| (Articolo 11- ter, comma 2, della legge 5 agosto
1978, n. 468,
introdotto dall'articolo 7 della legge 23 agosto 1988, n.
362)
Il provvedimento in esame, nell'abolire gli esami di
seconda sessione, prevede lo svolgimento di iniziative di
sostegno e di recupero.
Tali iniziative comportano oneri per la stima dei quali
occorre partire dal numero degli alunni che vengono rimandati
ogni anno, numero valutabile in circa 700.000 unità. A detto
numero si deve aggiungere quello relativo agli alunni respinti
che ammonta, mediamente, a circa 200.000 unità.
Si calcola, quindi, sulla base di un numero complessivo
di destinatari della norma, stimabile tra le 870.000 e le
900.000 unità, un numero di alunni mediamente pari a 885.000
unità.
Ipotizzando che ciascuna iniziativa possa aggregare, in
media, dieci alunni, si hanno 88.500 iniziative da
attivare.
Ponendo l'ulteriore ipotesi che ogni iniziativa richieda
mediamente tre docenti e che a ciascuno di questi vanno
richieste mediamente 24 ore aggiuntive di servizio, si ha un
monte ore complessivo da retribuire di circa 6.372.000 (88.500
x 3 x 24).
Operando sull'ipotesi che il compenso orario possa essere
determinato in una cifra oscillante tra 50.000 e 30.000 lire,
il costo complessivo dei corsi da attivare potrebbe ammontare
a lire 260.000.000.000 come qui di seguito dimostrato:
- spesa media oraria: lire 40.790
- numero complessivo ore ipotizzato: n. 6.372.000
- (lire 40.790x6.372.000 = lire 259.913.880.000
arrotondato a lire 260.000.000.000).
Pertanto, qualora la spesa media oraria dovesse risultare
diversamente attestata, si dovrebbe incidere nelle altre
componenti di calcolo e cioè elevando il numero degli alunni
da aggregare oppure abbassando il numero di ore da
effettuare.
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