Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


2779
DDL0161-0002
Progetto di legge Camera n. 161 - testo presentato - (DDL12-161)
(suddiviso in 6 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C161. TESTIPDL
...C161.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC161 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- Esiste ormai da molto tempo un ampio
  accordo in sede medica e scientifica sui danni rilevanti
  provocati alla salute umana dall'abuso di alcool.
    Il nostro Paese, nel quale in generale sono assai carenti
  gli interventi di prevenzione a tutela della salute e
  soprattutto le politiche di informazione tendenti a tale
  scopo, ha affrontato fino ad oggi il problema in modo assai
  parziale.  Non vi è dubbio, invece, che esso rappresenti un
  preminente problema di salute pubblica.
    I dati recenti ci dicono, d'altra parte, che liquori e
  altre bevande alcoliche rappresentano una buona parte degli
  oggetti della pubblicità (per una spesa complessiva di circa
  500 miliardi di lire nel 1990), che ogni giorno ci assale in
  modo diretto e indiretto.
    La bottiglia diventa il passaporto dell'omologazione.
  Ridere della pubblicità televisiva o trasmessa con altri mezzi
  è un esercizio tragico: vuol dire prendere in giro la
  solitudine di chi non si sente "come gli altri" e ha bisogno
  di un incentivo per adeguarsi alle abitudini di tutti.
    Come mai per l'AIDS e la droga il dibattito è in primo
  piano su ogni rete televisiva, sui quotidiani e settimanali,
  mentre il contributo sulla strage per alcolismo è soltanto
  l'esaltazione dello  spot?  Eppure le stime parlano di
  trentamila morti l'anno soltanto nel nostro Paese, e l'alcool
  è all'origine di almeno trenta incidenti stradali su cento.  Il
  suo abuso provoca gravi malattie, spesso mortali, come tumori,
  cirrosi epatica, pancreatiti.  Si calcola in cinque milioni il
  numero degli italiani che bevono troppo.
 
                               Pag. 2
 
    Ogni tanto, il problema torna agli onori delle cronache.  E'
  il caso recente della "morte dopo la discoteca" che ha
  sensibilizzato l'opinione pubblica sul fatto che l'alcolismo è
  in aumento tra i giovani.  Cominciano a bere intorno ai 14-15
  anni, con grande preferenza per la birra, per poi passare ben
  presto ai superalcolici, saltando la fase intermedia del vino,
  che non incontra il loro favore.
    Abbiamo bisogno quindi di interventi che tengano conto dei
  comportamenti dei consumatori, delle abitudini culturali, del
  grado di informazione e di consapevolezza dei cittadini.
    Da questo punto di vista va segnalato che i più ampi
  risultati nella lotta agli abusi di alcool si stanno ottenendo
  laddove non solo si mette in atto un'equilibrata politica di
  divieto, ma soprattutto si è riusciti ad invertire un  trend
  culturale, che collegava l'abitudine all'abuso di alcool a
  comportamenti ritenuti emancipati, socialmente apprezzati o,
  più semplicemente, alla moda.  E da questo punto di vista
  decisiva è stata l'azione informativa e la positiva pressione
  sociale svolta non solo dalle autorità pubbliche, ma da
  singoli cittadini e soprattutto da associazioni ed enti
  volontari.
    Occorre difatti aver presente che il grado di maturità
  raggiunto dalla nostra società rende necessarie politiche
  certe, severe e decise ma anche credibili.
    La presente proposta di legge punta quindi, in accordo con
  queste premesse, a rivedere l'attuale disciplina pubblicitaria
  e ad avviare un'ampia campagna informativa e preventiva nei
  confronti della popolazione.
    Nella pubblicità non compare mai l'indicazione della
  gradazione alcolica del vino o del liquore propagandato ed
  anche sulle etichette delle bottiglie si fa spesso fatica a
  ritrovare l'indicazione del contenuto di alcool, scritta in un
  angolo ed a caratteri microscopici.  Non vi è dubbio che la
  pubblicità sia efficace.  In un recente studio è stabilito che
  le nazioni dove i
  messaggi pubblicitari in tale settore sono vietati hanno un
  consumo  pro capite  del 16 per cento (superalcolici) e
  dell'11 per cento (vino e birra) inferiori ai Paesi dove
  invece sono permessi.
    I dati disponibili parlano in termini molto chiari.  Ad
  esempio nei Paesi (Norvegia, Finlandia e Danimarca) in cui è
  proibito ogni tipo di pubblicità, la mortalità annua per
  cirrosi epatica è molto più bassa rispetto ai Paesi (Canada,
  Irlanda, Austria, Inghilterra, Stati Uniti, Francia e Spagna)
  dove è vietata solo quella per i superalcolici.  Il gruppo
  comprendente i Paesi che non hanno adottato misure restrittive
  sugli  spot  pubblicitari dei prodotti alcolici
  (Portogallo, Australia, Belgio, Italia, Lussemburgo, Olanda)
  ha il maggior numero di morti per cirrosi epatica.  Risultati
  analoghi possono essere riportati per quanto riguarda un'altra
  conseguenza negativa dell'abuso di alcool: il numero di
  incidenti stradali.  Anche a questo proposito è insufficiente
  l'azione delle autorità sanitarie.
    Va anche ricordato che circa il 6 per cento di tutti i
  tumori è imputabile all'alcool e che esiste un potenziamento
  fra alcool e fumo di sigaretta per quanto riguarda la
  carcinogenesi: i tumori del fegato, dell'esofago e del cavo
  orale sono infatti più frequenti fra i bevitori.
    Infine, non si può sottacere che il fenomeno dell'alcolismo
  causa danno non soltanto alle persone interessate, ma è fonte
  di gravi problemi per le loro famiglie e per la società.  I
  dati allarmanti sono sufficienti per chiederci come mai un
  problema di salute così importante non trovi adeguate reazioni
  da parte degli organismi sanitari.  Questa proposta di legge è
  finalizzata a raggiungere almeno due obiettivi.  Il primo è di
  natura educativa: fin dalla scuola elementare si devono
  iniziare campagne di informazione per conoscere gli effettivi
  danni dell'uso dell'alcool; la seconda misura consiste proprio
  nell'abolire, con la necessaria gradualità, ogni forma di
  pubblicità sugli alcolici.
 
DATA=940415 FASCID=DDL12-161 TIPOSTA=DDL LEGISL=12 NCOMM= SEDE=PR NSTA=0161 TOTPAG=0004 TOTDOC=0006 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=010 PAGFIN=0002 RIGFIN=071 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=2 SORTRES= SORTDDL=016100 00 FASCIDC=12DDL0161 SORTNAV=0016100 000 00000 ZZDDLC161 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



Ritorna al menu della banca dati