| Onorevoli Colleghi! -- In che modo si potrà avviare
l'auspicata stagione costituente? Sarà questo il tema
fondamentale all'inizio di questa dodicesima legislatura.
D'altra parte l'impegno di riscrivere la Costituzione è stato
assunto da tutte le forze politiche ed è dunque necessario dar
seguito alle molte promesse per passare, con le necessarie
riforme, dalla prima alla seconda Repubblica. La presente
proposta di legge costituzionale, già presentata in chiusura
della scorsa legislatura, rappresenta un cammino possibile,
che prevede tra l'altro un pieno coinvolgimento delle
regioni.
Lo schema della proposta è molto semplice. Nell'articolo 1
si prevede una deroga all'articolo 138 della Costituzione, la
cui limitatezza temporale è ulteriormente chiarita
dall'articolo 2. Sempre nell'articolo
1 si assegna un ruolo rilevante alle Commissioni affari
costituzionali di Camera e Senato, prevedendo che i Presidenti
delle Assemblee adottino intese che consentano una divisione
delle materie tra le due Camere. Nuovo è il contenuto del
comma 2 dell'articolo 1, che prevede (creando un certo
equilibrio tra parlamentari e rappresentanti regionali) che ai
lavori di Commissione e di Aula partecipino, in entrambi i
rami del Parlamento, due delegati eletti dalle regioni. Non
potrebbe che essere questo il modo di conferire alla "Seconda
Repubblica" una connotazione autenticamente federalista, che
veda nella fase costituente una forte presenza delle regioni
che sia di stimolo e dia il senso di una riforma di sostanza
che deve essere prezzo di una corale e partecipata volontà
costituente.
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