Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


1965
DDL0123-0002
Progetto di legge Camera n. 123 - testo presentato - (DDL12-123)
(suddiviso in 10 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C123. TESTIPDL
...C123.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC123 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- In tutto il Paese ancora si
  realizzano nuove tangenziali, terze corsie, complanari,
  bretelle, incentivando la mobilità privata a scapito del
  trasporto pubblico che va potenziato e riorganizzato,
  privilegiando sistemi di mobilità a guida vincolata, le
  ferrovie metropolitane, ripristinando le linee dismesse, e gli
  altri modi di trasporto pubblici, le biciclette e i veicoli a
  più basso impatto ambientale.
    E' perciò necessario:
      1) fermare le autostrade e la viabilità di grande
  comunicazione.  Procedere solo ad interventi di manutenzione
  messa in atto per sicurezza e ammodernamento della rete
  statale, escludendo i potenziamenti.  Sono le strategie
  necessarie per fermare l'incremento del traffico motorizzato,
  l'inquinamento atmosferico, il rumore, il consumo energetico e
  la viabilità in ambito urbano;
 
                               Pag. 2
 
      2) destinare finanziamenti e risorse alle alternative
  intelligenti e pulite.  Risanare e potenziare le ferrovie,
  migliorare l'efficienza di tutto il servizio, aumentare la
  velocità dell'intera rete, potenziare in modo significativo il
  trasporto merci, risanare le linee di interesse locale.  La
  realizzazione di nuove linee non deve essere affidata a
  società concessionarie private, perché le Ferrovie dello Stato
  S.p.a. non devono rinunciare al proprio ruolo di governo,
  controllo e gestione.  Organizzare e finanziare il trasporto
  cabotiero, utilizzando la portualità esistente ed integrandola
  con il sistema dei trasporti.  In ambito urbano predisporre
  reti integrate per il trasporto pubblico collettivo:
  metropolitane, tramvie veloci di superfice e altri mezzi a
  trazione elettrica, taxi a chiamata,  car pooling,  reti
  di piste ciclabili; adottare politiche di tassazione per
  scoraggiare l'utilizzo della strada e la sosta.  Realizzare
  esclusivamente parcheggi di interscambio, impedire la
  costruzione di nuovi parcheggi attrattori di traffico a
  ridosso delle zone centrali, favorire la creazione di zone a
  traffico limitato e pedonalizzate;
      3) sottoporre qualsiasi intervento sulla viabilità a
  valutazione di impatto ambientale (VIA);
      4) promuovere indagini epidemiologiche su tutti i fattori
  di rischio legati al traffico motorizzato, non limitandosi ai
  parametri usuali (NO, CO, SO2, idrocarburi).  Realizzare reti
  di monitoraggio estese per qualità e quantità dei parametri
  degli inquinanti di riferimento, collegandole a provvedimenti
  di restrizione del traffico (allarme  smog);
      5) agire sul piano culturale contro il mito della
  mobilità illimitata, il trasporto delle merci sulle lunghe
  distanze, favorendo economie di produzione e consumo in ambito
  locale.  Abbassare i limiti di velocità per ridurre
  l'incidentalità sulle strade, lo spreco energetico, il rumore
  e favorire la vivibilità.
    Le automobili ci abbagliavano un tempo con la promessa di
  un mondo fatto di velocità, libertà e comodità, in cui
  avrebbero trasportato come per magia le persone ovunque ci
  fossero delle strade adatte.  Se si considerano queste
  allettanti caratteristiche, non sorprende il fatto che in
  tutto il mondo la gente abbia con entusiasmo fatto proprio il
  sogno di possedere un'automobile.  Ma, dopo aver incentrato i
  propri sistemi di trasporto sull'uso delle auto, la società
  deve ora affrontare una realtà molto meno piacevole poiché gli
  svantaggi derivanti da un eccessivo affidamento su questo
  mezzo ne stanno superando i vantaggi.  I problemi sono numerosi
  e diffusi in quanto la congestione del traffico e
  l'inquinamento dall'aria affliggono tutte le grandi città,
  mentre la dipendenza dall'approvvigionamento del petrolio
  rende più vulnerabili le economie dei vari Paesi.  E' sempre
  più difficile vivere in città le cui strade sono state
  costruite pensando alle automobili e non agli abitanti.  Si
  sente la necessità di un nuovo orientamento, più razionale nel
  settore dei trasporti in modo da fare occupare nuovamente alle
  auto il loro giusto posto nelle città, vale a dire come uno
  tra i tanti possibili mezzi per spostarsi.  Gli autobus e i
  treni sono più adatti dei veicoli privati ad occupare la
  posizione centrale di un sistema di trasporto, soprattutto
  nelle aree urbane dove il traffico è più intenso.  I mezzi
  pubblici occupano meno spazio e consumano energia in modo più
  efficiente delle auto, senza contare che inquinano
  notevolmente di meno in rapporto al numero di persone
  trasportate.  In questo nuovo contesto, la mobilità del singolo
  cittadino sarebbe garantita dagli spostamenti a piedi e in
  bicicletta, che verrebbero così a svolgere un ruolo
  determinante e complementare a quello del trasporto pubblico.
  Questi sistemi di locomozione non a motore avrebbero in sé un
  potenziale notevole, tale da coprire una notevole quota degli
  spostamenti; a patto però che le amministrazioni cittadine si
  occupino anche delle necessità dei pedoni e dei ciclisti.  Per
  favorire e incentivare questi modi di trasporto ecologici
  proponiamo il presente progetto di legge per la realizzazione
  di percorsi ciclabili integrati.
 
