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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


2627
DDL0147-0002
Progetto di legge Camera n. 147 - testo presentato - (DDL12-147)
(suddiviso in 10 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C147. TESTIPDL
...C147.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC147 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- 1. -  Anno di volontariato
  sociale.  La presente iniziativa legislativa propone
  l'istituzione in Italia dell'anno del volontariato sociale
  come occasione di servizio volontario e gratuito a tempo
  pieno, vissuto comunitariamente, avente un duplice scopo,
  quello della solidarietà verso i terzi e quello della
  formazione personale, e si colloca a fianco di una
  legislazione sul volontariato e su analoghi ambiti di impegno
  che, nel nostro Paese, va sempre più arricchendosi e
  completandosi.
    Accanto, infatti, alla legge 11 agosto 1991, n. 266
  (legge-quadro sul volontariato) e alla legge 8 novembre 1991,
  n. 381 (disciplina delle cooperative sociali), si
  sono moltiplicati i riferimenti nei testi legislativi
  approvati nella X legislatura.
    Si citano, solo a titolo di esempio, la legge 8 giugno
  1990, n. 142 (Nuovo ordinamento delle autonomie locali), il
  decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309
  (testo unico delle leggi in materia di disciplina degli
  stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e
  riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza), la
  legge 19 luglio 1991, n. 216 (Primi interventi in favore dei
  minori soggetti a rischio di coinvolgimento in attività
  criminose).
    L'anno di volontariato sociale come proposta e come
  iniziativa nasce e si sviluppa all'estero e in Italia
  all'interno del
 
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  più ampio dibattito sul volontariato sociale.  La gratuità del
  servizio, la spontaneità, la condivisione, l'opera prestata a
  favore di terzi per solidarietà sono elementi comuni all'anno
  di volontariato sociale e al volontariato, così come
  largamente convergenti sono le motivazioni di fondo rispetto a
  risposte diverse nei confronti dei bisogni che cambiano, e
  rispetto alla crisi dello Stato assistenziale ed alle modalità
  di intervento nei servizi.
    L'anno di volontariato sociale ha anche caratteristiche sue
  proprie che derivano dal tempo pieno, dalla continuità della
  durata (un anno di vita) e dal momento in cui, in genere, si
  colloca questa proposta: si rivolge in genere ai giovani ed,
  in particolare, alle donne nel momento delicato di passaggio
  dalla scuola all'università o dalla scuola al lavoro, o
  comunque in un momento significativo per la propria scelta
  professionale e di vita.  Questo dato connota l'anno di
  volontariato sociale non solo come espressione di solidarietà,
  ma anche come pausa di riflessione per orientarsi nella vita,
  per prendere coscienza della società e dei suoi problemi e
  quindi per scoprire con maggiore chiarezza il senso della
  propria vocazione professionale ed umana.
    D'altra parte questa proposta di legge si colloca
  idealmente all'interno del dibattito più ampio sul servizio
  civile nel nostro paese, che è stato sollevato da diverse
  proposte legislative, e si pone come proposta alternativa alla
  più volte ventilata introduzione di un servizio militare per
  le donne.
  2. -  L'anno del volontariato sociale nella esperienza
  internazionale.
      L'anno di volontariato sociale matura in Europa
  soprattutto come esperienza nell'ambito del volontariato
  socio-assistenziale.
    In effetti il volontariato socio-assistenziale rappresenta
  la parte predominante nelle associazioni di volontariato in
  Europa.  I governi hanno da tempo formulato una politica di
  sostegno al volontariato sociale secondo tre linee ben
  distinte:
        a)  un intervento di sostegno permanente finanziario
  a favore di gruppi di volontariato, come riconoscimento da
  parte dello Stato della rilevanza sociale dell'iniziativa,
  senza alcun convenzionamento;
        b)  un intervento di sostegno finanziario motivato
  dal riconoscimento al volontariato di una azione positiva di
  supplenza nei confronti di carenza o inefficienza
  dell'iniziativa;
        c)  un coinvolgimento dei gruppi di volontariato
  nella programmazione dell'assistenza pubblica.
    All'interno di queste esperienze si sviluppa in alcuni
  paesi l'anno di volontariato sociale con caratteristiche e
  modalità proprie.  L'esperienza tedesca ci sembra in
  particolare la più significativa.  L'anno di volontariato
  sociale nasce nella Germania federale nel 1954 nell'ambito
  protestante come "anno del diaconato", seguito nel 1958 dalla
  proposta, in ambito cattolico, di una azione comune della
  gioventù cattolica tedesca diretta al servizio nei confronti
  dei profughi.  Nel 1963 altre associazioni non confessionali,
  quali la Croce rossa e la Federazione internazionale per il
  lavoro sociale giovanile, introducono nelle loro
  organizzazioni l'anno di volontariato sociale.  Nel 1964 queste
  esperienze approdano ad una apposita "legge per la promozione
  dell'anno di volontariato sociale".  Secondo tale legge l'anno
  di volontariato sociale è considerato un anno di promozione
  sociale per consentire al giovane di farsi un'idea non
  astratta sui fatti reali della società, per offrirgli la
  possibilità di un impegno personale di solidarietà e per
  contribuire alla sua scelta professionale e allo sviluppo
  della sua personalità.
    E' indirizzato ai giovani di ambo i sessi dal
  diciassettesimo al venticinquesimo anno di età, l'impegno può
  durare da un minimo di sei mesi ad un massimo di dodici.
    Sono previsti un corso di introduzione ed una guida
  pedagogica alla riflessione
 
