| Onorevoli Colleghi! -- In tutto il mondo si vanno
preparando da parte di istituzioni, talora prestigiose, o di
enti di Stato, manifestazioni ed eventi con i quali si intende
celebrare il centenario della nascita del cinema.
In alcuni Paesi le iniziative di maggior respiro sono state
progettate con uno scopo che è solo in parte celebrativo.
L'occasione del centenario viene, infatti, colta come
un'opportunità unica per rivendicare priorità e meriti alla
propria cinematografia nazionale, sì da promuoverne una più
ampia diffusione nei mercati internazionali, approfittando
della particolare sensibilità che l'opinione pubblica sta
dimostando nei confronti di questa forma di espressione
artistica, anche per effetto del massiccio intervento dei
mass media.
Alcune iniziative, inoltre, nascono con intenti niente
affatto effimeri, giacché viene maturando presso le
istituzioni e la stessa opinione pubblica la convinzione che
si debba raccogliere quel che resta della memoria del cinema e
dei cinema nazionali, per salvarlo dalla possibile distruzione
a vantaggio delle generazioni a venire.
In Italia, nonostante il notevole impegno della Presidenza
del Consiglio di ministri, stando ai programmi ufficiali, non
risultano al momento essere state messe in cantiere iniziative
di rilevante spessore, insieme culturale e spettacolare,
dedicate al cinema, e, quel che più sorprende, al cinema
italiano.
Ciò appare tanto più inspiegabile se si considera quanto
sia delicata la situazione
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in cui si trova la nostra industria cinematografica, oggetto
di tanti appelli drammatici, provenienti da tutte le sue
componenti; tutte concordi nel richiamare ad un impegno comune
e deciso per rilanciare il nostro cinema riavvicinando il
pubblico, in particolare giovanile, ad una sua fruizione, più
intensa e continua, nelle sale.
Il Gruppo cinematografico pubblico che ha, tra i suoi
compiti statutari, proprio la promozione della cinematografia
nazionale in tutti i suoi aspetti, sia culturali che
industriali, non poteva non sentire come un suo dovere quello
di accogliere l'appello delle istituzioni per una iniziativa
di grande respiro a favore del cinema italiano, sì da colmare
quello che sembra essere un inspiegabile vuoto di iniziativa
nel panorama nazionale.
Nell'organizzare le varie manifestazioni nei vari Paesi è
importante che, da una parte vengano messe in luce concordanze
e denominatori comuni che fanno del cinema una lingua
universale ed un "luogo comune" per milioni di persone; ma
dall'altra è egualmente essenziale che siano valorizzati quei
motivi e quei caratteri che contribuiscono alla definizione
dell'identità nazionale di ogni cinematografia.
E' quello che intende fare l'Ente cinema con la Mostra di
Cinecittà la quale, oltre a proporsi come l'evento più
significativo ed ambizioso realizzato in Italia per il
centenario, vuole festeggiare, senza retorica alcuna, una
cinematografia che per lunghi periodi ha assunto, nel corso
del secolo, un ruolo da protagonista sulla scena
internazionale, riuscendo ad orientare e scandire, in vari
momenti e grazie alla genialità di maestri come Rossellini, De
Sica, Visconti, Fellini, Antonioni, eccetera, il tempo del
cinema mondiale.
La Mostra, tuttavia, non ha obiettivi solo celebrativi,
ovvero di recupero delle testimonianze più significative ed
originali di una vicenda passata, che alcuni vorrebbero
conclusa; l'esposizione dimostrerà come il nostro cinema sia
ancora vitale; teso com'è a costruire, attraverso l'impegno
dei giovani, la professionalità dei suoi tecnici, la
creatività dei suoi artigiani, un futuro ancora da
protagonista nel complesso scenario dei nuovi mezzi di
espressione e di comunicazione.
