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Onorevoli Colleghi! -- La figura di Federico II, tra i
principi svevi, è certamente quella più legata ai destini
d'Italia e del regno di Sicilia, che egli ereditò dalla madre
Costanza d'Altavilla e che preferì, ai domini germanici,
eleggendolo a "terra diletta". Egli nacque a Jesi il 26
dicembre 1194 da Costanza d'Altavilla e Enrico VI di Svevia,
figlio di Federico Barbarossa. Nacque in tale città non a
caso, ma per scelta di Costanza, come è stato documentato, che
riteneva la città più sicura della vicina Ancona e la
considerava più fedele agli Svevi. Imperatore del Sacro Romano
Impero, re di Sicilia, Germania, Borgogna, Gerusalemme, uomo
di vasta e complessa cultura, egli è ancor oggi oggetto di
ricerche appassionate. Federico II condensò in sé idee diverse
di sovranità, che permearono le regalità medioevali: l'idea di
re come "unto dal Signore", il cui modello è il re biblico
David; la concezione germanica del re guerriero che è duce di
umana élite aristocratica; infine l'archetipo romano
dell'autorità imperiale. Per lui la regalità temporale non era
un beneficio concesso al sovrano tramite il pontefice, per cui
dedicò la sua attività politica a imprimere al suo regno una
forma nuova, quella di un edificio statuale in cui poter
esprimere un concetto di regalità fondata sul diritto e cioè
"iuricentrico", come dice lo storico Kantorowicz. I suoi
modelli furono: Giustiniano, al quale guardò nel promulgare a
Melfi nel 1231 le Costituzioni, cioè un corpo di diritto
pubblico e amministrativo per il regno di Sicilia che
abbracciava leggi normanne, decreti imperiali e nuove leggi;
Augusto, per la missione di rinnovare la pax augusta e
l'ordine divino del mondo, fino ad arrivare all'emissione
delle "monete augustali"; Cesare,
per la sovranità innovativa e conservatrice nello
stesso tempo. Nel suo Stato egli amministrava la iustitia
come un sacramento e la sua corte fece germogliare varie
nuove accademie, in cui fiorirono la poesia, il culto dei
classici, le scienze matematiche, l'alchimia e l'ornitologia.
Nel 1224 fondò l'Università di Napoli - la prima università
statale - sottraendo al papato la prerogativa di riconoscere
alle varie sedi lo stato e la dignità di vere e proprie
università, per la formazione di giuristi esperti al servizio
del regno e dell'impero. L'Università di Napoli doveva essere
una sorta di anti-Bologna, dove prevaleva lo spirito
libertario e comunale. La personalità di Federico II
giganteggia ancora oggi anche per i contrasti e conflitti di
cui fu protagonista, ma soprattutto per la sua modernità,
dovuta in primo luogo alla sua concezione spirituale dei
poteri e inoltre alla sua considerazione dell'unità nazionale.
Tutto ciò supporta le iniziative parlamentari, che vanno nel
senso di proteggere la memoria storica del Paese.
Il tema delle celebrazioni dell'anniversario della nascita
di Federico II era stato oggetto nel corso dell'XI legislatura
di numerosi progetti di legge. In particolare, la Commissione
istruzione del Senato aveva approvato, in sede deliberante, un
progetto di legge (AS 1401 De Rosa ed altri), poi assegnato in
sede referente alla Commissione cultura della Camera (AC 3253)
congiuntamente ad altre proposte di iniziativa parlamentare
sul medesimo argomento. La Commissione deliberò quindi la
costituzione di un Comitato ristretto che predispose un testo
poi adottato come testo-base; venne richiesto quindi ed
ottenuto il trasferimento in sede legislativa, ma l' iter
non si concluse per l'anticipato
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scioglimento delle Camere. Su quel testo si era realizzato il
consenso di tutti i gruppi; soltanto il gruppo della lega
nord, infatti, aveva rilevato l'opportunità di non limitare le
celebrazioni solo ad alcune zone del territorio nazionale, ma
di estenderle a tutti quei luoghi comunque coinvolti dalla
figura di Federico II.
Sull'argomento sono state presentate in questa legislatura
tre proposte di legge: Parlato ed altri n. 137, Perinei ed
altri n. 500 e Sbarbati ed altri n. 590. La Commissione
cultura ne ha iniziato l'esame in sede referente il 27 luglio
1994. Un Comitato ristretto all'uopo costituito ha predisposto
un testo unificato delle tre proposte di legge, composto di un
solo articolo, che prevede l'assegnazione di un contributo
complessivo di quattro miliardi di lire in due anni - la cui
copertura finanziaria è a carico del fondo speciale di parte
corrente - al già costituito Comitato nazionale per le
celebrazioni dell'ottavo centenario della nascita di Federico
II, al fine di realizzare e incentivare studi, edizioni di
fonti, convegni scientifici, restauri, attività divulgative,
seminari e mostre. E' previsto per il Comitato l'obbligo di
rendicontazione delle spese effettuate, mentre per il
funzionamento del Comitato stesso non possono essere assunti
impegni a carattere obbligatorio o permanente. Sul testo
unificato,
adottato nella seduta del 3 agosto 1994, la Commissione
cultura convenne di richiedere il trasferimento alla sede
legislativa. Acquisiti l'assenso unanime dei gruppi presenti
in Commissione, i pareri delle Commissioni I, III, V e XI,
nonché l'assenso del Governo, la relativa documentazione fu
formalmente trasmessa al Presidente della Camera per
richiedere - ricorrendo i requisiti di cui all'articolo 92,
comma 6, del regolamento - il perfezionamento della procedura
di trasferimento dalla sede referente alla sede legislativa.
Il Presidente della Camera ha ritenuto di non esercitare
quella che - sulla base di un'interpretazione letterale della
norma regolamentare - è stata considerata come una facoltà del
Presidente stesso di proporre all'Assemblea il trasferimento
alla sede legislativa. La Commissione cultura ha quindi
ripreso l'esame del provvedimento in sede referente, dando
mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea sul
testo unificato. Conformemente al parere della Commissione
bilancio, sono stati differiti di un anno i termini temporali
previsti dal provvedimento, prevedendo in particolare che
l'autorizzazione di spesa sia imputata per 2 miliardi all'anno
1995 e per altri 2 miliardi all'anno 1996.
Luciana SBARBATI, Relatore.
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