                               Pag. 3
 
  sulle motivazioni e sulle attese del giovane nei confronti
  dell'anno di volontariato sociale, sulla preparazione
  all'impiego, sulla verifica e l'analisi dell'esperienza per
  arrivare infine ad una valutazione finale sul significato
  personale e sociale dell'esperienza stessa e sulle prospettive
  future.
    Naturalmente proprio sulle modalità di questi corsi e di
  questa guida pedagogica si differenziano le proposte dei vari
  enti o associazioni che gestiscono l'anno di volontariato
  sociale e che spesso sono raggruppati in grandi gruppi
  gestori.  Il singolo ente (in genere si tratta di associazioni)
  provvede al pagamento dell' argent de poche,  e alla
  regolamentazione delle assicurazioni sociali.
    I genitori possono chiedere la riduzione dell'imposta sui
  redditi e il proseguimento del trattamento in famiglia per il
  giovane occupato nell'anno di volontariato sociale; inoltre,
  se il giovane frequenterà una scuola attinente al servizio
  sociale, l'anno di volontariato sociale potrà essergli
  riconosciuto come alternativo al tirocinio.
  3. -  L'anno di volontariato sociale nella esperienza
  italiana.
      In Italia la proposta dell'anno di volontariato sociale
  nasce nel 1976 durante il convegno ecclesiale
  "Evangelizzazione e promozione umana" allorquando la VI
  Commissione, che riflette sulla emarginazione, chiede al
  convegno "di fare propria la proposta di farsi carico della
  promozione del servizio sostitutivo di quello militare nella
  comunità italiana come scelta esemplare e preferenziale dei
  cristiani e di allargare la proposta di servizio civile anche
  alle donne" (*).
    La  Caritas,  in collegamento con associazioni
  giovanili e gruppi di volontariato, lancia concretamente la
  proposta di un anno di volontariato civile per le donne come
  anno di servizio e di solidarietà verso
    (*) Evangelizzazione e promozione umana.  Conclusione della
  VI Commissione di studio: "Evangelizazzione e promozione umana
  e i problemi degli emarginati in Italia" punto 2.
  gli emarginati, nonché come pausa di riflessione per
  orientarsi nella vita e nella scelta della propria professione
  o vocazione.
    La proposta viene praticata oggi da molte  Caritas
  locali e ora si sta diffondendo anche presso enti ed
  associazioni di volontariato di ispirazione laica secondo
  alcune linee di tendenza:
      1) destinatarie della proposta sono le ragazze
  maggiorenni soprattutto dopo la fine degli studi e prima
  dell'inserimento nel mondo del lavoro, o nell'università;
      2) in genere sono le associazioni a proporre l'anno di
  volontariato sociale a gruppi interessati; segue un primo
  incontro per chiarire il significato della proposta, i tipi di
  servizi necessari sul territorio, i problemi di lavoro e
  l'organizzazione pratica.  All'anno di volontariato si accede
  dopo un corso di formazione teorico-pratico;
      3) l'ente organizzatore individua la sistemazione
  logistica per assicurare una esperienza di vita comunitaria
  che deve comunque prevedere momenti di vita e di riflessione
  comune sull'esperienza di volontariato;
      4) l'ente organizzatore assicura le spese di vitto e
  alloggio e le piccole spese personali; le spese che riguardano
  più direttamente il servizio svolto (esempio: alloggio per una
  comunità, alloggio o un servizio di pronto intervento) sono a
  carico dell'associazione o dell'ente (pubblico o privato) se è
  da questi richiesto.  In favore del volontario si stipula una
  polizza di assicurazione contro rischi ed infortuni chiarendo
  bene che non si tratta di rapporto di lavoro.  Particolare
  attenzione viene posta al metodo di lavoro, perché, essendo il
  periodo limitato, è proprio il metodo a dare senso e
  significato all'esperienza.  E' richiesto un costante lavoro di
  riflessione e di verifica sull'esperienza e una preparazione
  motivazionale e professionale che viene svolta in genere
  attraverso gruppi di volontariato o un gruppo base (volontari
  o operatori sociali) che si pongono a sostegno e guida delle
  persone
 
