| Onorevoli Colleghi! -- Nei Ministeri dell'interno,
della difesa e delle finanze operano diverse categorie di
personale, con status giuridico differente, ma nel
comune scopo di contribuire alla "sicurezza" dello Stato.
Le attuali differenti normative rendono impossibile, sic
et simpliciter, l'attuazione del decreto legislativo n. 29
del 1993 sulla privatizzazione del pubblico impiego (tra
l'altro, lo stesso Consiglio di Stato ha chiaramente ed
ufficialmente dichiarato la illegittimità della "pretesa" e
"presunta" privatizzazione del rapporto di lavoro dei
dipendenti delle pubbliche amministrazioni), per l'atipicità
dei compiti d'istituto che il personale è tenuto a svolgere,
causando, altresì, gravi carenze, aggravio di costi per
l'amministrazione dello Stato, malcontento e disagio tra il
personale (sono presenti nelle amministrazioni interessate al
provvedimento, grosse quantità di personale militare ed ex
militare che svolge funzioni amministrative, pur percependo
gli emolumenti previsti per i compiti d'istituto,
sicuramente maggiori degli stipendi medi del personale
civile).
E' necessario, quindi, un provvedimento legislativo che,
riportando ad unitarietà la gestione del personale, fermo
restando il differente stato giuridico, ne definisca i ruoli,
le funzioni, le attribuzioni, gli incarichi, anche per la
necessaria chiarezza gerarchico-funzionale negli uffici.
E' stata scelta la forma della delega legislativa per dare
al Governo una maggiore velocità di azione sulla materia e per
permettere ai dicasteri interessati di esaminare e risolvere
al loro interno le necessarie procedure sugli organici e sulle
spese attuative, nonché per l'urgenza della risoluzione, in
considerazione dei costi e delle disfunzioni che la mancanza
di tale provvedimento legislativo causa alla Nazione, in una
contingenza economica dove la razionalizzazione della spesa
pubblica diviene essenziale, anche ai fini perequativi.
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