| Onorevoli Colleghi! -- L'articolo 57 del codice di
procedura penale attribuisce le funzioni di polizia
giudiziaria, essenziali per l'applicazione della legge penale,
agli ufficiali, sottufficiali ed agenti della Polizia di
Stato, dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di finanza,
del Corpo di polizia penitenziaria e del Corpo forestale dello
Stato.
Invece, il Corpo delle capitanerie di porto, pur
assicurando un contributo decisivo per la prevenzione e
repressione di molti reati, ben al di là dei compiti
tradizionali relativi alla sicurezza ed all'ordine dei porti,
non ha finora ottenuto l'esplicito riconoscimento normativo
delle funzioni che, di fatto, svolge.
In particolare, il Corpo delle capitanerie di porto offre
una collaborazione irrinunciabile nella lotta al traffico di
stupefacenti
ed al contrabbando, realizzando il controllo delle
coste e del mare a prezzo di rischi elevatissimi per
l'incolumità dei propri componenti.
Non meno delicata, anche perché idonea a coinvolgere le
relazioni internazionali tra Stati, è l'attività di contrasto
dell'immigrazione clandestina, che ha ormai assunto dimensioni
preoccupanti e finisce per favorire lo sviluppo di pericolose
associazioni criminali, dedite allo spaccio di droga ed allo
sfruttamento della prostituzione.
Anche la tutela dell'ambiente marino e dei beni di
interesse culturale, che si trovano sommersi in molte zone e
sono esposti a prelievi abusivi per fini di lucro, risulta
affidata soprattutto al Corpo delle capitanerie di porto.
Dinanzi a tale complessità e vastità di compiti, appare del
tutto inadeguata la
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previsione dell'articolo 1235 del codice navale, che limita
le funzioni di polizia giudiziaria del Corpo delle capitanerie
di porto ai soli reati previsti nel codice della navigazione,
ed a quelli comuni commessi nei porti ove manchino uffici di
pubblica sicurezza.
Si propone pertanto la modifica dell'articolo 57 del codice
di procedura penale, per attribuire in modo più ampio e
comprensivo le funzioni di ufficiale ed agente
di polizia giudiziaria al personale del Corpo delle
capitanerie di porto.
In questo modo, otterrebbe adeguato riconoscimento
legislativo la preziosa collaborazione garantita finora dal
Corpo stesso e se ne consentirebbe l'impiego contro ogni forma
di delinquenza, con vantaggi evidenti anche durante la
stagione estiva e presso le località turistiche, quando deve
necessariamente intensificarsi la vigilanza contro le attività
illecite.
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