                               Pag. 4
 
  che scelgono l'anno di volontariato sociale.  La formazione si
  protrae in genere per tutto l'anno di volontariato.  I campi di
  intervento sono i più diversi: prevalgono i servizi diretti,
  soprattutto socio-assistenziali specifici per donne e ragazze
  in difficoltà; i servizi sociali relativi a minori, anziani,
  handicappati oltre ai servizi di animazione, culturali,
  eccetera.
    L'esperienza tedesca, già consolidata ormai da anni, può
  consentire una riflessione sull'anno di volontariato sociale.
  Da parte di alcuni osservatori è stato fatto notare come
  esista un cambiamento di motivazione del singolo volontario, e
  l'evidenziarsi di una pluralità di motivazioni verso l'anno di
  volontariato sociale.  All'inizio l'anno di volontariato
  sociale era vissuto essenzialmente come segno di altruismo,
  alternativo nei confronti della società consumistica, per
  venire incontro a scarsità di personale nelle istituzioni e
  negli enti caritativi, e inoltre per fornire esperienze
  sociali e rafforzare il senso di responsabilità per il bene
  comune.  Oggi, in Germania, l'anno di volontariato sociale
  attira tre gruppi di giovani:
      quelli che hanno uno spiccato senso di responsabilità per
  il prossimo e sentono la solidarietà per gli emarginati;
      altri che aspirano all'anno di volontariato sociale per
  orientarsi professionalmente;
      infine i giovani che sono colpiti dalla mancanza di
  sbocchi professionali a causa della situazione del mercato del
  lavoro.
    L'esperienza italiana, per la forte motivazione religiosa e
  solidaristica che l'ha sostenuta, ha avuto certamente
  connotati di esperienza di forte solidarietà e condivisione.
  Non c'è dubbio che, ampliando tale esperienza e offrendola ai
  giovani di orientamenti, motivazioni e bisogni diversi, essa
  potrà diventare più articolata.
    Ma nonostante il cambiamento o la pluralità di motivazione
  del singolo volontario, non diminuisce il valore unitario di
  questa esperienza.
    L'anno di volontariato sociale offre sempre la possibilità
  di raccogliere esperienze sociali significative sia per coloro
  che sono già decisi ad indirizzare il proprio impegno sociale
  verso forme di volontariato continuativo o verso una
  professione sociale qualificata, sia per quelli che vedono
  l'anno di volontariato come una possibilità di orientarsi
  professionalmente o di vivere in modo meno passivo l'attesa di
  una occupazione individuale.
  4. -  La presente proposta di legge.
    La presente proposta di legge di istituzione dell'anno di
  volontariato sociale si colloca lungo la linea già tracciata
  dal nostro ordinamento sul volontariato internazionale, dalla
  legge quadro sul volontariato, dalla proposta di modifica
  delle norme sull'obiezione di coscienza e per la istituzione
  di un servizio civile.
    L'articolo 1 chiarisce le finalità dell'anno di
  volontariato sociale: è un anno di servizio volontario e
  gratuito a tempo pieno, vissuto comunitariamente, con scopo di
  solidarietà e di formazione personale.
    L'articolo 2 definisce i soggetti: ragazze maggiorenni e
  giovani esonerati dal servizio militare.  La scelta vuole
  limitare l'anno di volontariato sociale a quei casi non
  previsti dalle norme sull'obiezione di coscienza, per lasciare
  impregiudicato il dibattito che su tale argomento si sta
  svolgendo.
    Il servizio dura dodici mesi, non è rinnovabile e può
  essere interrotto con accordo di entrambe le parti o per
  volontà del volontario o dell'ente organizzatore per gravi e
  fondate ragioni.
    L'articolo 3 specifica i diritti del volontario: alla
  assicurazione contro rischi ed infortuni, anche per la
  responsabilità verso terzi, e alla conservazione della propria
  posizione previdenziale.  Nel caso in cui il volontario sia un
  lavoratore dipendente, egli avrà diritto al collocamento in
  aspettativa senza assegni, con il diritto anche alla
  conservazione del posto.
 
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    L'anno di volontariato sociale è promosso e organizzato da
  organismi (enti, associazioni) riconosciuti secondo requisiti
  di idoneità fissati dalla legge.
    Gli enti presentano alla regione, nella quale intendono
  organizzare l'anno di volontariato sociale, un programma
  pluriennale di attività che prevede un piano articolato di
  progetti annuali indicando i volontari da impegnare, gli enti
  o organizzazioni presso i quali i volontari saranno
  utilizzati, le modalità di impiego, gli aspetti formativi e il
  trattamento economico, previdenziale e assicurativo.
    Le convenzioni che regolano il rapporto tra regione e ente
  gestore dell'anno di
  volontariato sociale devono comunque prevedere, da parte
  delle regioni, il finanziamento degli oneri relativi alle
  forme assicurative per rischi, infortuni e responsabilità
  verso terzi e forme di verifica dell'effettivo utilizzo del
  volontario stesso nel servizio concordato nel programma;
  l'ente organizzatore da parte sua deve accordarsi con il
  volontario sulle finalità e modalità di svolgimento del
  programma, assicurando il mantenimento del volontario, la
  formazione iniziale e permanente, la verifica periodica del
  servizio stesso e dell'utilizzo del volontario in quel
  servizio nel caso in cui il volontario sia inserito in enti ed
  organizzazioni diversi dall'ente organizzatore.
 
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