Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


30402
DDL2507-0002
Progetto di legge Camera n. 2507 - testo presentato - (DDL12-2507)
(suddiviso in 11 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C2507. TESTIPDL
...C2507.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC2507 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli  Colleghi! -- L'istituzione dell'Istituto
  nazionale di biofisica (INB) ha lo scopo di mantenere in vita
  e sviluppare una tradizione culturale e scientifica che risale
  ad oltre vent'anni fa ed ha le sue lontane radici nelle
  ricerche, teoriche e sperimentali, di natura interdisciplinare
  ed alla frontiera fra le scienze fisiche in senso anglosassone
  da un lato, e la biologia molecolare e biomedica dall'altro,
  che nel nostro Paese hanno una forte tradizione.
    Alla fondazione dell'Istituto contribuirebbero varie sedi,
  il cui personale e le cui attività, scientifiche selezionate
  nelle nostre facoltà universitarie, (soprattutto di medicina e
  chirurgia, di ingegneria e di scienze naturali), garantiscono
  caratura e massa critica competitiva su scala internazionale,
  sia per i meccanismi meritocratici di cooptazione, sia per le
  tematiche di avanguardia.  La qualità e l'efficienza produttiva
  sono meglio garantite dai piccoli
  numeri e dall'omogeneità delle attività; furono proprio
  queste le caratteristiche vincenti dei primi Istituti
  nazionali, quali quello di fisica nucleare e quello di
  geofisica, qui presi a modello.
    L'opportunità di creare un Istituto nazionale di biofisica
  si basa su una serie di ragioni, qui di seguito riepilogate.
  Innanzitutto, la biofisica e le discipline ad essa affini e
  collegate (quali la biologia molecolare, la bioingegneria, la
  fisica medica e settori della fisiologia), per la loro
  esponenziale crescita scientifico-tecnologica su scala
  mondiale e per il loro impatto sullo sviluppo economico,
  sanitario ed industriale, hanno ormai un loro posto di punta
  negli ordinamenti scientifici ed accademici dei Paesi più
  avanzati, fatta eccezione dell'Italia, ove, anche per
  l'assenza di un  peer review,  materie innovative ed
  interdisciplinari, quali la biofisica, vengono fortemente
  penalizzate.
 
                               Pag. 2
 
    Tale struttura appare l'unica in grado di rispondere alle
  esigenze di coordinamento, prima ancora che di risorse
  finanziarie, per la serie di attività tecnico-scientifiche,
  universalmente considerate strategiche per il nostro Paese,
  che caratterizzano la biofisica e che si svolgono nell'ambito
  di più facoltà (medicina e chirurgia, ingegneria, scienze
  naturali, farmacia, agraria) con enfasi diverse e con
  risultati alterni.
    Solo un Istituto nazionale può rappresentare un superamento
  dei limiti (e delle pastoie burocratiche) in cui centri
  interuniversitari e consorzi operano e può dare una risposta
  organica che, nel tempo, garantisca certezza di
  programmazione, indipendentemente dalla molteplice matrice
  accademica e dall'inerzia insita in grossi sistemi quali
  l'università italiana, inadeguata a sostenere settori in
  rapida evoluzione come la biofisica.
    La presente proposta di legge - inizialmente formulata al
  termine di una lunga ed intensa fase istruttoria iniziata il
  19 gennaio 1987 con l'istituzione da parte del Ministero della
  pubblica istruzione di una Commissione nazionale per la
  biofisica - colma la lacuna esistente in Italia.  Già diverse
  sedi istituzionali hanno ipotizzato o caldeggiato in questi
  ultimi anni la formazione di un organismo con queste funzioni,
  anche attraverso atti ufficiali: dal Ministero competente ai
  comitati di medicina e di biotecnologia del Consiglio
  nazionale delle ricerche (CNR) dall'Istituto superiore di
  sanità al Consiglio nazionale della scienza e della
  tecnologia.  La presente proposta di legge attua un modello di
  autonoma riorganizzazione della biofisica che potrà
  coinvolgere, per la sua natura e per i meccanismi di
  cooptazione rigorosamente meritocratici, il meglio degli
  scienziati attivi in un vasto settore di discipline di
  frontiera in grado di competere a livello internazionale.  Per
  statuto, infatti, l'appartenenza e la permanenza nell'Istituto
  richiederanno il raggiungimento di un minimo  standard
  internazionale in termini di indicatori bibliometrici, quali
  pubblicazioni e citazioni su riviste internazionali.  La
  costituzione dell'INB ha costi modesti per il bilancio dello
  Stato (si prevedono 10 miliardi di lire per il primo anno) e
  segue l'esempio di quanto già fatto con successo per la fisica
  nucleare.  Alle soglie del ventesimo secolo si può dire che la
  biofisica, sia su scala internazionale sia nazionale, ha dato
  alcuni tra i più significativi contributi alla conoscenza ed
  alla tecnologia biomedica di base ed applicata, e per le sue
  implicazioni fondamentali sta avendo un impatto orizzontale su
  altri settori di importanza vitale per lo sviluppo industriale
  del Paese, quali le biotecnologie di punta (vedi l'ingegneria
  proteica), la biostrumentazione, l'elettronica molecolare e la
  scienza dei materiali (biopolimeri).  La domanda che viene
  dalla biotecnologia e dalla biostrumentazione è una delle
  motivazioni più pressanti.  Risorse consistenti sono già state
  stanziate dal Governo, attraverso un Piano nazionale
  triennale, la legge n. 46 del 1982 e progetti finalizzati o
  strategici, proprio nei settori in discussione, quali quello
  di tecnologie (ingegneria proteica e reti neuronali) per la
  bioelettronica.  Con una frazione assai modesta di tali
  risorse, ossia con costo aggiuntivo quasi zero rispetto alle
  risorse allocate al settore, attraverso una strutturazione ed
  un coordinanento dei gruppi operanti nelle università
  italiane, l'INB viene posto in condizioni di raccordare le
  forze esistenti nazionalmente - che sono oggi distribuite in
  varie discipline ed in varie facoltà, soprattutto quelle di
  ingegneria, scienze naturali e medicina e chirurgia, senza
  adeguata massa critica - in modo da operare e competere su
  scala internazionale.  Non è, inoltre, un caso che numerosi
  premi Nobel siano stati assegnati nell'ultimo decennio a
  scienziati che operano all'intersezione fra le scienze fisiche
  e le scienze della vita, campi di cui la biofisica rappresenta
  una sintesi.  Oggi, nel mondo accademico e scientifico italiano
  si è raggiunta la massa critica nei settori abbracciati dalla
  biofisica in modo valido sia da un punto di vista quantitativo
  sia qualitativo, in grado, cioè, di rispondere alle necessità
  imposte dal "sistema Italia" nell'ambito accademico (con la
  introduzione della biofisica nei nuovi ordinamenti di studi
  medici,
 
