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Onorevoli Deputati! -- Il riordinamento, in chiave
riduttiva, dell'organizzazione militare, a seguito del
radicale mutamento della situazione geostrategica
internazionale che postula strumenti militari più agili e più
flessibili, è un problema la cui soluzione non può più essere
ulteriormente rimandata. Si tratta in sostanza di
corrispondere a nuove e diversificate esigenze operative in un
contesto di risorse limitate in cui la qualità deve essere
ottenuta, almeno in parte, riducendo la quantità.
La Difesa ha già da tempo elaborato un Nuovo modello di
difesa predisponendo, al tempo stesso, due iniziative
legislative ("Riforma dei vertici militari" e "Nuove norme sul
servizio militare") che si pongono quale premessa
indispensabile per i complessi processi di ristrutturazione da
avviare.
Le predette iniziative legislative erano già state avviate
all' iter parlamentare nella passata legislatura, ma il
termine anticipato di essa non ha consentito al Parlamento di
completarne l'esame, per cui la soluzione degli urgenti
problemi ad esse demandati subirà un ulteriore ritardo,
prolungando ed aggravando la situazione di incertezza presente
nelle Forze armate, con gravi ripercussioni sulla stessa
efficienza dell'organizzazione militare nel suo insieme.
E' auspicabile che quanto prima possa trovare sollecita
definizione la riforma dei "vertici" che aveva già ottenuto
l'approvazione di uno dei rami del Parlamento.
Per quanto riguarda la seconda iniziativa, il provvedimento
iniziale è stato semplificato per accelerarne i tempi di
approvazione, utilizzando il principio della delega, per
consentire al Governo di regolamentare la materia, mediante
norme delegificate ai sensi degli articoli 14 e 17 della legge
23 agosto 1988, n. 400. Tali deleghe, nel definire le
dotazioni organiche degli ufficiali, dei sottufficiali, dei
volontari delle Forze armate nonché del personale civile,
secondo le indicazioni del Nuovo modello di difesa,
prevedono:
- il riordino dei ruoli degli ufficiali, in chiave
riduttiva (22 per cento) rispetto alle dotazioni organiche
attuali. Per il riordino, sempre in chiave riduttiva, dei
ruoli e delle norme di avanzamento dei sottufficiali si rinvia
alle previsioni della legge n. 216 del 1992;
- una nuova disciplina del volontariato e la contestuale
istituzione di un ruolo dei volontari in servizio permanente,
quale strumento indispensabile per offrire un'ulteriore
prospettiva di sistemazione agli ex volontari dopo le ferme di
3 e 5 anni e per conseguire gradualmente i livelli di forza
complessiva di volontari previsti dal Nuovo modello di difesa
(75.000 unità);
- l'introduzione del servizio militare femminile
volontario, limitatamente alle carriere degli ufficiali,
sottufficiali e militari di truppa in servizio volontario, nei
ruoli delle Forze armate e del Corpo della Guardia di
finanza;
- la ristrutturazione dei comandi operativi e delle
strutture territoriali, anche essi in chiave riduttiva,
realizzando significative economie da utilizzare per il
finanziamento dei provvedimenti che comportano maggiori oneri
come l'istituzione del ruolo dei volontari in servizio
permanente.
In sostanza il provvedimento conferisce al Governo deleghe
per l'attuazione di norme in gran parte già contenute nel
citato disegno di legge (v. l'atto Camera della XI legislatura
n. 2060) sulla leva ed il volontariato, tenendo conto anche
delle incentivazioni al reclutamento dei volontari già
approvate con la legge 24 dicembre 1993, n. 537.
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ILLUSTRAZIONE
DEGLI ARTICOLI
Articolo 1. Fissa le dotazioni organiche degli ufficiali,
dei sottufficiali, dei volontari delle Forze armate e del
personale civile secondo le indicazioni del Nuovo modello di
difesa, nell'intesa che si procederà a definire la posizione
del personale civile con un provvedimento legislativo di più
ampio respiro.
Articolo 2. Conferisce al Governo la delega per
l'emanazione di provvedimenti inerenti il riordino dei ruoli
degli ufficiali in servizio permanente effettivo e prevede la
costituzione dell'Istituto superiore di stato maggiore
interforze (ISSMI) che unificherà i corsi superiori delle tre
Forze armate, utilizzando strutture e mezzi esistenti senza
oneri aggiuntivi.
Articolo 3. Conferisce al Governo la delega per
l'istituzione di un ruolo dei volontari di truppa in servizio
permanente, alimentato dagli ex volontari in ferma breve che
ne facciano richiesta e risultino compresi in una specifica
graduatoria di merito.
Articolo 4. Conferisce al Governo la delega per
l'introduzione del servizio militare femminile volontario,
limitatamente alle carriere degli ufficiali, sottufficiali e
militari di truppa in servizio volontario, nei ruoli delle
Forze armate e del Corpo della Guardia di finanza.
Articolo 5. Prevede il riordino dell'articolazione dei
comandi operativi e delle strutture periferiche della Difesa
allo scopo di corrispondere alle esigenze poste dal Nuovo
modello di difesa. Tali riduzioni comporteranno sensibili
economie da utilizzare per le spese connesse con le norme di
cui all'articolo 3.
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