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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


15689
DDL1347-0002
Progetto di legge Camera n. 1347 - testo presentato - (DDL12-1347)
(suddiviso in 4 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C1347. TESTIPDL
...C1347.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC1347 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli  Colleghi! -- Il fenomeno della
  prostituzione nel nostro Paese è ormai una vera e propria
  piaga sociale, un male che si diffonde sempre più con offese e
  disagi sia alla morale collettiva sia alla convivenza civile.
  Tutto ciò accade nonostante sia attualmente in vigore una
  legislazione molto severa, a cominciare dalla legge 20
  febbraio 1958, n. 75 (la famosa "legge Merlin"), che portò ad
  abolire ogni regolamentazione pubblica della prostituzione ed
  introdusse misure di lotta allo sfruttamento della
  prostituzione.  Tali misure e, più in generale, il complesso
  delle pene nei confronti di chi esercita o sfrutta a vario
  titolo tale comportamento, sono state via via col tempo sempre
  più inasprite con l'obiettivo dichiarato di limitare il
  fenomeno e di tutelare la morale e la vita civile.  A questo
  proposito, a titolo esemplificativo, si ricorda la legge 24
  novembre 1981, n. 689, che eleva le multe per i trasgressori
  della "legge Merlin" escludendo forme di depenalizzazione; la
  legge 5 febbraio 1992, n. 104, che inasprisce le pene per chi
  commette reato nei confronti di una persona handicappata,
  ovvero nei confronti di tossicodipendenti (legge 22 dicembre
  1975, n. 685, successivamente integrata dalla legge 26 giugno
  1990, n. 162).
    Ma il fenomeno esiste, si diffonde sempre di più anche
  perché su di esso si riversano i tanti cittadini
  extracomunitari che giungono in Italia da vari continenti -
  Africa, America latina, Paesi dell'Europa orientale - spinti
  dal miraggio di trovare un miglioramento delle loro condizioni
  di vita, essendo l'Italia uno fra i Paesi più industrializzati
  del mondo, ovvero perché spinti a vario titolo da delinquenti
  organizzatori di questo tipo di traffico.
 
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    Con il diffondersi del fenomeno - che peraltro è un sintomo
  allarmante anche del degrado morale della popolazione italiana
  - si diffondono anche il disagio e le proteste dei cittadini
  che chiedono con sempre maggiore frequenza interventi "forti"
  da parte dell'autorità pubblica e spesso anche il ripristino
  della situazione di regolamentazione statale del fenomeno che
  esisteva prima della "legge Merlin".  Diversi sondaggi condotti
  dai giornali segnalano che l'opinione pubblica mostra una
  propensione crescente alla riapertura delle cosiddette "case
  chiuse"; si moltiplicano le proposte per riaprire le
  schedature delle prostitute obbligandole ad un  test
  anti-AIDS per ragioni sanitarie, ovvero per tassare quello che
  risulta essere un giro finanziario "in nero" di grande
  rilievo; si invoca una nuova legge sull'immigrazione con
  misure più restrittive di quelle attuali e provvedimenti per
  l'espulsione immediata di tanti immigrati.
    Con la presente proposta di legge si intende contribuire ad
  un ridimensionamento del fenomeno della prostituzione
  intervenendo, potremmo dire in termini
  economici, "sulla domanda", dando forza di legge generale ad
  alcuni interventi che, presi a livello di pubblica sicurezza e
  di polizia comunale, hanno dimostrato una loro particolare
  efficacia.  Si tratta, ad esempio, di rafforzare quelle misure
  per cui si sono colpiti i frequentatori di soggetti dediti
  alla prostituzione, ad esempio, con il sequestro dell'auto ed
  altre misure, con la complessiva novità che si cerca di
  colpire, appunto, non tanto gli sfruttatori del fenomeno,
  quanto i frequentatori.
    Con tali provvedimenti si persegue lo scopo di far
  scomparire il fenomeno dalla pubblica via e di eliminare, di
  conseguenza, i disagi all'ordine pubblico, le contravvenzioni
  al quieto vivere, il degrado ambientale, nonché il pericolo
  sanitario, poiché spesso i luoghi frequentati da soggetti
  dediti alla prostituzione e dai loro clienti sono situati nei
  centri abitati, nei piazzali di fabbriche, scuole, nelle
  pubbliche vie e piazze.
    La proposta di legge afferma che i frequentatori di
  soggetti dediti alla prostituzione colti in flagrante nella
  pubblica via sono passibili di sanzioni penali.
 
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