| Onorevoli Colleghi! -- La proposta di legge in esame si
inserisce nel dibattito, che si svolge da decenni e che ha
avuto ultimamente toni molto accesi, sul voto dei cittadini
italiani all'estero ed è il frutto di un dibattito svolto in
seno al consiglio regionale della Valle d'Aosta.
Purtroppo però, per quanto il tema sia stato più volte
sviscerato, varie ragioni ed opportunità hanno impedito di
concretizzare in legge le numerose iniziative succedutesi in
tutte le legislature, compresa - a nostro avviso per fortuna -
la bizzarria delle circoscrizioni estere. Nei tre articoli
della attuale proposta si sceglie anzitutto la strada, già
percorsa in molti Paesi, del voto per corrispondenza, che
sembra rispondere in maniera opportuna alle necessità. In
secondo luogo si opera attraverso lo strumento di una delega
al Governo. L'emigrazione italiana all'estero ha una
sua valenza importante, sia essa antica o recente,
soprattutto - come nel caso dell'emigrazione dalle zone alpine
- se essa ha mantenuto stretti legami con la terra di origine,
continuando ad interessarsi anche alle vicende politiche, ma
con difficoltà di esprimere il principale diritto-dovere di un
cittadino, quello di poter esprimere il proprio voto in tutti
i diversi livelli di confronto democratico. La proposta di
legge in oggetto persegue questo scopo e potrebbe essere uno
strumento per dimostrare, al di là di una certa retorica, un
interesse reale per quell'emigrazione attiva e consapevole che
non ha, con scelta difficile, rotto i legami con il Paese
d'origine e che deve perciò ottenere un riconoscimento, quale
la possibilità reale di votare.
Nella legge si disciplina anche il caso degli elettori
temporaneamente all'estero ed impossibilitati a votare in
Italia.
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