Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


29852
DDL2455-0002
Progetto di legge Camera n. 2455 - testo presentato - (DDL12-2455)
(suddiviso in 3 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C2455. TESTIPDL
...C2455.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC2455 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- Con la presente proposta di legge -
  che reitera un intendimento già più volte avanzato, come fatto
  ad esempio dall'onorevole Ferri nella precedente legislatura
  (n. 2922, XI) - si intende ottenere un contributo dallo Stato
  in favore del comune di Fivizzano, per il quale è in corso il
  procedimento di concessione della medaglia d'oro al valore,
  allo scopo di erigere un monumento in ricordo delle vittime
  degli efferati eccidi perpretati dai nazisti contro le
  popolazioni di San Terenzio Monti e di Bardine nell'agosto del
  1944.  Scrive il comandante dei partigiani Oscar Orlandi in
  "Testimonianze di un comandante della Lunense": "Il 13 agosto
  un manipolo di tedeschi su di un camion raggiunse San Terenzio
  e minacciò di distruggere il paese con il pretesto (falso) che
  due tedeschi erano stati uccisi.  L'avvocato
  Mazzoni affrontò il comandante accusandolo di essere
  bugiardo e di voler distruggere il paese senza motivo e riuscì
  a calmarlo offrendo vino della zona, notoriamente pregiato.  Il
  comandante pretese la consegna immediata di due maiali, cinque
  pecore e dieci damigiane di vino per evitare la distruzione
  del paese.  Il giorno successivo alla stessa ora il solito
  camion si ripresentò in paese per razziare di nuovo viveri e
  vino.  Lo stesso sistema fu usato il giorno successivo in un
  paese vicino, Bardine.  Gli abitanti dei paesi vicini fuggirono
  sui monti ed avvisarono i partigiani che si trovavano a Viano
  che la popolazione non era più in grado di sopportare le
  richieste dei tedeschi.  Il giorno 17 i partigiani si diressero
  verso Bardine e vedendo che i tedeschi, dopo aver costretto i
  paesani ad ammucchiare sul camion viveri ed a consegnare
 
                               Pag. 2
 
  due mucche, stavano attraversando il fiume per
  andarsene, attaccarono combattimento.  I tedeschi si
  sparpagliarono nel granoturco e risposero al fuoco.  Sentendo
  il fuoco i partigiani che si trovavano a Posterla scesero e
  piazzandosi con una mitraglia dall'altro lato bloccarono la
  ritirata dei tedeschi.  Il camion fu distrutto ed i tedeschi
  ebbero diciassette morti e quattro feriti, fra i quali il
  comandante del gruppo che attraverso la campagna raggiunse il
  paese di San Terenzo e svenne.  Le donne del paese lo
  soccorsero e cercarono di ricondurlo al comando tedesco;
  arrivate a Tendola incontrarono un camion dei tedeschi che
  stavano cercando i commilitoni.  Il ferito aveva promesso che
  non ci sarebbero state rappresaglie se fosse stato soccorso e
  le donne furono rimandate indietro.  I tedeschi si recarono a
  Bardine per recuperare morti e feriti e sulla strada del
  ritorno uccisero due coniugi che avevano incontrato.
    Il 18 agosto le formazioni partigiane si avvicinarono ai
  paesi attendendo la reazione tedesca che quel giorno non ci
  fu.  Visto che non accadeva niente all'alba del 19 il comando
  partigiano, che aveva ricevuto false informazioni, fece
  ritirare i suoi uomini.  Nella mattinata una colonna di SS
  tedesche provenienti dalla Toscana e comandate da Reder
  raggiunse San Terenzo senza però entrare in paese ma
  circondando tutta la zona.  I tedeschi iniziarono subito il
  rastrellamento catturando vecchi, donne e bambini in quanto
  tutti i giovani erano saliti ai monti e gli uomini maturi si
  erano nascosti.
    Parecchie famiglie del paese si erano radunate in una casa
  di campagna in località Valla all'esterno del paese sentendosi
  più sicure fuori del paese.  Tutti quelli che vennero catturati
  furono condotti in questo podere di Valla.  Intanto Reder ed i
  suoi ufficiali banchettavano in paese.  L'esecuzione avvenne
  fra le undici e le dodici e le vittime furono centoquattordici
  fra le donne, vecchi e bambini; si salvò una giovane madre con
  una bambina di sette anni che, ferita, rimase immobile sotto i
  cadaveri.
    Altri cinquantatre ostaggi erano stati portati
  appositamente da Pietrasanta e Stazzema per essere impiccati
  ai pali delle viti con il filo spinato ed uccisi a colpi di
  pistola; quattro ragazzi furono legati ai fari del camion
  distrutto e poi fucilati".
    Non ritengo che debba aggiungersi parola alla drammaticità
  di questo ricordo.  Giudico che sia giusto lasciare, come segno
  di testimonianza di quel sacrificio, un monumento presso il
  quale i giovani possano raccogliersi per ricordare attraverso
  questi episodi, anche dolorosi, come sia stata riconquistata
  la loro libertà.
 
DATA=950502 FASCID=DDL12-2455 TIPOSTA=DDL LEGISL=12 NCOMM= SEDE=PR NSTA=2455 TOTPAG=0003 TOTDOC=0003 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=009 PAGFIN=0002 RIGFIN=048 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=2 SORTRES= SORTDDL=245500 00 FASCIDC=12DDL2455 SORTNAV=0245500 000 00000 ZZDDLC2455 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



Ritorna al menu della banca dati