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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


30193
DDL2487-0002
Progetto di legge Camera n. 2487 - testo presentato - (DDL12-2487)
(suddiviso in 5 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C2487. TESTIPDL
...C2487.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC2487 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- L'11 giugno prossimo gli elettori
  sono chiamati a pronunciarsi su diversi  referendum  uno
  dei quali riguarda il sistema di elezione del sindaco e dei
  consigli comunali.  Il  referendum  intende estendere a
  tutti i comuni il sistema elettorale maggioritario attualmente
  vigente per i comuni con popolazione inferiore ai 15 mila
  abitanti.
    La presente proposta di legge ha lo scopo di realizzare la
  stessa finalità dell'iniziativa referendaria.  Qualora si
  registri un adeguato consenso, il Parlamento può anticipare e
  rendere superfluo il  referendum  stesso.
    E' opportuno precisare lo scopo dell'iniziativa
  referendaria.  Innanzitutto è utile ricordare, chiarire le
  caratteristiche dei due sistemi elettorali attualmente in
  vigore:
      al di sotto dei 15 mila abitanti: sistema maggioritario;
  l'elettore con un solo voto sceglie il sindaco e la relativa
  lista; chi ottiene più voti vince e governa con la maggioranza
  dei due terzi del consiglio.  L'elezione avviene in un solo
  turno;
      al di sopra dei 15 mila abitanti: sistema proporzionale
  con premio di maggioranza; il sindaco è collegato ad una o più
  liste, l'elettore può esprimere due voti, uno per il sindaco e
  uno per la lista anche in modo disgiunto, cioè anche se non
  sono collegati tra loro; se nessun candidato a sindaco ottiene
  la maggioranza assoluta dei voti si svolge il ballottaggio tra
  i primi
 
                               Pag. 2
 
  due arrivati con la possibilità di ulteriori collegamenti con
  altre liste tra il primo e il secondo turno; chi vince ha il
  60 per cento dei seggi del consiglio (distribuiti  pro
  quota  tra le liste collegate).
    Come si vede il  referendum  non si può ridurre affatto
  al problema del numero dei turni (meno che mai, dall'esito del
  referendum,  qualunque esso sia, si potrebbero trarre
  valutazioni da trasferire al sistema di elezione delle Camere
  che è basato sui collegi uninominali ed è pertanto
  assolutamente non comparabile con i sistemi di elezione per i
  comuni).  Il  referendum  pone infatti una questione
  prioritaria: passare dalla coalizione di più liste alla lista
  di coalizione, riducendo la frammentazione e proliferazione di
  liste e partiti.
    Gli obiettivi del  referendum  si possono così
  riassumere:
      1) rendere il sistema elettorale per tutti i comuni più
  semplice e chiaro, in modo che l'elettore sappia con certezza
  qual'è la conseguenza del proprio voto e possa votare con una
  scheda comprensibile;
      2) ridurre il numero eccessivo di sistemi elettorali oggi
  in vigore ai diversi livelli (lo stesso sistema potrebbe
  essere adottato per i consigli provinciali);
      3) facilitare il processo di riaggregazione del sistema
  politico, riducendo la frammentazione ed il numero eccessivo
  di partiti e "partitini" (in media, il numero di liste
  presentate con il sistema maggioritario è tra 3 e 4, con
  l'altro sistema la media è superiore a 8, con punte di oltre
  20 nei comuni maggiori);
      4) facilitare la presentazione agli elettori di proposte
  di governo degli enti locali e di coalizioni più omogenee e
  coese.  Infatti, perché mai forze politiche e associazioni che
  vogliono governare assieme un comune, che hanno lo stesso
  candidato a sindaco e lo stesso programma si presentano agli
  elettori in modo diviso, con tre, cinque o anche nove liste
  concorrenti e litigiose tra loro?  La presentazione a livello
  comunale di tutti gli stessi partiti e "partitini" presenti a
  livello nazionale - al fine di difendere le proprie identità,
  gelosie e rendite di posizione - toglie autonomia e
  specificità all'elezione dell'ente locale.  L'articolo 49 della
  Costituzione parla di "partiti" per la politica "nazionale"!
  Se si vuole superare davvero la partitocrazia questo è un
  passaggio essenziale;
      5) non è vero affatto - come ha sostenuto qualcuno - che
  il  referendum  elimina l'elezione diretta del sindaco:
  essa rimane perché l'elettore vota innanzitutto il sindaco e
  rimangono i poteri del sindaco di nominare e revocare la
  giunta e quello di determinare lo scioglimento del consiglio,
  cioè quelle regole di tipo "presidenziale" (o meglio secondo
  il modello Westminster) che possono dare stabilità e
  governabilità e che non consentano "ribaltoni"; anzi, con il
  referendum  aumenta il potere e l'autonomia del sindaco;
  infatti con il sistema basato sulla coalizione di tante liste,
  i partiti possono più facilmente condizionare il sindaco;
      6) con il sistema maggioritario l'elezione si svolge
  efficacemente in un unico turno (il secondo turno non produce
  maggiore legittimazione perché al secondo turno si verifica
  costantemente una forte riduzione del numero di votanti: molto
  spesso è maggiore il numero degli elettori corrispondenti ad
  un 45 per cento del primo turno rispetto ad un 55 per cento
  conseguito al secondo turno); comunque la questione del turno
  unico o doppio non costituisce l'obiettivo principale del
  referendum:  il turno unico è senz'altro preferibile ma
  non è essenziale, purché si passi dalla coalizione di tante
  liste alla lista di coalizione; è importante che tale
  caratteristica permanga anche nel caso di ballottaggio
  escludendo la possibilità di collegamenti ulteriori tra il
  primo e il secondo turno al fine di assicurare il
  conseguimento delle finalità di cui al punto 4 (cioè la
  presentazione agli elettori di proposte di governo e di
  coalizioni politiche più omogenee e coese);
 
                               Pag. 3
 
      7) per un altro verso il  referendum  esalta proprio
  l'elezione diretta del sindaco perché impedisce la
  presentazione di candidati alla carica di sindaco "fittizie",
  cioè effettuate al solo scopo di ottenere un seggio nel
  consiglio comunale o di contrattare qualcosa (presenze in
  giunta, eccetera) per il secondo turno.
    La presente proposta di legge intende realizzare le
  suddette finalità di fondo del  referendum.  Essa si
  differenzia dal  referendum
  solo perché attribuisce alla lista collegata al
  sindaco vincente il 60 per cento e non i due terzi di seggi
  del consiglio comunale.  Inoltre, il testo proposto mantiene,
  nei termini precisati, la previsione del ballottaggio qualora
  nessun candidato a sindaco ottenga la maggioranza assoluta dei
  voti validi al primo turno.  Ma i proponenti sono ben
  disponibili, e anzi personalmente più favorevoli, a modificare
  la proposta prevedendo il turno unico.
 
DATA=950505 FASCID=DDL12-2487 TIPOSTA=DDL LEGISL=12 NCOMM= SEDE=PR NSTA=2487 TOTPAG=0006 TOTDOC=0005 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=009 PAGFIN=0003 RIGFIN=018 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=3 SORTRES= SORTDDL=248700 00 FASCIDC=12DDL2487 SORTNAV=0248700 000 00000 ZZDDLC2487 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



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