                               Pag. 3
 
  tabella XVIII, e biologici, tabella XXV e fisici tabella XXI;
  nel corso di laurea in fisica vi è da tempo un indirizzo
  biofisico) ed ospedaliero (determinato dal progredire delle
  conoscenze e quindi delle applicazioni mediche e cliniche),
  nonché nel mondo industriale pubblico e privato, e negli enti
  di ricerca (quali gli istituti ospedalieri a carattere
  scientifico) che si differenziano sempre più in settori
  scientifici e tecnologici di rilevanza biofisica.  La vastità e
  la profondità delle linee di ricerca coperte dalla biofisica
  italiana erano dimostrate dal livello e dalle competenze del
  corpo docente e tecnico presente nel nucleo embrionale
  formalizzato nella Commissione nazionale per la biofisica,
  largamente rappresentativo dei settori della ricerca biofisica
  esistente su scala mondiale e competitivo sullo stesso
  scenario internazionale nei rispettivi settori scientifici.
    E' ormai chiaro che le opportunità scientifiche e lo
  sviluppo tecnologico, industriale e sanitario, possibile
  attraverso la ricerca biofisica in senso lato, sono
  sfruttabili nella più alta misura solo da una fusione in un
  unico organismo dei migliori ricercatori del settore,
  indipendentemente dalla loro denominazione ufficiale sia essa
  biofisica per sè, fisiologia, chimica-fisica e biochimica,
  fisica e fisica medica, bioingegneria o biologia molecolare.
  Tale riorganizzazione delle attività universitarie nell'INB
  costituisce l'unica risposta adeguata a tale esigenza.
    Per la sua natura la ricerca biofisica pone l'enfasi su:
        a)  la caratterizzazione sino al livello atomico
  degli alti ordini di struttura tridimensionale (dal secondario
  in su) di biopolimeri e della loro dinamica;
        b)  la teoria e l'interpretazione dei fenomeni
  biologici basandosi su princìpi fondamentali della fisica ed
  utilizzando gli strumenti più raffinati della matematica;
        c)  la simbiosi ed il reciproco stretto legame fra
  ricerca fondamentale e sviluppo di nuove tecnologie e
  metodologie di valenza industriale e sanitaria.
    Le caratteristiche qualificanti delle attività
  dell'Istituto saranno:
        a)  l'attuazione di programmi di ricerca scientifici
  e tecnologici nel campo della biofisica;
        b)  la promozione di una attività didattica
  interdisciplinare nel settore presso le università sedi di
  strutture dell'Istituto;
        c)  la programmazione ed il coordinamento degli
  interventi nel campo della ricerca fondamentale ed applicata
  nei settori di competenza a livello interuniversitario e
  inter-enti.
    A questo fine l'Istituto potrebbe mettere a disposizione
  delle sezioni afferenti, nell'ambito dei propri programmi di
  ricerca, le proprie facilitazioni tecniche oggi disperse e
  senza massa critica, nonché indicare linee di coordinamento a
  livello nazionale, dell'attività dei relativi dottorati di
  ricerca.
    Il modello organizzativo e statutario più opportuno è
  quello dell'Istituto nazionale di fisica nucleare, ossia
  Laboratorio nazionale e sezioni, il cui innegabile successo
  fornisce le più ampie ed attendibili garanzie.
    La funzione del Laboratorio nazionale è quella di
  concentrare le strumentazioni di maggior impegno e di
  costituire un polo di riferimento tanto per le ricerche
  programmate a livello nazionale quanto per gli scambi con
  l'estero: l'esperienza dimostra che vi è un ampia
  disponibilità tra i biofisici europei e non, a trascorrere
  periodi anche lunghi di lavoro presso laboratori italiani ma
  che spesso vi è qualche difficoltà derivante proprio dalla
  mancanza di una sede di riferimento, accogliente sia sotto il
  profilo della completezza delle dotazioni strumentali sia come
  centro propulsore dell'attività scientifica.  Alle sezioni è
  demandato il compito di mantenere vivo, attraverso lo sviluppo
  di proprie linee di ricerca concordate a livello nazionale e
  vagliate da appositi comitati scientifici, il collegamento con
  l'università (ed altri enti ed industrie) in tutte le sue
  componenti e, quindi, anche con altre
 
