| Onorevoli Colleghi! -- Non si può parlare di trasparenza -
e di esigenza assoluta di trasparenza - della pubblica
amministrazione, in particolare degli enti locali, se si
lasciano angoli oscuri od in ombra: il "Palazzo" se deve
essere di cristallo non può avere vetri opachi.
Nasce da questa esigenza di trasparenza quella della
conoscenza di ogni aspetto della vita amministrativa
dell'ente, nella sua dinamica, nelle sue scelte e negli stessi
suoi "attori".
Per determinare le condizioni della conoscenza
generalizzata di ogni momento significativo della vita
istituzionale dell'ente lo strumento che ci appare migliore è
quello della istituzione obbligatoria di un Notiziario
periodico nel quale confluiscano tutti gli elementi di
informazione, dai dati ed i fatti interni all'ente (da quelli
della attività dei consiglieri, degli
amministratori e dei dipendenti a quelli dell'ente in quanto
tale) a quelli dei rapporti esterni che esso intrattiene con
altri soggetti istituzionali, con le categorie, con i
cittadini.
Crediamo che sia giunto il momento nel quale si possa
esigerlo anche per gli indiscutibili risvolti politici sul
possibile effetto di sutura del rapporto di frattura tra
cittadini ed istituzioni. Ma anche in termini di prevenzione
del malaffare amministrativo (al quale, sempre più spesso, non
è estranea la criminalità organizzata che opera in sintonia se
non in collusione con i pubblici amministratori che hanno
tradito il loro ruolo sentendosi solo rappresentanti di se
stessi e della partitocrazia), trattandosi di arricchire gli
enti locali di uno strumento di sistematica informazione di
ogni aspetto rilevante della loro vita istituzionale.
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Inoltre riteniamo che gli uffici di redazione che dovranno
essere costituiti, e la cui dimensione varierà a seconda
dell'ampiezza dell'ente, consentiranno di dare un non lieve
sollievo - anche qui recuperando molto sul piano della
trasparenza - all'occupazione dei giornalisti professionisti e
dei giornalisti pubblicisti attingendo, secondo criteri
obiettivi fissati dal relativo ordine professionale, ai
relativi albi e così evitando il rischio di una informazione
asservita o condizionata.
La proposta di legge, per il contenuto minuzioso che
prefigura debba avere il Notiziario, crediamo risponda a molte
attese in ordine alla conoscenza dei bandi di concorso e dei
relativi adempimenti, degli appalti, della erogazione, per
qualunque tipologia e misura, di risorse pubbliche, degli
assegnatari di alloggi e della loro disponibilità, dei dati di
bilancio delle riunioni a tutti i livelli di strutturazione
elettiva dell'ente, degli ordini del giorno, dei lavori
svolti: dalle assemblee alle commissioni, alle attività degli
organi di gestione, agli atti ispettivi.
Con l'approvazione della proposta di legge che
sottoponiamo, onorevoli colleghi, al vostro esame pensiamo di
fornire alla fiducia dei cittadini, alla coscienza civile ed
alla responsabilità degli amministratori, alla esigenza di un
ordinato e corretto svolgersi della vita istituzionale degli
enti tenuti a dare conto di sé, un contributo molto
significativo per spezzare la spirale perversa
dell'autoavvitamento del clientelismo e del malaffare
partitocratico che si alimenta di quel voto di scambio che
trova, proprio in queste sedi istituzionali, il più largo
spazio e le più frequenti occasioni per manifestarsi.
Il negare consenso - pur nella doverosa apertura alle
modifiche eventuali di qualche particolare della proposta - o
l'incontro di una resistenza nel procedere dell'iniziativa
nelle varie fasi della sua formazione legislativa, potrebbe
significare che si preferisca vengano lasciati all'oscuro
angoli non angusti ma spazi ampi e profondi nei quali i
presupposti e le condizioni per l'intreccio affaristico e
clientelare possano continuare a trovare quella fertilità di
sviluppo che ha gonfiato i ranghi e le fortune del sistema
partitocratico, relegando in subordine ed in subalternità le
schiere, senza tentare nemmeno il recupero, di coloro che non
si identificano già più nello Stato, degli emarginati e dei
"nuovi poveri" della cui esistenza in questa diffusa
degenerazione amministrativa, siamo tutti - chi più, chi meno
- parte.
Speriamo dunque, onorevoli colleghi, che il vostro consenso
all' iter della nostra iniziativa legislativa non
manchi, nella misura nella quale appaia a tutti chiaro che uno
strumento di ampia e puntuale informazione come il Notiziario
di cui proponiamo l'istituzione, può contribuire in misura
determinante a far luce sulle gestioni amministrative e
politiche degli enti: presupposto e condizione irrinunciabile
dei connotati che devono caratterizzare la crescita
qualitativa dell'azione amministrativa. Per realizzare subito
la quale non dovrebbe occorrere una legge, bastando - se la
volontà politica esistesse - una semplice delibera di giunta.
Ma temiamo di sperare invano...
Anche perché questa proposta di legge da un lato ricalca
esattamente quelle presentate nella X e XI legislatura e che
non furono mai esaminate e dall'altro, viene nuovamente
annunciata dopo che da un capo all'altro della Penisola
esplodono numerosi scandali negli enti locali: segno evidente
che in materia di trasparenza si poteva parlare soltanto, non
legiferare.
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