| Onorevoli Colleghi! -- L'impatto dell'istituzione del
giudice di pace non è stato certo indolore.
Lo sciopero di avvocati e procuratori legali ne è la
manifestazione più clamorosa, ma le preoccupazioni per il
proficuo avvio della relativa riforma non mancano anche dal
versante dei giudici togati e dei cittadini, per i quali la
giustizia civile rischia di diventare una... "chimera".
In particolare l'appello per saltum al tribunale
competente, anziché al pretore, ad avviso del proponente non
ha adeguata giustificazione e rischia di far affluire sui
tavoli del giudice monocratico dei tribunali italiani una
valanga di appelli avverso le sentenze dei giudici di pace.
Nel congestionamento del carico di lavoro dei giudici di
tribunale, il proponente ravvisa una innovazione veramente
improvvida.
La devoluzione al pretore degli appelli avverso le sentenze
dei giudici di pace può contribuire ad un più armonico assetto
della giustizia civile.
E', altresì, agevole superare l'obiezione che il carico di
lavoro appesantirebbe le preture, inconveniente che ben potrà
essere fronteggiato con l'aumento del numero dei vice pretori
onorari, man mano che le esigenze di sovraccarico avranno
consigliato l'incremento degli organici assegnati alle singole
sedi.
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