| Onorevoli Colleghi! -- La conclusione anticipata
della precedente legislatura ripropone con maggiore gravità il
problema del riordino ma soprattutto del salvataggio e del
rilancio di un settore produttivo qualificato e qualificante
per l'immagine scientifica e per l'industria del turismo del
nostro Paese ed essenziale per lo sviluppo economico e sociale
delle stazioni termali in cui operano le aziende a
partecipazione statale.
Ripercorrere la storia delle innumerevoli e naufragate
precedenti proposte di legge comporta, nella definizione
dell'azionista, l'evitabile rischio di produrre una legge
datata e che non tiene conto delle mutate condizioni di
mercato nel settore dell'offerta di beni e servizi per la
persona e di uno scenario del mercato europeo evoluto e volto
verso una offerta di qualità
della vita, in cui la peculiarità dell'offerta termale deve
trovare la sua funzione in una visione integrata con l'offerta
proposta dall'industria del turismo.
L'industria del turismo è passata da una visione zonizzata
ad una concezione strategica e sinergica delle motivazioni
turistiche, includendo in queste anche quelle di origine
sanitaria, culturale, sportiva, sociale, ambientale,
ricreativa.
Per capire l'importanza di alimentare e favorire
l'integrazione tra le professionalità, le imprese ed i
capitali interessati agli investimenti basta osservare che
l'attività termale presenta un indotto nella misura media di l
a 12. Questo volano moltiplicatore è certamente superiore per
le terme ubicate in centri specializzati, in cui la clientela
può reperire più numerose ed interessanti occasioni di spesa.
I ricavi dell'azienda
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termale sono, in genere, modesti a confronto dei
ricavi nelle attività indotte. Un'altra considerazione palesa
le motivazioni integrate con il turismo del benessere: le
comunità termali trovano giovamento da un'attività che porta
lavoro e benessere e tende a considerare l'azienda termale una
proprietà da custodire gelosamente, con grande attenzione per
ogni esigenza ambientale e strutturale. Nel Mezzogiorno le
realtà termali interessate sono: Agnano, le Stabiane a
Castellamare di Stabia, le Sibarite nella piana dello Ionio e
Santa Cesarea in provincia di Lecce.
Nel resto dell'Italia troviamo: Acqui, Casciana,
Castrocaro, Chianciano, Merano, Montecatini, Salice,
Salsomaggiore, Recoaro.
Tutte queste realtà produttive, con le gravi e note
condizioni di precarietà con cui sono state fatte vivere
sinora, danno lavoro direttamente a tremila persone,
producendo lavoro indiretto per 27 mila persone.
Qualunque sia la dimensione e la collocazione delle terme
non può sfuggire ed essere ignorata la componente che
coinvolge in maniera diretta un ampio volume di interessi.
Questa proposta di legge mira a creare la prima ed
innovativa struttura industriale turistico-termale europea.
Un prodotto italiano qualificato, dotato di un appeal
turistico fondato sull'integrazione del rigore
medico-scientifico delle terapie termali con le motivazioni
culturali, sociali, ambientali, sportive, ricreative del
nostro Paese.
Un'occasione incentivante per grandi investimenti
produttivi privati, certi di una presenza pubblica garante
della qualità prodotta ed immessa sull'enorme mercato
internazionale.
Un'opportunità concreta di invertire i conti dello Stato in
un settore altrimenti in perenne stato comatoso e alla vana
ricerca di capitali e professionalità non per salvarsi e
rilanciarsi ma al massimo per continuare a sopravvivere come
settore assistito in cui il Servizio sanitario nazionale
rimane l'unico "grande cliente" e le sue casse il continuo
problema.
L'Italia necessita di una revisione innovativa del proprio
modo di presentarsi a competere con le altre grandi industrie
del turismo internazionale.
Questa proposta, ad esempio, è compatibile ed è
integrabile, strategicamente, con la proposta "Norme in
materia di esercizio e di gestione delle case da gioco"
presentata dall'onorevole Martinat in questa legislatura.
La nuova struttura, ad esempio, potrebbe accogliere e
riqualificare le attività di medicina sportiva, contribuendo a
risolvere le attuali carenze strutturali ed organizzative e a
sostenere i programmi di studio e di ricerca propri di quel
settore.
Si affida a questa proposta di legge il compito, per la
prima volta, di segnare la svolta nel settore del termalismo e
di definire e rendere grande, qualificato e competitivo un
nuovo prodotto italiano.
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