                               Pag. 3
 
    I nuovi strumenti urbanistici comunali e i relativi piani
  di attuazione dovranno prevedere sedi viabili proprie dedicate
  al traffico ciclistico in contiguità alle strutture viarie e
  finalizzate alla costituzione di una rete di percorsi che
  consentano, in condizioni di sicurezza, la più ampia mobilità
  degli utenti, particolarmente nell'ambito dei centri abitati.
  Una quota non inferiore al 10 per cento della superficie
  destinata ai parcheggi auto, adeguatamente attrezzata, dovrà
  essere riservata al parcheggio di biciclette.  Dovranno inoltre
  essere previsti parcheggi riservati alle biciclette,
  adeguatamente attrezzati, in corrispondenza dei centri
  intermodali di trasporti pubblici.  Si dovranno stabilire
  accordi e convenzioni con le Ferrovie dello Stato s.p.a. e con
  le aziende di trasporto pubblico interurbano per promuovere il
  trasporto della bicicletta al seguito di treni e autobus e
  altre forme di trasporto intermodale volte alla reciproca
  integrazione tra bicicletta e mezzo pubblico.
    Gli obiettivi della presente proposta sono:
      il miglioramento dello  standard  di sicurezza
  infrastrutturale esistente;
      la realizzazione di una intera rete protetta che colleghi
  i maggiori centri di interesse, di attività, di servizi delle
  città; la riduzione del traffico interno al centro della
  città, tramite la realizzazione di parcheggi intermodali
  dotati di biciclette da affidare agli utenti;
      la definizione della circolazione pedonale-ciclistica e
  motorizzata all'interno del centro storico;
      la realizzazione di una rete ciclabile nel verde per il
  tempo libero; previsione di piste ciclabili lungo le strade
  extraurbane in progettazione, in considerazione della
  pericolosità derivante dalla velocità e dal tipo dei veicoli
  che principalmente ne dovrebbero usufruire;
      la realizzazione di collegamenti ciclabili fra comuni.
    Il piano per la circolazione su due ruote deve, per
  rispondere ai bisogni, soddisfare le seguenti tre
  condizioni:
        a)  consentire la maggior parte degli spostamenti su
  due ruote, sia in riferimento ai motivi degli spostamenti:
  lavoro, acquisti, scuola, visite, tempo libero eccetera, sia
  per quanto riguarda il rapporto tra punto di origine e
  destinazione; tutti i quartieri della città devono poter
  comunicare tra loro attraverso un itinerario protetto e
  sistematico;
        b)  offrire buone condizioni di sicurezza agli
  utilizzatori;
        c)  favorire le due ruote come modo di spostamento
  integrato nella vita della città e cioè: i tragitti devono
  essere i più brevi possibili e gli itinerari devono comportare
  un certo gradimento che incoraggi la loro utilizzazione.
    L'articolo 1 definisce le finalità generali della legge e
  detta condizioni per il loro rispetto negli atti di
  programmazione e pianificazione territoriale in materia di
  viabilità e trasporti delle regioni e degli enti locali.  Le
  disposizioni dettate dall'articolo 2 si riferiscono ai piani
  regionali dei trasporti e ai relativi piani di attuazione,
  agli accordi e alle convenzioni con le Ferrovie dello Stato
  s.p.a. e con le aziende di trasporto pubblico interurbano e
  alle modalità di finanziamento dei progetti dimostrativi da
  parte delle regioni.  Le caratteristiche tecniche dei percorsi
  ciclabili sono elencate dall'articolo 3, mentre all'articolo 4
  si definisce il programma di tali percorsi, in modo da
  incentivare l'uso quotidiano della bicicletta come mezzo per
  il trasporto ordinario.  Le quote previste per i contibuti
  regionali sono stabilite dall'articolo 5 e la consultazione
  degli enti locali interessati, delle associazioni
  ambientaliste e delle associazioni ciclistiche dall'articolo
  6.  Gli ultimi due articoli si occupano dell'aggiornamento dei
  regolamenti edilizi con norme per la previsione dei parcheggi
  (articolo 7), e delle norme transitorie (articolo 8).
 
DATA=940415 FASCID=DDL12-123 TIPOSTA=DDL LEGISL=12 NCOMM= SEDE=PR NSTA=0123 TOTPAG=0009 TOTDOC=0010 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=019 PAGFIN=0003 RIGFIN=070 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=3 SORTRES= SORTDDL=012300 00 FASCIDC=12DDL0123 SORTNAV=0012300 000 00000 ZZDDLC123 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



Ritorna al menu della banca dati