| Onorevoli Colleghi! -- Riteniamo che oggi, a quasi
mezzo secolo dalla data di entrata in vigore della
Costituzione repubblicana, si possa, con estrema serenità,
proporre all'attenzione del Parlamento l'opportunità di
consentire ai componenti di Casa Savoia di rientrare in
Italia.
I costituenti, quando posero le norme comprese nella XIII
disposizione transitoria della Costituzione, dovevano
assicurare con particolari cautele la nascita del nuovo
istituto repubblicano proteggendolo da iniziative o tentativi
che in quei momenti potevano sembrare possibili, data la
tensione dei confronti.
Però dobbiamo obiettivamente riconoscere che, in questi
lunghi anni, mai vi è stato tentativo alcuno contro le
istituzioni né da parte di molti italiani che si sentivano e
si sentono ancora sentimentalmente
legati all'istituto monarchico, né, in particolare, da alcuno
dei componenti di Casa Savoia che, sempre, hanno rispettato il
nuovo ordinamento istituzionale della loro Patria, e di ciò va
dato atto rendendo onore anzitutto al comportamento di Umberto
II che, anelando alla Patria per morirvi, ha subìto l'ingiuria
o del disinteresse o del falso interesse e non un atto di
giustizia come la storia reclamava.
La storia, infatti, è armonia biologica dei fatti: nulla si
edifica senza fondamenta.
Da tale considerazione discende la inopportunità (almeno)
storica e civile di mantenere in vita una norma contingente e
perciò "transitoria", testimonianza di tensioni, oggi eco
lontana di tumulti di passioni contrapposte: non vi sono
pericoli di restaurazione violenta, dipendenti dal fenomeno di
presenze dinastiche (Umberto II
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è alta prova di sofferta e convinta volontà di omaggio alla
concordia ed alla pacificazione nazionale).
Riteniamo, quindi, che la Repubblica, superati quasi
cinquant'anni dalla promulgazione della sua Carta
fondamentale, ben
possa consentire il rientro in Italia dei membri della ex
Casa regnante e che la terra italiana custodisca il sonno di
Vittorio Emanuele III e della regina Elena, convinti che non
sono gli ostracismi a difendere le istituzioni della
Patria.
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