su mezzo individuale è salita dal 33 per cento al
73 per cento, mentre quella collettiva è passata dal 17 per
cento al 7 per cento. Ancora: è stato calcolato che il numero
delle vetture per ogni chilometro di strada in Italia è pari a
90, contro le 60 del Regno Unito, le 48 della Germania e le 25
della Francia.
Le erronee scelte politiche hanno determinato, quindi, un
sistema di trasporti inefficiente ed inefficace, che ha
comportato inevitabilmente dei costi elevati per i bilanci
dello Stato e degli enti locali e per i cittadini.
Pertanto, la situazione è tale da rendere improrogabile il
riordino della materia attraverso una legge che non solo
fornisca gli strumenti di intervento ma individui anche le
competenze e le responsabilità delle istituzioni preposte alla
garanzia del diritto alla mobilità dei cittadini.
Da qui nasce la necessità di impegnare da un lato lo Stato
e dall'altro gli enti locali.
Del resto con ciò non si fa altro che ribadire il principio
contenuto nel richiamato regolamento CEE n. 1893/91 del
Consiglio, del 20 giugno 1991, secondo cui ciascun ente
competente territorialmente deve assicurare l'espletamento del
servizio del trasporto locale, il quale, per le sue stesse
caratteristiche, deve garantire il diritto alla mobilità dei
cittadini e concorrere alla salvaguardia ambientale e ad un
equilibrato sviluppo economico e sociale.
presente proposta di legge, individuando nelle regioni i
soggetti a cui demandare - secondo gli indirizzi dettati dal
decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 5,
dal decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977,
n.616, nonché dalla legge 8 giugno 1990, n.142 - le principali
funzioni amministrative in materia di trasporti locali, tende
a realizzare un reale decentramento delle competenze.
Inoltre, la presente proposta di legge si pone come
ulteriore obiettivo quello di realizzare un sistema integrato
tra le varie modalità di trasporto, rispondendo così a quella
esigenza di porre fine a quelle inefficienze ed a quegli
sprechi che purtroppo hanno caratterizzato la gestione del
trasporto pubblico locale. Riteniamo che ciò possa essere
raggiunto attraverso una gestione autonoma - da parte delle
regioni - delle risorse necessarie al finanziamento del
trasporto pubblico locale, prevedendo la regionalizzazione
delle imposte applicate sulle benzine per autotrazione.
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