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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


1693
DDL0106-0002
Progetto di legge Camera n. 106 - testo presentato - (DDL12-106)
(suddiviso in 11 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C106. TESTIPDL
...C106.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC106 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- Molto tempo è ormai trascorso
  dal 20 febbraio 1958 quando la "legge Merlin" decretò la
  chiusura delle "case di tolleranza".
    In realta allo sfruttamento della "case chiuse" si è
  sostituito lo sfruttamento, altrettanto inammissibile e ben
  più insidioso, della malavita organizzata e degli occasionali
  "protettori".
    Chi si prostituisce è dal 1958 senza identità e garanzia
  alcuna, preda della più totale  deregulation  legislativa
  e di ogni sorta di interpretazione delle norme e del codice
  penale.
    Prostituirsi oggi non è una attività vietata esplicitamente
  ma è ugualmente perseguita e resa insicura da una serie di
  confuse norme legislative, di fatto soggette
  a più versioni interpretative ed alla dicrezionalità
  delle forze dell'ordine.
    La "legge Merlin" ha segnato la fine della prostituzione
  "regolamentata" con la chiusura delle cosidette "case di
  tolleranza", espressione eufemistica con la quale venivano
  indicati i luoghi destinati all'organizzazione e allo
  sfruttamento della prostituzione su licenza dell'autorità di
  pubblica sicurezza; case che, pertanto, non erano soltanto
  tollerate, ma erette a sedi di prostituzione dallo Stato e
  dalla legge.
    La "legge Merlin" rappresentò quindi, per tale aspetto, un
  momento di grande rilievo nella nostra legislazione, oltreché
  nel costume del Paese, ma è ormai tempo di porre rimedio alla
  confusione ed alle
 
                               Pag. 2
 
  gravi contraddizioni che la legge stessa presenta: sia la
  legge sia il codice penale, da una parte, fingono di ignorare
  giuridicamente la prostituzione, ma, dall'altra, ne consentono
  di fatto l'esistenza, determinando effetti in larga misura
  opposti a quelli che la legge "Merlin" si proponeva e
  consentono l'esercizio della prostituzione in regime di
  clandestinità, di emarginazione e di accentuato pericolo.
    La normativa penale che dovrebbe reprimere i fenomeni dello
  sfruttamento della prostituzione, risulta invece confusa nelle
  sue formulazioni per un'evidente mancanza di chiarezza degli
  obiettivi di repressione e di individuazione dei confini
  esatti delle fattispecie di reato, tanto da porre sullo stesso
  piano comportamenti che meriterebbero considerazioni e
  trattamenti assai diversificati.  Basti pensare che un'unica
  norma penale prevede e punisce con la stessa pena lo
  sfruttamento, la costituzione e la partecipazione ad
  associazioni con finalità di sfruttamento, la tratta
  internazionale delle prostitute e semplici atti di
  favoreggiamento e persino di mera tolleranza della
  prostituzione.
    Lo sfruttamento della prostituzione e la prostituzione
  stessa sono stati, di volta in volta, tollerati o repressi
  secondo criteri largamente discrezionali; comunque, si può
  affermare che le norme che costringono chi si prostituisce a
  vivere ed a lavorare
  in strada rappresentano un crimine di Stato, poiché
  sottopongono delle persone ai rischi ed alla violenza del
  marciapiede, della notte, del ricatto degli sfruttatori e ad
  abusi di ogni genere.
    La prostituzione non è considerata attività illecita,
  pertanto è necessario garantire a chi la esercita la dovuta
  sicurezza contro le discriminazioni e contro lo sfruttamento
  criminale.
    Con la presente proposta di legge si intende restiuire ai
  soggetti che esercitano la prostituzione lo  status  di
  cittadini, assicurando loro l'uguaglianza ed il rispetto dei
  diritti costituzionalmente garantiti, disciplinando una
  materia che ha subito, nel tempo, profonde modificazioni:
  basti pensare all'invasione del mercato della prostituzione da
  parte di cittadini stranieri, che ha portato alla creazione di
  un esercito di persone indifese ed ancora più deboli, alla
  mercé dello sfruttamento da parte della criminalità
  organizzata oppure all'unirsi della tragedia della
  tossicodipendenza, anch'essa causa di molte forme di
  sfruttamento.
    Occorre dunque prevedere un cospicuo aumento delle pene, al
  fine di stroncare lo sfruttamento della prostituzione e di
  creare un valido deterrente per coloro che approfittano della
  debolezza degli individui e delle condizioni di necessità o
  clandestinità di coloro che si prostituiscono.
 
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