| Onorevoli Colleghi! -- Durante la XI legislatura il
Senato della Repubblica in data 30 marzo 1993 approvò un testo
unificato dei disegni di legge numeri 40, 498 e 514,
concernente l'ordinamento degli studi di educazione fisica,
motoria e dello sport presso le università nonché le norme
transitorie sugli istituti superiori di educazione fisica
(ISEF).
La VII Commissione della Camera dei deputati non riuscì ad
approvare il testo proveniente dal Senato della Repubblica,
pur avendo ottenuto l'assegnazione in sede legislativa, per
l'ostruzionismo attuato da alcuni componenti contrari a questa
legge ed anche per il precoce scioglimento della legislatura.
Il testo rappresenta il risultato di un lungo lavoro iniziato
durante le precedenti legislature, che avevano visto
impegnati i principali gruppi politici in uno sforzo di
sintesi delle diverse posizioni e delle esigenze che
provenivano da un mondo assai vario e complesso come quello
dello sport e dell'educazione fisica.
La delusione per l'esito negativo nella XI legislatura è
stata grande: le aspettative di riforma degli ISEF, nel
frattempo, non sono diminuite. E' comune convinzione che non è
più rinviabile l'obiettivo di adeguare questo settore di studi
agli standard europei.
Rispetto al testo approvato nella passata legislatura al
Senato, che abbiano recepito in molte parti sostanziali,
riteniamo però siano necessarie due correzioni fondamentali,
che qualificano la presente proposta di legge.
La prima deriva dal fatto che la riqualificazione degli
studi nel campo dell'educazione
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fisica e sportiva, così come la conseguente riforma
degli ISEF, non possono avvenire magicamente con la semplice
trasformazione "nominale" in facoltà universitarie monolaurea
di tutti gli ISEF (quello statale di Roma, più dieci
pareggiati e dieci sedi decentrate). Si avrebbero, così,
ventuno nuove facoltà, alcune assolutamente inadeguate e, nel
migliore dei casi, autarchicamente gelose delle proprie
risorse umane e tecniche da riconfermare e riprodurre. Serve
un disegno più ampio ed unitario di revisione epistemologica
delle scienze dell'educazione e di formazione universitaria di
tutti gli insegnanti. Per questo riteniamo più corretto
scientificamente e meno onoroso finanziariamente collocare il
nuovo corso di laurea in scienze dell'educazione fisica,
motoria e dello sport presso la facoltà di scienze della
formazione, in cui sono già previsti i corsi di laurea in
scienze dell'educazione (tre indirizzi: insegnanti di scienze
umane, educatori professionali, esperti nei processi
formativi) ed in scienze della formazione primaria (insegnanti
di scuola elementare e materna). La laurea, oltre che
preparare all'insegnamento nella scuola con uno specifico
indirizzo didattico, dovrebbe prevedere altri due indirizzi:
uno scientifico, destinato allo studio ed alla ricerca
interdisciplinare fisio-psico-bio-medica; uno organizzativo,
finalizzato alla formazione dei dirigenti di istituzioni, di
enti e di associazioni che promuovono l'attività motoria e
sportiva.
Per rendere più coerente il ridisegno scientifico e
culturale degli studi universitari e per rispondere con più
flessibilità alle richieste del mercato del lavoro non solo
nel mondo dello sport ma anche in quello più ampio della cura
della salute e del benessere psico-fisico, va prevista
l'istituzione di due diplomi universitari triennali, collegati
al nuovo corso di laurea rispettivamente per:
a) tecnico delle attività sportive, da organizzare
in convenzione con il CONI;
b) tecnico delle attività motorie e della
riabilitazione, da organizzare in
convenzione con regioni, unità sanitarie locali, enti locali
e, naturalmente, con i dipartimenti di medicina e di scienze
interessati.
La seconda correzione al testo approvato dal Senato
riguarda le norme transitorie riferite alla soppressione degli
ISEF. E' necessaria una programmazione territoriale che
rispetti, da un lato, l'autonomia delle singole sedi
universitarie e, dall'altro lato, le diversità quantitative e
qualitative dei vari ISEF con i loro decentramenti. L'aver
previsto la contemporanea istituzione del corso di laurea e
dei due diplomi può aiutare a risolvere problemi locali, senza
spreco di risorse e senza dequalificazione degli studi e della
ricerca universitaria. La possibilità, poi, di collocare i
corsi di laurea e di diploma anche nelle facoltà di medicina e
di scienze, laddove le singole università non riscontrino
condizioni oggettive per l'istituzione delle facoltà di
scienze della formazione, rappresenta una ulteriore condizione
di flessibilità programmatica. Flessibilità che viene proposta
anche per il passaggio del personale docente e
tecnico-amministrativo dagli ISEF al nuovo inquadramento, con
una regola inderogabile per la qualificazione degli studi
universitari: tutti i docenti di tutti i raggruppamenti
(sociopsico-pedagogici, biologico-medici, tecnico-sportivi)
devono essere inquadrati, previo superamento dei concorsi
nazionali, nei ruoli di ordinario, associato e ricercatore.
Naturalmente vanno valutate, assieme ai titoli scientifici,
anche le attività didattiche svolte negli ISEF e va prevista
una soluzione equa per gli insegnanti tecnicopratici che non
dovessero superare i concorsi universitari.
La presente proposta di legge vuole, dunque, portare a
sintesi il lavoro precedente del Senato, adeguandolo, però,
all'attuale dibattito scientifico, culturale ed organizzativo
sulle scienze dell'educazione e sulla formazione universitaria
degli insegnanti e di nuove figure professionali, secondo gli
standard europei.
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