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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


2111
DDL0142-0002
Progetto di legge Camera n. 142 - testo presentato - (DDL12-142)
(suddiviso in 12 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C142. TESTIPDL
...C142.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC142 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- Un recentissimo documento, firmato
  da uomini di cultura di diversa provenienza ed ispirazione,
  affronta, in modo nuovo ed interessante, il problema della
  parità scolastica.  Il documento si basa su "una nuova idea per
  la scuola" ed ha come scopo quello di costruire un sistema
  formativo pluralistico e flessibile, caratterizzato da
  efficienza ed equità.  L'ottica è quella di muoversi nella
  linea della innovazione e di una modernizzazione del sistema
  scolastico fondato, non sulla competizione, ma sulla
  solidarietà e sulla collaborazione.
    Il punto di partenza è quello di riconoscere l'istruzione
  come fondamentale diritto di cittadinanza e risorsa produttiva
  essenziale per la vita del Paese.  Si tratta quindi di una
  funzione strategica della vita civile e va tenuto presente che
  anche la scuola deve svolgere un ruolo di primaria importanza
  - così come vuole la Costituzione - per rimuovere gli ostacoli
  che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei
  cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona
  umana.
    Da questo punto di vista il documento riprende e rilancia
  un concetto sottolineato
 
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  con forza nell'accordo sul costo del lavoro stipulato,
  nel luglio del 1993, fra il Governo Ciampi e le tre
  confederazioni sindacali: la scuola come nodo strategico per
  lo sviluppo, non solo civile e culturale, ma anche economico
  del Paese.  E questa consapevolezza è di primaria importanza
  nel momento in cui l'entrata in vigore del Trattato di
  Maastricht, attraverso la libera circolazione della mano
  d'opera e l'inclusione dell'istruzione fra le materie di
  competenza comunitaria sussidiaria, apre al Paese nuove
  possibilità, ma rende anche necessario affrontare nuove
  sfide.
    Occorre, infatti, che il sistema formativo faccia al più
  presto un salto di qualità e si ponga pertanto mano con
  decisione ad una strategia di riforme.  Il cammino su questa
  strada è stato iniziato nella XI legislatura ma, purtroppo, è
  stato interrotto dallo scioglimento anticipato delle Camere e
  dall'ostruzionismo delle forze di destra, allora alla
  opposizione.  Occorre quindi che il Parlamento si ponga come
  primo obiettivo quello dell'innalzamento a 16 anni
  dell'obbligo scolastico e della riforma della scuola
  secondaria superiore, provvedimenti indicati come prioritari
  anche dall'accordo sul costo del lavoro del luglio 1993.  A tal
  fine i deputati del Partito popolare italiano hanno
  ripresentato il testo del provvedimento che, nella precedente
  legislatura, è stato approvato dal Senato con una maggioranza
  superiore all'80 per cento e che, poi, è stato bloccato alla
  Camera.
    Altro punto qualificante della strategia di riforma è
  costituito dall'autonomia delle istituzioni scolastiche.
    A tal fine, su proposta del Ministro della pubblica
  istruzione  pro tempore,  venne approvato l'articolo 4
  delle legge 24 dicembre 1993, n. 537, il quale conteneva la
  delega al Governo per emanare i provvedimenti necessari per
  l'attuazione della autonomia organizzativa, didattica ed
  economica delle istituzioni scolastiche, per il rilancio degli
  organi di partecipazione democratica, per la carta dei diritti
  degli studenti e per la riforma del Ministero.
    Il sopravvenire della crisi del Governo Ciampi, successiva
  alle elezioni politiche del marzo 1993, ha bloccato la
  emanazione dei decreti legislativi, peraltro già predisposti
  da quel Governo.
    Occorre ora por mano al più presto ad un nuovo
  provvedimento che preveda e realizzi l'autonomia, così come
  occorre che quanti si occupano, all'interno delle istituzioni,
  dei problemi della scuola, tengano conto che vi sono almeno
  altre due priorità di preminente ed assoluta urgenza:
  l'edilizia scolastica ed il rinnovo del contratto collettivo
  per il personale del comparto.
    Fra i problemi che, in una strategia di riforme, occorre
  affrontare e risolvere, vi è anche quello della parità.
    Il documento al quale all'inizio abbiamo fatto riferimento
  - che reca firme autorevoli del mondo laico e del mondo
  cattolico - offre un approccio di grande interesse, collegando
  il problema della parità con quello della autonomia ed
  inserendolo nell'ambito di una ridefinizione teorica e pratica
  della definizione di scuola pubblica.
    "La ridefinizione dei poteri e delle competenze nel governo
  del sistema da cui discende l'autonomia delle istituzioni
  scolastiche consente - sottolinea il citato documento - di
  passare ad una nuova concezione della scuola pubblica,
  coerente con i valori costituzionali e con il quadro generale
  stabilito dalle leggi della Repubblica, ma non più gestita
  solamente dallo Stato".
    Condividiamo profondamente questa affermazione e siamo
  pienamente convinti che questa scelta non implica affatto la
  rinuncia dello Stato a svolgere il proprio ruolo nel campo
  della formazione, ma anzi ne rilancia la funzione di
  indirizzo, programmazione, sviluppo, perequazione, valutazione
  nell'intento di valorizzare le potenzialità di tutti gli
  istituti scolastici proprio al fine di dare una risposta più
  compiuta e puntuale al diritto allo studio di tutti i
  giovani.
    Su queste linee culturali si articola la proposta di legge
  che offriamo alla discussione ed al confronto dei colleghi di
  tutti i gruppi politici, nella viva speranza che il tema della
  scuola, proprio perché nodale per lo sviluppo del Paese, sia
  unificante e
 
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  non generi in Parlamento sterili contrapposizioni.
    Per i cattolici democratici il tema della scuola non
  statale - che non significa affatto sottovalutazione del ruolo
  centrale ed essenziale della scuola statale per la quale
  riconfermiamo anzi la più grande attenzione ed il massimo
  impegno - ha anche un'altra valenza: quella di dare concreto
  riconoscimento al diritto-dovere dei genitori di educare i
  propri figli,
  scegliendo la scuola che maggiormente risponda alle proprie
  opzioni culturali.  Ma anche questa valenza non può costituire
  elemento di conflitto perché i proponenti la intendono così
  come essa è prevista dall'articolo 30 della Costituzione.
    Sulla base delle premesse sopra esposte ci auguriamo che la
  presente proposta di legge che abbiamo l'onore di presentare
  al Parlamento possa essere al più presto discussa ed
  approvata.
 
DATA=940415 FASCID=DDL12-142 TIPOSTA=DDL LEGISL=12 NCOMM= SEDE=PR NSTA=0142 TOTPAG=0008 TOTDOC=0012 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=013 PAGFIN=0003 RIGFIN=017 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=3 SORTRES= SORTDDL=014200 00 FASCIDC=12DDL0142 SORTNAV=0014200 000 00000 ZZDDLC142 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



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