| Onorevoli Colleghi! -- La nostra proposta in materia
di prostituzione è semplice e schematica. Il fenomeno della
prostituzione, a nostro avviso, è destinato a trovare in modo
automatico i propri equilibri, dati pochi e certi argini al
suo incontrollato proliferare. E pochi e certi sono i diritti
che vogliamo con questa legge salvaguardare: quello della
dignità della prostituta, della salute pubblica, della severa
repressione dell'induzione violenta, del decoro delle nostre
città. Ed è dal contemperamento di essi che nasce la nostra
proposta di legge. Attualmente il fenomeno ha acquistato
aspetti preoccupanti in dipendenza di diversi fattori:
l'ostentazione oscena, la transessualità, l'organizzazione
dello sfruttamento, la diffusione dell'AIDS: tutto ciò ha
imposto un ripensamento della
legge Merlin. Ci sono le proteste della società civile,
esasperata dal degrado ambientale, ma anche quelle delle
stesse prostitute, alle quali non va più bene di esercitare in
strada e che lamentano le difficoltà a vivere una normale vita
affettiva e di relazione stante la trama di illiceità di cui
le ha circondate la legge Merlin. E' necessario abolire le
norme che reprimono condotte non afferenti ad una reale
offensiva sociale (adescamento, agevolazione, affitto di
camera o appartamento) e contribuiscono a ricacciare la
prostituzione in strada. Non sono possibili mediazioni: è
necessario sancire l'illiceità della prostituzione svolta in
luoghi pubblici, insistendo più sulla sanzione economica che
su quella detentiva che deve rappresentare solo l'estrema
ratio nei confronti
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del delinquente tendenziale. La stessa decisione deve
essere usata nei confronti dello straniero, comunitario o
extra, con permesso di soggiorno o no: un ospite non può
permettersi comportamenti parassitari, deve invece mettere le
proprie energie positive a disposizione della società che lo
ospita. Il registro comunale non costituisce una schedatura,
ma una forma di monitoraggio, specie in relazione alle
condizioni igienico sanitarie delle prostitute. Al di fuori di
ogni forma di coazione, chi voglia intraprendere la
professione deve sapere sottostare ad alcuni semplici
adempimenti
pensati nel bene proprio e dei propri clienti. Si intende
inoltre cancellare quella sacca di intangibilità fiscale
costituita dai proventi della prostituzione e quindi, come in
altri Paesi già avviene, sottoporla al normale regime di
tassazione delle imposte dirette. Infine la dura repressione
dell'induzione alla prostituzione mediante violenza fisica o
psichica sottolinea come grande importanza rivesta per noi la
libertà della scelta della persona che si prostituisce, e come
sia nostra ferma intenzione combattere con questa proposta di
legge ogni forma di speculazione criminale in materia.
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