| Onorevoli Colleghi! -- L'alcoldipendenza sembra destinata a
rimanere uno dei più gravi problemi sociali, medici e
psicologici del nostro Paese se non si interviene in tempo e
con misure adeguate. Pur essendovi normative a livello
regionale, non esiste ancora nel nostro Paese una leggequadro
nazionale che dia direttive unificate sugli interventi da
attivare per la prevenzione, la cura e il reinserimento
dell'alcoldipendente.
Fino a qualche decennio fa l'alcolismo poteva considerarsi
relegato a quelle aree geografiche dove la produzione di vino
faceva parte dell'economia del luogo e quindi il bere era
inserito in una ritualità. Attualmente non si parla più di
consumo di solo vino: nel tempo si sono fatti strada i
superalcolici, gli aperitivi, gli amari e la birra. Ognuno di
questi ha creato così dei
target a cui inviare il proprio messaggio e, vista la
disponibilità del prodotto, visto il modo intrigante con cui
viene offerto, tutte le fasce di età risultano essere
interessate al problema, dagli adolescenti agli adulti, in un
continuum senza interruzione di ogni condizione sociale
ed economica. Interessante è l'incremento dell'alcolismo al
femminile: un alcolista su tre è donna, e la categoria
maggiormente colpita è quella delle casalinghe, oggetto di
particolari messaggi distorcenti la realtà e la loro
condizione; da una indagine conoscitiva di un'associazione
privata risulta che il 10 per cento del campione intervistato
si definiva "forte bevitrice".
La cifra di 30.000 morti l'anno per cause alcool-correlate
rilevate dalle associazioni che lottano contro l'alcolismo e
quella di 17.000 rilevata dall'ISTAT sono
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ormai obsolete (risalgono al 1989), ma le sole che indichino
la gravità del problema (salvo fare riferimento a statistiche
recenti ma altrettanto inattendibili perché pilotate dalle
associazioni tra i produttori di vino e i produttori di birra
e malto): la cirrosi epatica, la psicosi alcolica, i tumori
maligni dell'apparato gastro-esofageo sono tra i danni fisici
irreversibili che l'abuso di alcool comporta; gli omicidi, i
suicidi, la violenza in famiglia, gli incidenti sul lavoro e
quelli stradali sono le più gravi tra le conseguenze sociali.
Ingenti sono i costi economici sostenuti ogni anno per gli
interventi di cura, se si calcola che il costo medio
giornaliero individuale di una degenza ospedaliera è di
600.000 lire e nel 1988 (ultimo dato ISTAT) i ricoveri per
dipendenza dall'alcool sono stati 3.753, di cui ben 1.011
primi ricoveri! Nonostante quindi la problematica si presenti
con requisiti così gravi, scarso è stato finora l'interesse
riservatole, dal momento che essa è stata sempre associata, e
quindi trattata in subordine, al fenomeno della
tossicodipendenza.
Prevenzione quindi attraverso il coinvolgimento degli enti
locali, quali regioni, province, comuni, che si faranno carico
a loro volta con gli organismi competenti - unità sanitarie
locali, associazioni di volontariato, cooperative sociali,
sindacati, organismi scolastici, operanti ognuno nel proprio
ambito di competenza - di attività volte alla prevenzione
attraverso programmi di educazione, informazione, formazione e
sensibilizzazione sul problema dell'alcoldipendenza.
La presente proposta di legge, partendo dal recepimento
delle risoluzioni del Parlamento europeo e del Consiglio
d'Europa, intende affrontare il problema dell'alcolismo sotto
il profilo del recupero dei soggetti alcoldipendenti e
dell'informazione sul problema attraverso l'opera di
prevenzione.
Gli interventi per la prevenzione, la cura e la
riabilitazione degli stati o condizioni patologiche correlati
all'uso di bevande alcoliche sono affidati alle direttive del
Ministro della sanità, anche sulla base del decreto
ministeriale 3 agosto 1993, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 23 agosto 1993, n. 197.
Ai fini dell'informazione e dei relativi interventi nei
rispettivi settori vengono coinvolti i Ministeri della
pubblica istruzione, di grazia e giustizia (per quanto
riguarda i detenuti), della difesa, dell'industria, del
commercio e dell'artigianato in relazione alle etichette dei
contenitori di bevande alcoliche, e il Ministero dei trasporti
e della navigazione per evidenziare la pericolosità nella
conduzione di veicoli in rapporto al consumo di alcolici.
Il Ministro per gli affari sociali interviene rispetto ai
piani socio-assistenziali regionali affinché in questi ultimi
siano previsti interventi per comunità-alloggio, dormitori,
pronto intervento, eccetera. Le associazioni di volontariato
che operano nel settore dell'assistenza agli alcolisti sono
riconosciute e ricevono il sostegno degli enti locali.
Le regioni sono chiamate ad attuare le direttive del
Ministro della sanità attraverso l'adozione di normative
regionali che provvedono alla promozione della salute, alla
prevenzione, alla riabilitazione e al reinserimento dei
soggetti con problemi e patologie alcolcorrelate. Le unità
sanitarie locali svolgono un ruolo di primaria importanza
nell'applicazione delle normative statali e regionali.
Il ruolo del medico e del pediatra di base sono
espressamente previsti quale supporto alle unità sanitarie
locali.
E' prevista anche l' équipe per l'alcoldipendenza
definita dal Ministro della sanità, sentita la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano. L' équipe per
l'alcoldipendenza opera nell'ambito delle unità sanitarie
locali, in ambito ospedaliero o in istituto di ricovero e
cura.
Presso il Ministero della sanità viene istituita una
Consulta nazionale sull'alcolismo.
L'articolo 10 della proposta di legge in esame prevede
norme che disciplinano la pubblicità degli alcolici. Infine
l'articolo 11 prevede che il finanziamento della prevenzione,
cura, reinserimento sociale e rilevazione
statistico-epidemiologica dell'alcoldipendenza avvenga
attraverso una somma proveniente degli introiti fiscali
derivanti dal commercio di bevande alcoliche.
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