| Onorevoli Colleghi! - Il problema degli oneri gravanti sul
settore agricolo è stato oggetto di studio e di confronto,
nella fase che ha preceduto il varo del provvedimento
legislativo di proroga dei termini di pagamento dei contributi
agricoli unificati.
L'attenzione è stata rivolta soprattutto all'incidenza
negativa degli oneri contributivi sulle economie aziendali,
compromesse da una politica interna non raccordata a quella
comunitaria, dalla mancanza di seria programmazione a causa
dell'inesistente coordinamento degli indirizzi regionali,
delle situazioni debitorie cumulatesi negli anni scorsi, delle
difficoltà di commercializzazione dei prodotti.
I contributi agricoli unificati, insomma sono stati
ritenuti tra le più importanti concause di un grave processo
di crisi, che sta assumendo i caratteri della
irreversibilità.
Tale fatto, valutato in relazione al fallimento del modello
di sviluppo incentrato sulle cosiddette "cattedrali nel
deserto" e disancorato dalle vocazioni prioritarie della
economia italiana (di quella meridionale in particolare), non
può non destare preoccupazioni e determinare interventi
diretti ad evitare che la "marginalizzazione" delle imprese
agricole possa impedire la ripresa del settore primario:
ripresa necessaria dal momento che non può essere ipotizzato,
nel nostro paese, sviluppo che prescinda dall'agricoltura,
destinata ad assumere un ruolo trainante per le sue
intrinseche potenzialità e per le connessioni con il sistema
industriale, in definitiva per la sua innegabile
centralità.
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Partendo da tali premesse non può non essere prevista una
politica di alleggerimento fiscale in concomitanza di
iniziative per la riforma del sistema previdenziale ed
assistenziale in agricoltura, di programmi chiari, alla cui
preparazione deve procedersi in tempi brevi, sulle produzioni
future, e di incentivi per adeguate ristrutturazioni
aziendali.
In questo contesto si situa la fiscalizzazione degli oneri
gravanti sull'agricol
tura. Ed è amaro constatare come, pur nella diffusa
consapevolezza della opportunità delle pregresse proposte -
quelle rispetto alle quali è del tutto analoga questa, già
presentata il 23 ottobre 1986, nella IX legislatura
dall'onorevole Paolo Agostinacchio e da me riprodotta il 2
luglio 1987 - già molti anni sono andati irrimediabilmente
perduti, mentre l'agricoltura italiana e le imprese agricole
sono ormai in ginocchio.
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