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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


29439
DDL2421-0002
Progetto di legge Camera n. 2421 - testo presentato - (DDL12-2421)
(suddiviso in 7 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C2421. TESTIPDL
...C2421.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC2421 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- La celebrazione del secondo
  centenario della nascita di Antonio Rosmini-Serbati giunge
  opportuna in questo scorcio di secolo che non è meno denso di
  problemi culturali, sociali e politici di quello in cui si
  concludeva la dominazione napoleonica, si entrava nel clima
  della Restaurazione e si apriva l'età del Romanticismo
  europeo.  Rosmini partecipò all'immenso travaglio delle tante
  questioni e crisi, che non erano solo filosofiche, ma anche
  politiche, che accompagnarono il difficile processo verso
  l'unificazione nazionale.  Basti pensare alla profondità del
  dissidio fra il Papato ed il mondo moderno, scaturito dalla
  rivoluzione dei lumi; alle politiche dei principi, protetti
  dalla Santa Alleanza, che si impegnarono a cancellare ogni
  segno delle innovazioni, anche civili, dell'età
  rivoluzionaria, i
  grandi "baccanali della mediocrità" come Cesare Balbo li
  chiamava; basti pensare ancora agli entusiasmi suscitati dal
  Primato  di Gioberti e dalla breve stagione neoguelfa,
  alla loro caduta sino alla sconfitta del 1849, per intendere
  l'intenso clima culturale nel quale operò Antonio Rosmini.
  L'amore per la Chiesa non gli precluse la libertà della
  critica verso i compromessi istituzionali che ne potessero
  infirmare la libertà.  Non gli piaceva che si parlasse di
  "religione di Stato": La Chiesa - sosteneva - non aveva
  bisogno di protezioni dinastiche ed affidava all'"Italia
  religiosa" la missione di "divenire la liberatrice del
  cattolicesimo dalla infame servitù, nella quale gemette
  oppressa finora".  Fu il fondatore, come riconobbe un fine ed
  acuto maestro di filosofia politica, Gioele Solari, di una
  nuova forma di giurisprudenza,
 
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  quella politica, per garantire il cittadino non solo
  dall'ingiustizia "ma contro l'incertezza della giustizia"
  ovvero contro gli abusi inerenti all'esercizio stesso del
  potere politico.
    Al Rosmini, prete roveretano e patrizio del Sacro Romano
  Impero, è toccato in sorte di essere una delle guide più
  ispirate di quel rinnovamento culturale che presupponeva una
  profonda compenetrazione fra la fede, la carità ed i princìpi
  del liberalismo moderno.  Rosmini, attraverso una molteplicità
  di interessi di ordine speculativo, è pervenuto alla
  formulazione di una delle più grandi sintesi del pensiero
  moderno, di cui l'edizione nazionale delle sue opere edite e
  inedite, iniziata da diversi decenni ed interrotta solo per
  qualche anno, non ha ancora finito di presentarci la completa
  espressione.
    Né va trascurata l'influenza che egli ha esercitato sugli
  uomini, intellettuali, politici e scrittori, che hanno
  improntato l'azione politica del Risorgimento, da Cavour a
  Cesare Balbo, a Gino Capponi.
    Se la storia della cultura moderna è in certo modo la
  storia della separatezza di natura e spirito, di realtà e
  verità, di fede e religione, di politica e morale, l'opera di
  Rosmini è stata essenzialmente rivolta alla riscoperta di
  quella sintesi spezzata.  Dal
  Nuovo saggio sull'origine delle idee  al  Trattato
  della coscienza morale,  dalla  Costituzione secondo la
  giustizia sociale,  alla postuma  Teologia,  che sarà
  poi oggetto di un profondo dibattito teologico-filosofico, il
  Rosmini ha lasciato in eredità al pensiero di oggi alcuni temi
  di ricerca tutt'altro che esauriti o messi in disparte in una
  riflessione che non voglia abbandonarsi alle mode facili del
  nichilismo teologico, del relativismo etico e dell'amoralismo
  politico.
    Perciò la celebrazione della sua figura e della sua opera
  in occasione del secondo centenario della nascita non potrà
  essere quella di un episodio chiuso, per quanto glorioso,
  della rinascita spirituale italiana del secolo XIX.  L'invito
  del Rosmini ad una ermeneutica platonico-agostiniana del
  pensiero filosofico moderno, la sua fenomenologia del corporeo
  come sentimento fondamentale della persona e la sua chiara
  affermazione del primato finalistico della persona nella
  politica per l'elemento divino che l'informa, un'affermazione
  che ritroviamo nelle riflessioni di Luigi Sturzo su
  Coscienza e libertà,  sono vie che è necessario tenere
  aperte alla meditazione di oggi per chi intenda preparare le
  nuove generazioni ad affrontare i rischi indissociabili della
  potenza tecnologica e della labilità spirituale.
 
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