| Onorevoli Colleghi! -- In tutto il Paese ancora si
realizzano nuove tangenziali, terze corsie, complanari,
bretelle, incentivando la mobilità privata a scapito del
trasporto pubblico che va potenziato e riorganizzato,
privilegiando sistemi di mobilità a guida vincolata, le
ferrovie metropolitane, ripristinando le linee dismesse, e gli
altri modi di trasporto pubblici, le biciclette e i veicoli a
più basso impatto ambientale.
E' perciò necessario:
1) fermare le autostrade e la viabilità di grande
comunicazione. Procedere solo ad interventi di manutenzione
messa in atto per sicurezza e ammodernamento della rete
statale, escludendo i potenziamenti. Sono le strategie
necessarie per fermare l'incremento del traffico motorizzato,
l'inquinamento atmosferico, il rumore, il consumo energetico e
la viabilità in ambito urbano;
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2) destinare finanziamenti e risorse alle alternative
intelligenti e pulite. Risanare e potenziare le ferrovie,
migliorare l'efficienza di tutto il servizio, aumentare la
velocità dell'intera rete, potenziare in modo significativo il
trasporto merci, risanare le linee di interesse locale. La
realizzazione di nuove linee non deve essere affidata a
società concessionarie private, perché le Ferrovie dello Stato
S.p.a. non devono rinunciare al proprio ruolo di governo,
controllo e gestione. Organizzare e finanziare il trasporto
cabotiero, utilizzando la portualità esistente ed integrandola
con il sistema dei trasporti. In ambito urbano predisporre
reti integrate per il trasporto pubblico collettivo:
metropolitane, tramvie veloci di superfice e altri mezzi a
trazione elettrica, taxi a chiamata, car pooling, reti
di piste ciclabili; adottare politiche di tassazione per
scoraggiare l'utilizzo della strada e la sosta. Realizzare
esclusivamente parcheggi di interscambio, impedire la
costruzione di nuovi parcheggi attrattori di traffico a
ridosso delle zone centrali, favorire la creazione di zone a
traffico limitato e pedonalizzate;
3) sottoporre qualsiasi intervento sulla viabilità a
valutazione di impatto ambientale (VIA);
4) promuovere indagini epidemiologiche su tutti i fattori
di rischio legati al traffico motorizzato, non limitandosi ai
parametri usuali (NO, CO, SO2, idrocarburi). Realizzare reti
di monitoraggio estese per qualità e quantità dei parametri
degli inquinanti di riferimento, collegandole a provvedimenti
di restrizione del traffico (allarme smog);
5) agire sul piano culturale contro il mito della
mobilità illimitata, il trasporto delle merci sulle lunghe
distanze, favorendo economie di produzione e consumo in ambito
locale. Abbassare i limiti di velocità per ridurre
l'incidentalità sulle strade, lo spreco energetico, il rumore
e favorire la vivibilità.
Le automobili ci abbagliavano un tempo con la promessa di
un mondo fatto di velocità, libertà e comodità, in cui
avrebbero trasportato come per magia le persone ovunque ci
fossero delle strade adatte. Se si considerano queste
allettanti caratteristiche, non sorprende il fatto che in
tutto il mondo la gente abbia con entusiasmo fatto proprio il
sogno di possedere un'automobile. Ma, dopo aver incentrato i
propri sistemi di trasporto sull'uso delle auto, la società
deve ora affrontare una realtà molto meno piacevole poiché gli
svantaggi derivanti da un eccessivo affidamento su questo
mezzo ne stanno superando i vantaggi. I problemi sono numerosi
e diffusi in quanto la congestione del traffico e
l'inquinamento dall'aria affliggono tutte le grandi città,
mentre la dipendenza dall'approvvigionamento del petrolio
rende più vulnerabili le economie dei vari Paesi. E' sempre
più difficile vivere in città le cui strade sono state
costruite pensando alle automobili e non agli abitanti. Si
sente la necessità di un nuovo orientamento, più razionale nel
settore dei trasporti in modo da fare occupare nuovamente alle
auto il loro giusto posto nelle città, vale a dire come uno
tra i tanti possibili mezzi per spostarsi. Gli autobus e i
treni sono più adatti dei veicoli privati ad occupare la
posizione centrale di un sistema di trasporto, soprattutto
nelle aree urbane dove il traffico è più intenso. I mezzi
pubblici occupano meno spazio e consumano energia in modo più
efficiente delle auto, senza contare che inquinano
notevolmente di meno in rapporto al numero di persone
trasportate. In questo nuovo contesto, la mobilità del singolo
cittadino sarebbe garantita dagli spostamenti a piedi e in
bicicletta, che verrebbero così a svolgere un ruolo
determinante e complementare a quello del trasporto pubblico.
