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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


2649
DDL0151-0002
Progetto di legge Camera n. 151 - testo presentato - (DDL12-151)
(suddiviso in 14 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C151. TESTIPDL
...C151.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC151 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli  Colleghi! -- Mi accingo a presentare la
  presente proposta di legge con la certezza nell'animo che
  possa al più presto trovare giusta conclusione, a coronamento
  anche di precedenti analoghe iniziative ed in considerazione,
  soprattutto, dell'importanza sociale che essa presenta.
    E' una problematica che, pur riconoscendo il valore
  economico e sociale del lavoro casalingo, deve trovare giusto
  inserimento nel contesto delle più recenti analisi e
  rilevazioni sulla situazione della donna e delle conseguenti
  risoluzioni ed iniziative.  Si tenga presente, infatti, a tal
  proposito, la risoluzione approvata dal Parlamento europeo il
  17 gennaio 1984, sulla base della proposta e delle risoluzioni
  presentate dalla Commissione d'inchiesta sulla situazione
  delle donne in Europa.
    In essa si rileva che, pur aumentando in termini assoluti
  l'occupazione femminile, la disoccupazione delle donne cresce
  più di quella degli uomini; che la crisi finanziaria e le
  difficoltà di bilancio incidono negativamente sulle condizioni
  di vita delle donne, in quanto provocano la riduzione dei
  servizi sociali e l'aumento delle tariffe di tali servizi.
    Conseguenza logica è che la Comunità europea e gli Stati
  europei devono prioritariamente perseguire:
        a)  la difesa della conquista della parità;
        b)  la tutela dell'occupazione femminile e la
  conseguente offerta di posti di lavoro alle donne nei nuovi
  settori;
        c)  una assoluta uguaglianza di assunzione di
  responsabilità dell'uomo e
 
                               Pag. 2
 
  della donna in ogni ramo della vita politica, culturale,
  sociale e familiare.
    Ovviamente tale proposta non deve creare banali
  fraintendimenti: infatti non vuole significare un
  rafforzamento, uno stimolo o un incremento del ruolo dato
  tradizionalmente alla donna nell'ambito domestico, bensì
  attuare la regolamentazione di un fenomeno sociale che sino ad
  oggi continua ad essere ignorato.  Sembra giusto che il ruolo
  della donna casalinga, liberamente svolto, non deve essere
  destinato a scomparire o ad essere ancora ignorato, ma deve
  rientrare nella logica di un adeguato riconoscimento di una
  professione che non è stata, tuttora, considerata un vero e
  proprio lavoro.  D'altronde, con la citata risoluzione del 17
  gennaio 1984 il Parlamento europeo espressamente "chiede alla
  Commissione di effettuare uno studio sul valore economico e
  sociale del lavoro casalingo e sulle ripercussioni giuridiche,
  soprattutto sul piano dei diritti sociali, che potrebbero
  derivarne".
    E' convinzione radicata che l'approvazione di questa
  proposta di legge debba rappresentare l'appagamento di una
  esigenza profondamente sentita dalle donne casalinghe, che
  intendono essere riconosciute quali soggetti sociali.  Sebbene
  la donna casalinga sino ad oggi abbia avuto riconoscimenti
  (rimasti, però, solo tali) nei vari momenti storici della
  società, non si è però mai determinata una regolamentazione
  sociale ed economica della sua attività, che ancora si
  configura in una enorme mole di lavoro, svolto nel chiuso
  delle mura domestiche.
    E' bene tenere presente che l'attività della casalinga non
  si limita alla esecuzione di mere azioni materiali, quali
  pulire, cucinare, stirare, eccetera, ma sicuramente si
  concretizza in un ruolo che va oltre le incombenze
  espletate.
    La casalinga è depositaria di servizi sociali molto
  importanti e, spesso, si sostituisce ad essi.
    A lei spetta curare i familiari, allevare dignitosamente i
  figli e provvedere alla loro educazione, interessarsi per una
  accurata alimentazione, che tenga conto delle più recenti
  acquisizioni scientifiche, fungere da interlocutore con alcuni
  pubblici servizi, in quanto spesso è lei che provvede alle
  incombenze burocratiche dei suoi familiari e conviventi.
    E' per questo che, come innanzi detto, il problema va
  affrontato e risolto con la dovuta dignità.
    Certamente la situazione economica in cui versa attualmente
  il Paese non consente in alcun modo di pensare ed ipotizzare
  forme di monetizzazione, ma precipuo intendimento è quello di
  dare alla casalinga uno stato giuridico, che è tipico di ogni
  lavoratore e che costituisce un veicolo per un migliore
  inserimento nella società.
    La presente proposta di legge deve costituire la pietra
  miliare per un successivo cammino e per una sempre più solida
  ed attuale interpretazione dei vari problemi, portandoli ad
  una adeguata soluzione.
    Per una questione di giustizia sociale la proposta di legge
  è formulata con una terminologia che non utilizza termini che
  implichino distinzioni tra i due sessi.
 
DATA=940415 FASCID=DDL12-151 TIPOSTA=DDL LEGISL=12 NCOMM= SEDE=PR NSTA=0151 TOTPAG=0008 TOTDOC=0014 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=007 PAGFIN=0002 RIGFIN=057 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=2 SORTRES= SORTDDL=015100 00 FASCIDC=12DDL0151 SORTNAV=0015100 000 00000 ZZDDLC151 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



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