| Onorevoli Colleghi! -- Il Corpo forestale dello Stato, un
organismo di circa 9.000 uomini, oltre alle competenze
relative alla sorveglianza sulla gestione dei circa otto
milioni di ettari di boschi e foreste e alle incombenze
relative al vincolo idrogeologico, ha assunto compiti che
vanno dal controllo sulla integrità del territorio
all'applicazione della normativa vigente in materia di tutela
e salvaguardia del paesaggio, sorveglianza nei parchi e
riserve, tutela del patrimonio naturale, tutela della flora e
della fauna selvatiche, vigilanza sull'applicazione delle
convenzioni internazionali aventi per oggetto la flora e la
fauna in pericolo. Basterebbe solo ricordare la decisa azione
antibracconaggio espletata sia sullo Stretto di Messina che
nell'isola di Palmarola e nelle alte valli bresciane per
comprendere la necessità di poter disporre di un Corpo
ben addestrato, diffuso su tutto il territorio, dotato di un
comando centralizzato e disponibile a collaborare, con
apposite convenzioni, già in atto, con le regioni.
In base a queste considerazioni e paventando uno
smembramento o, peggio, una eliminazione del Corpo forestale
dello Stato, basandosi anche sulle nuove professionalià del
Corpo, si è prevista con la presente proposta di legge la sua
trasformazione in Corpo forestale ed ambientale dello Stato
(CFAS), alle dipendenze del Ministero dell'ambiente, con le
competenze e la struttura di cui si parlerà più avanti.
La novità rispetto alla situazione attuale ed a proposte di
legge analoghe sta nel riconoscimento, nell'ambito dell'azione
di sorveglianza e di controllo, dell'opera insostituibile
delle guardie volontarie, dipendenti da numerosi enti od
organizzazioni,
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nella tutela delle risorse naturali del territorio.
Guardie giurate delle associazioni ambientaliste, guardie
ecologiche di province e regioni, agenti venatori provinciali
e facenti capo ad associazioni venatorie, guardiapesca,
guardie zoofile, dispersi in mille diverse strutture, spesso
incontrollabili e dall'attività sconosciuta o misconosciuta,
verrebbero, col provvedimento al vostro esame, ad essere
inquadrati e regolamentati secondo precise norme. In più, i
giovani in servizio di leva potranno espletare i loro obblighi
militari all'interno del Corpo forestale ed ambientale dello
Stato come guardie forestali ed ambientali ausiliarie,
affiancando quelle dipendenti dal Ministero dell'ambiente.
Si pensa in questa maniera di dare organizzazione ed
efficienza ad un personale già oggi operante, senza però un
coordinamento e spesso privo di una professionalità,
prerogativa indispensabile a chi operi nel campo della
vigilanza sul territorio.
Nell'articolo 1, al comma 1, si prevede il cambio di
denominazione del Corpo, da Corpo forestale dello Stato a
Corpo forestale ed ambientale dello Stato, proprio per
rimarcare l'ampliamento delle competenze in materia di
sorveglianza ambientale sancito dal comma 2 del medesimo
articolo. L'articolo 2, oltre a individuare il Corpo fra le
forze di polizia dello Stato, contiene l'indicazione dei
compiti. L'articolo 3 disciplina i rapporti fra il Corpo, le
altre amministrazioni pubbliche e le regioni per quanto
riguarda la vigilanza sulla osservanza delle norme nelle
materie di competenza delle regioni. L'articolo 4 suddivide il
personale in permanente, volontario e ausiliario. Tale norma,
come è stato rilevato in altra parte della presente relazione,
istituendo il quadro volontario, costituisce una vera novità e
consente di regolarizzare un settore che vive, ormai, nella
più totale assenza di qualsivoglia disciplina uniforme.
L'articolo 5 riguarda l'ordinamento del Corpo. L'articolo 6
attribuisce al personale le qualifiche di ufficiale ed agente
di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. L'articolo 7,
infine, delega al Governo l'emanazione di norme
sull'organizzazione del Corpo e sul trattamento economico.
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