                               Pag. 4
 
  discipline affini e contigue; in questo quadro rientrano
  ovviamente, anche la selezione, il reclutamento e
  l'addestramento di giovani ricercatori e di giovani tecnici da
  inserire nei quadri dell'Istituto o da avviare verso il
  sistema industriale e produttivo o verso il sistema sanitario.
  E', altresì prevista la formazione di sottosezioni presso sedi
  ove non è ancora presente una massa critica adeguata alla
  formazione di sezioni.
    L'istituzione dell'INB è prevista all'articolo 1 della
  presente proposta di legge, come ente di ricerca non
  strumentale ai sensi dell'articolo 8 della legge di
  istituzione del Ministero dell'università e della ricerca
  scientifica e tecnologica, n. 168 del 1989.  In questo quadro
  si prevede l'autonomia scientifica, amministrativa,
  finanziaria e di bilancio, nonché l'autonomia normativa con un
  proprio statuto e successivi regolamenti.
    Nell'articolo 2 sono previsti i compiti di ricerca
  dell'INB, in collaborazione con università ed enti di
  ricerca.
    L'articolo 3 specifica come si sostanzia l'autonomia
  normativa attraverso lo statuto e i regolamenti, di cui
  vengono indicati i modi di adozione e di eventuali successive
  modifiche.  E' previsto che lo statuto venga approvato dal
  Ministro dell'università e della ricerca scientifica e
  tecnologica, in modo analogo a quanto previsto per le
  università.
    Nell'articolo 4 è prevista l'attivazione del Laboratorio
  nazionale e di possibili sezioni convenzionate, con sedi nel
  territorio nazionale presso università o altre istituzioni
  di ricerca.
    L'articolo 5 prevede come organi dell'INB il presidente, il
  consiglio direttivo, la giunta, il collegio dei revisori dei
  conti, specificandone la composizione; è stabilito che i
  compiti degli organi dell'INB e le modalità di elezione dei
  rispettivi componenti sono fissati dallo statuto e che le
  modalità di funzionamento degli stessi sono determinate dal
  regolamento.
    Tra le possibili risorse dell'INB elencate nell'articolo 6,
  è previsto che il Ministero dell'università e della ricerca
  scientifica e tecnologica, provvede annualmente a finanziare
  l'INB con voce specifica del proprio bilancio, dopo una
  dotazione di lire 10 miliardi per il primo anno.  Con
  l'articolo 7 si specifica che la dotazione, organica di
  personale previsto alla fine di un triennio di attività è
  quella stabilita nella tabella allegata alla legge, ma, di
  fatto, è limitata dai vincoli di bilancio dell'INB; l'organico
  può essere integrato con personale di ricerca a trasferimento
  o per comando, previo nullaosta degli enti di appartenenza.
    La norma transitoria dell'articolo 8 prevede che le
  funzioni degli organi direttivi siano svolte, in sede di prima
  applicazione dagli organi corrispondenti del consorzio
  interuniversitario denominato "Istituto nazionale biostrutture
  e biosistemi" (INBB) e che il presidente sia nominato dal
  Ministro dell'università e della ricerca scientifica e
  tecnologica su indicazione del comitato ordinatore
  dell'Istituto nazionale di biostrutture e biosistemi.
 
DATA=950511 FASCID=DDL12-2507 TIPOSTA=DDL LEGISL=12 NCOMM= SEDE=PR NSTA=2507 TOTPAG=0009 TOTDOC=0011 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=008 PAGFIN=0004 RIGFIN=057 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=4 SORTRES= SORTDDL=250700 00 FASCIDC=12DDL2507 SORTNAV=0250700 000 00000 ZZDDLC2507 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



Ritorna al menu della banca dati