| Onorevoli Colleghi! -- L'introduzione dei controlli
sull'applicazione delle norme comunitarie di qualità per gli
ortofrutticoli e gli agrumi italiani venduti sui mercati
nazionali si impone ormai con la massima urgenza.
Non si tratta, infatti, solo di adempiere gli obblighi
comunitari. L'enorme ritardo del Governo ad adempiere tali
obblighi ha già creato difficoltà ai produttori e, ancor più,
potrebbe accrescere i rischi per una perdita consistente di
mercato, non facilmente recuperabile, per i nostri prodotti
ortofrutticoli.
La proposta di legge che presentiamo riprende in larga
parte i contenuti della proposta di legge n. 5952 della X
legislatura, con le modifiche introdotte dalla
Commissione agricoltura della Camera nel corso dell'esame
nella medesima legislatura, con il contributo significativo e
determinante del gruppo del PDS e della proposta di legge n.
1614 della XI legislatura.
Nel frattempo è intervenuto il regolamento 92/2251/CEE,
della Commissione, del 29 luglio 1992, che ridisciplina
l'intera materia e che supera largamente i più recenti
provvedimenti del Ministero delle risorse agricole, alimentari
e forestali in materia.
Resta invece l'esigenza di integrare il citato regolamento
comunitario nonché di fare chiarezza sui comportamenti degli
operatori in ordine alla commercializzazione dei prodotti
ortofrutticoli e degli agrumi.
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A tale esigenza risponde la proposta di legge laddove
prevede:
1) la responsabilità dell'esecuzione del controllo in
conformità alle norme di qualità previste dalla
regolamentazione della Comunità europea affidata all'EIMA che
può delegarla per convenzione ad enti pubblici o ad organismi
privati abilitati a tale scopo;
2) il sistema dei controlli a cui i prodotti devono
essere sottoposti dopo la selezione, la classificazione ed il
condizionamento e prima della loro commercializzazione che si
fonda sulla istituzione di un marchio ufficiale di
conformità;
3) l'istituzione di un albo nazionale dei soggetti
gestori di impianti di condizionamento
che, per conto dell'EIMA, possono svolgere l'attività
di verifica di conformità dei prodotti i cui requisiti devono
essere definiti dal Ministero delle risorse agricole,
alimentari e forestali;
4) l'uso di etichette o di sigilli attestanti condizioni
di più elevata salubrità dei prodotti, attraverso l'adozione
di tecniche di produzione e di lotta guidata, integrata o
biologica contro le fitopatologie;
5) la disciplina sanzionatoria per chi disattende le
norme comunitarie e, in particolare, il divieto di
commercializzare ortofrutticoli e agrumi sprovvisti del
marchio di conformità o il suo uso improprio.
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