Utilizzando anche preziosi materiali conservati presso
l'archivio foto-cinematografico dell'Istituto Luce, la più
antica istituzione della nostra cinematografia, risalendo la
sua fondazione al lontano 1924, la Mostra intende raccontare
come il cinema sia un luogo privilegiato della memoria del
Paese, uno spazio in cui, ora si sono trasferiti i sogni e le
speranze, ora si sono depositate, come in uno specchio o un
grande diario, le storie e le tracce di milioni di persone.
Nei secoli che precedono l'invenzione dei Lumière, se non
tutte, molte delle strade della visione popolare, partono
dall'Italia. Dalle prime teorizzazioni di Leonardo sulla
camera oscura, passando per Della Porta e Kircher, dal nostro
Paese si irradiano lungo le strade dell'Europa, percorrendo lo
stesso cammino dei comici dell'arte, i venditori di vedute
d'ottica, gli impresari dei mondi nuovi cui si deve la
creazione di una lingua e di una sorta di mercato comune
europeo di immagini.
Partendo da questo prologo, l'Esposizione si articolerà
lungo un percorso storico nel quale si potranno ritrovare e
ricomporre le polveri della memoria del cinema, ma anche si
potranno confrontare storia reale e storia immaginaria.
Cinecittà, mitica città del cinema, sinonimo, per le platee
di tutto il mondo, di cinema italiano, con questa Mostra
intende celebrare anche una grande tradizione artigianale che
è propria soprattutto del cinema italiano e che è riuscita a
far rivivere l'anima delle botteghe rinascimentali, nelle
quali accanto ai maestri hanno lavorato e lavorano artigiani
di indiscussa ed invidiata professionalità, cui si deve la
fortuna, non solo artistica, della nostra cinematografia.
La Mostra, che sarà allestita all'interno degli
stabilimenti di Cinecittà e sarà inaugurata il 1^ ottobre
1995, resterà aperta al pubblico fino a tutto il 1996. E'
concepita come una esposizione multimediale in progress,
ossia in continuo arricchimento, giacché ospiterà, di mese in
mese, convegni, mostre tematiche, rassegne di
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film e rappresentazioni dal vivo. L'Esposizione sarà ospitata
sia in strutture appositamente allestite, sia in alcuni
teatri, sì da offrire al visitatore la possibilità di entrare
nel clima di una fabbrica del cinema; il tutto per oltre 7.000
metri quadri coperti, a cui si aggiungono ampi spazi
all'aperto destinati ad ospitare alcune scenografie di film
famosi.
Pur essendo concepita con grande rigore scientifico,
giacché si avvale della consulenza e della collaborazione di
alcuni dei maggiori studiosi ed esperti di cinema italiano,
questa Esposizione si connota anche per una grande valenza
didascalica e spettacolare, giacché intende rivolgersi ad un
grande pubblico, non solo italiano, ma, soprattutto, al mondo
dei giovani e della scuola.
Per questo motivo si avvarrà di tecnologie sofisticate, sì
da valorizzare al massimo le varie sezioni in cui essa si
articola ed in modo da consentire al visitatore una
partecipazione creativa, ovvero un dialogo interattivo con le
testimonianze ed i materiali, via via, esposti.
Tra le cinematografie che hanno avuto un ruolo fondante per
l'immaginario e la storia del cinema mondiale, quella italiana
è con ogni probabilità quella che ha dissipato e disperso in
maniera più sistematica il proprio passato.
Mentre negli altri Paesi si è, in tempi già lontani,
provveduto a raccogliere, restaurare e conservare la memoria
del cinema, alla pari di quanto si è fatto per le altre forme
di espressione artistica, nel nostro Paese, con eccezione di
poche istituzioni e di qualche collezionista, molto poco è
stato fatto per lasciare alle future generazioni un archivio
del cinema e di quello italiano, in particolare.
La Mostra, progettata dall'Ente cinema, insieme a Cinecittà
ed all'Istituto Luce, ha per obiettivo quello di effettuare un
primo censimento di quanto ancora resta di quella memoria, sì
da consentirne un recupero ed una sua conservazione. Un
lavoro, il primo in assoluto messo in cantiere nel nostro
Paese, che potrà essere prezioso per chi si accinga a dar vita
all'auspicato museo del cinema italiano.
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