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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


2993
DDL0182-0002
Progetto di legge Camera n. 182 - testo presentato - (DDL12-182)
(suddiviso in 10 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C182. TESTIPDL
...C182.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC182 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli  Colleghi! -- Trentaquattro milioni di
  disoccupati nei Paesi industrializzati, di cui ventidue nei
  Paesi della Comunità europea; in Italia, tra i mesi di gennaio
  e aprile 1993 si è registrata una diminuzione di 270 mila
  occupati, prevalentemente nell'industria, con un aumento di
  250 mila unità sul fronte della disoccupazione.  Nel solo mese
  di aprile, delle 2.389.000 persone in cerca di occupazione, il
  52,6 per cento sono donne, un dato molto elevato in
  considerazione del fatto che esse rappresentano solo il 26,9
  del totale della forza lavoro (rilevazioni ISTAT).
    Questi dati sono un'ulteriore conferma del fatto che non
  siamo di fronte ad una ricorrente crisi congiunturale
  internazionale
  e nazionale, ma ad una crisi che appare sempre più di
  natura strutturale e di non breve durata.  La mancata ripresa
  economica ha avuto pesanti ricadute sulla dinamica
  dell'occupazione e sull'aumento della disoccupazione tanto da
  porre il problema occupazionale, con i suoi risvolti sociali,
  al centro del dibattito internazionale.
    La proposta di legge che noi presentiamo, elaborata sulla
  base di un progetto della Lega ambiente, risponde alla nostra
  idea di nuovo modello di sviluppo fondato sul lavoro per tutti
  e sulla piena occupazione come obiettivo strategico.
    Un piano "ecocompatibile", quello che presentiamo, che può
  produrre trecentomila posti di lavoro e che parte dall'idea
 
                               Pag. 2
 
  che la soddisfazione di bisogni sociali e ambientali a
  tutt'oggi inevasi può rappresentare una credibile e reale
  controproposta alle rare e insufficienti politiche governative
  in materia di occupazione.
    I lavori socialmente e ambientalmente utili che qui
  proponiamo non sono intesi come semplici ammortizzatori
  sociali, in attesa di una improbabile ripresa economica a
  breve termine, secondo la logica governativa e legislativa sin
  qui perseguita.
    La nostra idea di lavori socialmente e ambientalmente utili
  presuppone al contrario un rinnovamento profondo della nozione
  stessa di vita produttiva e dell'organizzazione delle
  relazioni sociali.  E' ad una modifica radicale del modello di
  sviluppo che noi pensiamo, presentando questa proposta di
  legge, che sappia coniugare i processi di trasformazione e di
  riconvenzione industriale con i lavori socialmente e
  ambientalmente utili e che punta a rendere reciprocamente
  funzionali settori decisivi dell'industria in trasformazione
  rispetto ad un progetto di società sostenibile.
    La proposta che qui avanziamo si muove su tre grandi piani
  di lavoro che riguardano: la sistemazione delle città
  attraverso la mobilità collettiva e il riuso del patrimonio
  abitativo e infrastrutturale, un progetto di risparmio
  energetico e infine un piano per garantire l'acqua, quella
  potabile innanzitutto.  Progetti di occupazione possibili che
  si tradurranno in migliaia di posti di lavoro qualificati e
  duraturi.
    Con la presente proposta di legge è istituito un Fondo per
  la formazione, il lavoro e il risanamento ambientale presso la
  Presidenza del Consiglio dei ministri per finanziare progetti
  per lavori socialmente e ambientalmente utili.  L'80 per cento
  del Fondo è destinato alle commissioni regionali per l'impiego
  sulla base dei criteri definiti nel testo, il restante 20 per
  cento è a disposizione delle amministrazioni centrali
  (articolo 1).
    Compito delle commissioni regionali per l'impiego è quello
  di redigere un bilancio sociale e occupazionale, nonché un
  piano per l'occupazione finalizzato ai progetti che
  riguardano: la manutenzione ambientale, il recupero urbano, la
  ricerca, la formazione e riqualificazione professionale, il
  sostegno alla piccola e media impresa (erogazione di servizi e
  sostegno alla commercializzazione e all'esportazione), i
  servizi alla persona.  Una modulazione della fiscalizzazione
  degli oneri sociali è prevista per quelle aziende che operano
  riduzioni contrattate dell'orario di lavoro (articolo 2).
    Sulla base di criteri stabiliti dal CIPE le commissioni
  regionali per l'impiego, mediante un apposito nucleo di
  valutazione, deliberano la graduatoria dei progetti da
  finanziare, presentati dalle amministrazioni pubbliche, o dei
  corsi di formazione ad essi connessi, rispettando le priorità
  definite nell'articolo 3.  I progetti sono formulati secondo un
  modello predisposto dal Ministero del lavoro e della
  previdenza sociale e devono contenere tutte le indicazioni
  previste nel medesimo articolo 3.
    I programmi, i progetti ed i corsi di formazione sono
  prioritariamente rivolti alle nuove tecnologie e alle forme di
  organizzazione del lavoro, alla tutela del territorio,
  all'organizzazione della città, ai controlli ambientali, alla
  valorizzazione dei beni naturali e culturali, agli interventi
  mirati alla persona.  Per il 1995 le priorità riguardano
  l'organizzazione della città, il risparmio energetico, la
  manutenzione del territorio (articolo 4).
    Possono accedere ai lavori socialmente e ambientalmente
  utili i lavoratori iscritti alle liste di mobilità, i
  disoccupati iscritti alle liste di collocamento da almeno
  dodici mesi, i disoccupati che percepiscono una indennità di
  disoccupazione e i lavoratori in cassa integrazione guadagni
  straordinaria, residenti nello stesso ambito territoriale
  circoscrizionale.  Tra i criteri per definire le graduatorie è
  riservata alle donne una quota non inferiore al rapporto
  percentuale tra la componente femminile e il totale dei
  disoccupati (articolo 5).
    La copertura finanziaria è assicurata dall'imposta
  patrimoniale, per cui è data delega al Governo.
 
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