| Onorevoli Colleghi! -- Questa proposta di legge mira
a fare ottenere al personale viaggiante delle poste italiane
l'abolizione della norma che prevede la decurtazione, nella
misura di un terzo, della diaria per il lavoratore che
usufruisca di un rimborso delle spese alberghiere.
Al personale viaggiante delle poste in servizio da
messaggere o ambulantista e al personale in servizio con
automezzi dell'Ente poste italiane, compresi gli autisti, è
concessa, dall'inizio della prestazione nell'ufficio di
partenza fino al momento del rientro in sede, ivi compreso il
periodo di tempo trascorso fuori residenza, una indennità
oraria di lire 2.100 l'ora.
L'aliquota predetta è in vigore dal 1990, quindi non viene
rivalutata da ben quattro anni, malgrado l'articolo 3 del
decreto del Presidente della Repubblica 6 gennaio 1978, n.
919.
Ma la diaria in oggetto, per molti anni, ossia prima di
essere portata alle attuali 2.100 lire, non era stata
rivalutata su base ISTAT secondo il citato decreto del
Presidente della Repubblica, n. 919 del 1978, perché
l'amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni,
basandosi su quanto recitava lo stesso decreto del Presidente
della Repubblica, sosteneva la impossibilità di aumentare le
diarie medesime.
L'articolo 18 della legge 25 ottobre 1989, n. 355, al comma
2, recita: "A decorrere dal 1^ gennaio dell'anno successivo a
quello di entrata in vigore della presente legge, le misure
della indennità per i servizi viaggianti possono essere
rideterminate annualmente ai sensi dell'articolo 3
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del decreto del Presidente della Repubblica 6 gennaio 1978,
n. 919".
Con l'equivoco della parola "possono" anziché "debbono" per
anni le diarie non sono state rivalutate.
Oggi, con lire 2.100 l'ora il personale in servizio di
messaggerato che si reca in una qualsivoglia altra sede, nella
quale deve prendere alloggio in albergo per riposo, sia esso
notturno o diurno, per poter poi affrontare il viaggio di
ritorno e condurre una vita dignitosa, deve mettere mano al
proprio portafoglio perché l'Amministrazione delle poste e
delle telecomunicazioni al danno aggiunge la beffa: infatti,
il personale che effettua lunghi viaggi e necessariamente deve
usufruire dell'albergo è
chiamato a concorrere al pagamento della fattura alberghiera
in ragione di un terzo della diaria percepita.
Questo trattamento, penalizza il personale interessato
perché lo stesso, per non attingere al proprio stipendio, deve
saltare almeno un pasto e comunque mortificare la propria
dignità cercando in ogni modo di risparmiare.
Per questa ragione chiediamo la modifica della legge che
obbliga il personale a concorrere al pagamento
dell'albergo.
Chiediamo, inoltre, che diventi automatica la rivalutazione
annua, secondo l'inflazione su basi ISTAT, modificando il
predetto articolo 18 della legge n. 355 del 1989.
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