Questi sistemi di locomozione non a motore avrebbero in sé un
potenziale notevole, tale da coprire una notevole quota degli
spostamenti; a patto però che le amministrazioni cittadine si
occupino anche delle necessità dei pedoni e dei ciclisti. Per
favorire e incentivare questi modi di trasporto ecologici
proponiamo il presente progetto di legge per la realizzazione
di percorsi ciclabili integrati.
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I nuovi strumenti urbanistici comunali e i relativi piani
di attuazione dovranno prevedere sedi viabili proprie dedicate
al traffico ciclistico in contiguità alle strutture viarie e
finalizzate alla costituzione di una rete di percorsi che
consentano, in condizioni di sicurezza, la più ampia mobilità
degli utenti, particolarmente nell'ambito dei centri abitati.
Una quota non inferiore al 10 per cento della superficie
destinata ai parcheggi auto, adeguatamente attrezzata, dovrà
essere riservata al parcheggio di biciclette. Dovranno inoltre
essere previsti parcheggi riservati alle biciclette,
adeguatamente attrezzati, in corrispondenza dei centri
intermodali di trasporti pubblici. Si dovranno stabilire
accordi e convenzioni con le Ferrovie dello Stato s.p.a. e con
le aziende di trasporto pubblico interurbano per promuovere il
trasporto della bicicletta al seguito di treni e autobus e
altre forme di trasporto intermodale volte alla reciproca
integrazione tra bicicletta e mezzo pubblico.
Gli obiettivi della presente proposta sono:
il miglioramento dello standard di sicurezza
infrastrutturale esistente;
la realizzazione di una intera rete protetta che colleghi
i maggiori centri di interesse, di attività, di servizi delle
città; la riduzione del traffico interno al centro della
città, tramite la realizzazione di parcheggi intermodali
dotati di biciclette da affidare agli utenti;
la definizione della circolazione pedonale-ciclistica e
motorizzata all'interno del centro storico;
la realizzazione di una rete ciclabile nel verde per il
tempo libero; previsione di piste ciclabili lungo le strade
extraurbane in progettazione, in considerazione della
pericolosità derivante dalla velocità e dal tipo dei veicoli
che principalmente ne dovrebbero usufruire;
la realizzazione di collegamenti ciclabili fra comuni.
Il piano per la circolazione su due ruote deve, per
rispondere ai bisogni, soddisfare le seguenti tre
condizioni:
a) consentire la maggior parte degli spostamenti su
due ruote, sia in riferimento ai motivi degli spostamenti:
lavoro, acquisti, scuola, visite, tempo libero eccetera, sia
per quanto riguarda il rapporto tra punto di origine e
destinazione; tutti i quartieri della città devono poter
comunicare tra loro attraverso un itinerario protetto e
sistematico;
b) offrire buone condizioni di sicurezza agli
utilizzatori;
c) favorire le due ruote come modo di spostamento
integrato nella vita della città e cioè: i tragitti devono
essere i più brevi possibili e gli itinerari devono comportare
un certo gradimento che incoraggi la loro utilizzazione.
L'articolo 1 definisce le finalità generali della legge e
detta condizioni per il loro rispetto negli atti di
programmazione e pianificazione territoriale in materia di
viabilità e trasporti delle regioni e degli enti locali. Le
disposizioni dettate dall'articolo 2 si riferiscono ai piani
regionali dei trasporti e ai relativi piani di attuazione,
agli accordi e alle convenzioni con le Ferrovie dello Stato
s.p.a. e con le aziende di trasporto pubblico interurbano e
alle modalità di finanziamento dei progetti dimostrativi da
parte delle regioni. Le caratteristiche tecniche dei percorsi
ciclabili sono elencate dall'articolo 3, mentre all'articolo 4
si definisce il programma di tali percorsi, in modo da
incentivare l'uso quotidiano della bicicletta come mezzo per
il trasporto ordinario. Le quote previste per i contibuti
regionali sono stabilite dall'articolo 5 e la consultazione
degli enti locali interessati, delle associazioni
ambientaliste e delle associazioni ciclistiche dall'articolo
6. Gli ultimi due articoli si occupano dell'aggiornamento dei
regolamenti edilizi con norme per la previsione dei parcheggi
(articolo 7), e delle norme transitorie (articolo 8).
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