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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


29446
DDL2422-0002
Progetto di legge Camera n. 2422 - testo presentato - (DDL12-2422)
(suddiviso in 13 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C2422. TESTIPDL
...C2422.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC2422 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli  Colleghi! -- Durante la XI legislatura il
  Senato della Repubblica in data 30 marzo 1993 approvò un testo
  unificato dei disegni di legge numeri 40, 498 e 514,
  concernente l'ordinamento degli studi di educazione fisica,
  motoria e dello sport presso le università nonché le norme
  transitorie sugli istituti superiori di educazione fisica
  (ISEF).
    La VII Commissione della Camera dei deputati non riuscì ad
  approvare il testo proveniente dal Senato della Repubblica,
  pur avendo ottenuto l'assegnazione in sede legislativa, per
  l'ostruzionismo attuato da alcuni componenti contrari a questa
  legge ed anche per il precoce scioglimento della legislatura.
  Il testo rappresenta il risultato di un lungo lavoro iniziato
  durante le precedenti legislature, che avevano visto
  impegnati i principali gruppi politici in uno sforzo di
  sintesi delle diverse posizioni e delle esigenze che
  provenivano da un mondo assai vario e complesso come quello
  dello sport e dell'educazione fisica.
    La delusione per l'esito negativo nella XI legislatura è
  stata grande: le aspettative di riforma degli ISEF, nel
  frattempo, non sono diminuite.  E' comune convinzione che non è
  più rinviabile l'obiettivo di adeguare questo settore di studi
  agli  standard  europei.
    Rispetto al testo approvato nella passata legislatura al
  Senato, che abbiano recepito in molte parti sostanziali,
  riteniamo però siano necessarie due correzioni fondamentali,
  che qualificano la presente proposta di legge.
    La prima deriva dal fatto che la riqualificazione degli
  studi nel campo dell'educazione
 
                               Pag. 2
 
  fisica e sportiva, così come la conseguente riforma
  degli ISEF, non possono avvenire magicamente con la semplice
  trasformazione "nominale" in facoltà universitarie monolaurea
  di tutti gli ISEF (quello statale di Roma, più dieci
  pareggiati e dieci sedi decentrate).  Si avrebbero, così,
  ventuno nuove facoltà, alcune assolutamente inadeguate e, nel
  migliore dei casi, autarchicamente gelose delle proprie
  risorse umane e tecniche da riconfermare e riprodurre.  Serve
  un disegno più ampio ed unitario di revisione epistemologica
  delle scienze dell'educazione e di formazione universitaria di
  tutti gli insegnanti.  Per questo riteniamo più corretto
  scientificamente e meno onoroso finanziariamente collocare il
  nuovo corso di laurea in scienze dell'educazione fisica,
  motoria e dello sport presso la facoltà di scienze della
  formazione, in cui sono già previsti i corsi di laurea in
  scienze dell'educazione (tre indirizzi: insegnanti di scienze
  umane, educatori professionali, esperti nei processi
  formativi) ed in scienze della formazione primaria (insegnanti
  di scuola elementare e materna).  La laurea, oltre che
  preparare all'insegnamento nella scuola con uno specifico
  indirizzo didattico, dovrebbe prevedere altri due indirizzi:
  uno scientifico, destinato allo studio ed alla ricerca
  interdisciplinare fisio-psico-bio-medica; uno organizzativo,
  finalizzato alla formazione dei dirigenti di istituzioni, di
  enti e di associazioni che promuovono l'attività motoria e
  sportiva.
    Per rendere più coerente il ridisegno scientifico e
  culturale degli studi universitari e per rispondere con più
  flessibilità alle richieste del mercato del lavoro non solo
  nel mondo dello sport ma anche in quello più ampio della cura
  della salute e del benessere psico-fisico, va prevista
  l'istituzione di due diplomi universitari triennali, collegati
  al nuovo corso di laurea rispettivamente per:
        a)  tecnico delle attività sportive, da organizzare
  in convenzione con il CONI;
        b)  tecnico delle attività motorie e della
  riabilitazione, da organizzare in
  convenzione con regioni, unità sanitarie locali, enti locali
  e, naturalmente, con i dipartimenti di medicina e di scienze
  interessati.
    La seconda correzione al testo approvato dal Senato
  riguarda le norme transitorie riferite alla soppressione degli
  ISEF.  E' necessaria una programmazione territoriale che
  rispetti, da un lato, l'autonomia delle singole sedi
  universitarie e, dall'altro lato, le diversità quantitative e
  qualitative dei vari ISEF con i loro decentramenti.  L'aver
  previsto la contemporanea istituzione del corso di laurea e
  dei due diplomi può aiutare a risolvere problemi locali, senza
  spreco di risorse e senza dequalificazione degli studi e della
  ricerca universitaria.  La possibilità, poi, di collocare i
  corsi di laurea e di diploma anche nelle facoltà di medicina e
  di scienze, laddove le singole università non riscontrino
  condizioni oggettive per l'istituzione delle facoltà di
  scienze della formazione, rappresenta una ulteriore condizione
  di flessibilità programmatica.  Flessibilità che viene proposta
  anche per il passaggio del personale docente e
  tecnico-amministrativo dagli ISEF al nuovo inquadramento, con
  una regola inderogabile per la qualificazione degli studi
  universitari: tutti i docenti di tutti i raggruppamenti
  (sociopsico-pedagogici, biologico-medici, tecnico-sportivi)
  devono essere inquadrati, previo superamento dei concorsi
  nazionali, nei ruoli di ordinario, associato e ricercatore.
    Naturalmente vanno valutate, assieme ai titoli scientifici,
  anche le attività didattiche svolte negli ISEF e va prevista
  una soluzione equa per gli insegnanti tecnicopratici che non
  dovessero superare i concorsi universitari.
    La presente proposta di legge vuole, dunque, portare a
  sintesi il lavoro precedente del Senato, adeguandolo, però,
  all'attuale dibattito scientifico, culturale ed organizzativo
  sulle scienze dell'educazione e sulla formazione universitaria
  degli insegnanti e di nuove figure professionali, secondo gli
  standard  europei.
 
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