| Onorevoli Colleghi! -- La proposta di legge che
sottoponiamo alla vostra attenzione nasce dall'esigenza di
sottrarre il nostro paesaggio, già vittima di una attività
edilizia tanto frenetica quanto devastante, all'oltraggioso
fenomeno della pubblicità stradale e di limitare il numero di
incidenti dovuti alla distrazione indotta dai messaggi
pubblicitari.
L'attività pubblicitaria lungo ed in vista delle strade è
attualmente disciplinata dal "nuovo codice della strada", in
vigore dal 1^ gennaio 1993; l'articolo 23, comma 7, di tale
decreto legislativo, vieta qualsiasi forma di pubblicità lungo
ed in vista degli itinerari internazionali, delle autostrade,
delle strade extraurbane principali e dei relativi accessi.
L'articolo citato, benché apparentemente recepisca le
esigenze di tutela della sicurezza stradale ed i princìpi ed i
criteri direttivi della legge 13 giugno 1991, n. 190 (legge di
delega al Governo per la revisione delle norme concernenti la
disciplina della circolazione stradale), contraddice gli
stessi nel consentire solo forme di pubblicità che non
distraggano l'attenzione degli utenti della strada. A nessuno
sfugge infatti che la pubblicità non avrebbe motivo di
esistere se non riuscisse a catturare l'attenzione del
potenziale consumatore od utente; l'efficacia del messaggio
pubblicitario è pertanto inevitabilmente legata alla sua
capacità di superare la barriera di indifferenza della quale
ognuno si serve per difendere la propria sfera emotiva.
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Viviamo in un'epoca in cui l'individuo è sottoposto
continuamente a messaggi pubblicitari di ogni tipo e la difesa
della privacy costa sempre più energie e sacrifici; le
ditte pubblicitarie, di conseguenza, costruiscono cartelloni
pubblicitari sempre più grandi, colorati e spettacolari,
collocandone sequenze interminabili ai margini delle strade
per rendere il messaggio più incisivo; in tal modo si
pregiudica gravemente il godimento degli splendidi paesaggi
italiani, la cui bellezza richiama milioni di turisti da ogni
parte del mondo.
La tutela del patrimonio paesaggistico nazionale, prevista
dall'articolo 9, secondo comma, della Costituzione, continua
ad essere ignorata sia in sede legislativa che regolamentare,
come dimostrano le modifiche approvate dal Governo
all'articolo 51 (Ubicazione degli impianti pubblicitari lungo
le strade e le fasce di pertinenza) del regolamento di
esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 16
dicembre 1992, n. 495.
L' iter formativo di tale articolo ha rispecchiato in
pieno la debolezza di alcuni ambienti politici, che hanno
preferito assecondare le rivendicazioni delle aziende
pubblicitarie ritoccando, in senso ad esse favorevole, i
limiti previsti dal testo provvisorio.
La disciplina attuale non è pertanto sufficientemente
garantista nei confronti del patrimonio paesaggistico italiano
ed è giunto il momento di accogliere le giuste richieste di
decine di migliaia di italiani che, attraverso l'incessante
attività delle associazioni WWF, Verdi Ambiente e Società ed
Italia Nostra, sollecitano, fin dagli anni Sessanta, il
divieto assoluto della pubblicità lungo ed in vista delle
strade extraurbane.
A livello locale tali istanze hanno incontrato un
soddisfacente riscontro politico
già in tre province, (Trento, Bolzano ed Arezzo) che hanno
coraggiosamente rinunciato agli introiti della pubblicità
decidendo di privilegiare la sicurezza degli utenti stradali e
la tutela del paesaggio.
Questo intollerabile oltraggio alla sensibilità degli
italiani produce inoltre un notevole danno economico in
termini turistici: R. Moses, soprintendente ai parchi di New
York, parlando del paesaggio italiano, affermava già nel
lontano 1958 che "la campagna è stata sepolta dietro due file
ininterrotte di cartelli pubblicitari. Gli italiani, per quel
che mi consta, sono andati oltre i limiti raggiunti in questo
campo da qualsiasi altro paese civile" ("Notiziario del
Turismo", 10 gennaio 1958).
In Europa, questa distanza dai Paesi civili è ancora
maggiore perché le legislazioni di quasi tutti i Paesi europei
(Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio, Svizzera, Spagna,
eccetera) impediscono lo scempio dei panorami, di gran lunga
meno famosi dei nostri, dovuto all'installazione di cartelloni
ed altri mezzi pubblicitari.
Invitiamo pertanto il Parlamento a porre fine a questa
vergognosa situazione, che si protrae ormai da decine di anni,
approvando la presente proposta di legge, che estende a tutte
le strade extraurbane - principali, secondarie e locali - il
divieto di qualsiasi forma di pubblicità lungo ed in vista di
esse, attualmente previsto solo per quelle principali, per le
autostrade e per gli itinerari internazionali.
Onorevoli colleghi, una rapida approvazione della presente
proposta di legge potrà restituire in tempi brevi ai cittadini
il pieno godimento di un patrimonio che ci viene invidiato da
tutto il mondo, permettendo inoltre una guida più sicura e
meno stressante.
Ci auguriamo, quindi, che il più ampio concorso delle forze
politiche porti al più presto alla discussione ed
all'approvazione del testo che proponiamo.
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