| Onorevoli Colleghi! -- Questa proposta di legge,
consistente in un solo articolo, vuole essere un giusto
riconoscimento per tutti coloro che, in anni recenti e
lontani, si sono recati all'estero per motivi di lavoro,
affrontando disagi umani e sociali che può conoscere
pienamente solo chi ha avuto esperienza diretta di tale
fenomeno.
L'approvazione di tale proposta di legge sarebbe un modo
lodevole di rinnovare l'attenzione verso il Mezzogiorno, che
più di altre regioni d'Italia ha sentito sulla sua pelle il
peso di tale fenomeno, che per molto tempo ha costituito
l'unica apertura economica per una parte del nostro Paese e la
via obbligata per la sopravvivenza di tante famiglie.
La valuta pregiata che gli emigranti hanno mandato nei
comuni di origine è stata spesso l'unico volano di
un'economia
stagnante e sempre più lontana da quella del resto
d'Italia.
Malgrado i sacrifici che i nostri emigranti hanno compiuto
sino ad oggi e nonostante il nome dell'Italia che essi hanno
portato nel mondo, tale divario rimane ancora forte ed è
dovere dello Stato cercare di colmarlo anche in conseguenza
dell'abbattimento di tante barriere con il rischio però di
ripristinarle, se non si cerca di ripianare l'economia con un
occhio particolarmente rivolto al Mezzogiorno.
Chi vive l'esperienza del sud vede come l'emigrante spesso
si sente straniero in patria nel momento in cui ritorna, come
si sente slegato dalla realtà economica e sociale del suo
comune ed un inutile peso morto quando non riesce ad inserirsi
in un contesto vitale che è costituito dal mondo del
lavoro.
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E' una realtà dolorosa: l'emigrante è rimasto indietro!
Tale proposta di legge, onorevoli colleghi, vuole mettere
l'emigrante al passo con gli altri cittadini e favorire il suo
reinserimento nel Paese d'origine e nel mondo del lavoro.
A tal fine, si chiede per i lavoratori italiani rientrati
in patria il riconoscimento dei benefici previsti per le
categorie di cui alla legge 2 aprile 1968, n. 482, ed il
riconoscimento di un anno e sei mesi di lavoro per un anno di
lavoro prestato all'estero.
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